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Documenta 11

Dal Saturday 08 June 2002
al Sunday 15 September 2002

Comunicato stampa evento: Documenta 11

1955

Arnold Bode, pittore e professore di Kassel, realizzò per la prima volta la documenta 1, in occasione della quale furono esposte circa 570 opere di 48 artisti provenienti da sei paesi europei. La mostra vantava caratteristiche storico-documentaristiche e riuniva vari movimenti a partire dagli anni 20: fauvismo, espressionismo, cubismo, Blauer Reiter, futurismo, pittura metafisica. La documenta doveva fungere da forum per gli incontri fra gli artisti tedeschi e gli artisti internazionali.

1959

La documenta 2 si affermò come istituzione fissa e si costituì come srl. La scelta degli artisti e delle opere fu affidata ad una cerchia scelta di storici dell'arte che inclusero non solo la pittura ma anche le stampe, le sculture e oggetti di vario genere. La documenta 2 mise in evidenza soprattutto il periodo del dopoguerra e i suoi rappresentanti e accentuò la presenza degli artisti americani (R. Rauschenberg etc.).

1964

Aspetto centrale della documenta 3 fu il periodo pre-bellico attraverso i suoi rappresentanti per documentare il ruolo da loro svolto. Il periodo moderno (a partire dall'impressionismo) fu messo in evidenza grazie a circa 500 opere, fra le quali quelle di van Gogh, Picasso, Klee, Mirò, Kokoschka, Dix, Chagall e Ernst. Al centro dell'attenzione furono posti non più i gruppi di artisti ma i singoli individui.

1968

La documenta 4 si svolse nel segno del conflitto generazionale e della discussione intorno alla ricerca di un'opinione democratica e di un giudizio estetico. Per la prima volta ci si concentrò solo sull'arte e gli artisti degli anni '60 (con un primato dell'arte americana: minimal art e pop art); si rinunciò completamente alla retrospettiva. Si riconobbe il problema della distanza intercorrente fra l'osservatore e la produzione artistica moderna: proprio per questa ragione, gli organizzatori istituirono una cosiddetta "scuola per i visitatori" nella quale si intendeva insegnare ai visitatori un'osservazione "proficua" dell'arte contemporanea.

1972

La documenta 5 consentì di provare e affermare un modello di direttore artistico. Gli organizzatori si orientarono più intensamente verso il concetto di una tematica complessiva. La presentazione del fotorealismo europeo e americano e le produzioni artistiche visive riscontrarono un notevole successo. Centro focale della mostra fu il rapporto fra la verità e l'immagine e l'ampliamento della diffusione tramite i mezzi di comunicazione di massa.

1977

La documenta 6 affrontò la questione della posizione dell'arte nella società dei media. Furono analizzate le premesse mediatiche dell'arte contemporanea e messi in mostra i mezzi tecnici di tre generazioni: fotografia, film e video; furono inoltre esposti "l'arte nello spazio pubblico" (J. Beuys) e circa 700 disegni contemporanei. La presentazione dell'arte del realismo socialista e dei suoi rappresentanti provocò una controversia che indusse alcuni artisti occidentali (fra i quali Georg Baselitz e Gerhard Richter) a ritirare la loro partecipazione.

1982

La documenta 7 mise nuovamente in primo piano i generi classici del disegno e della scultura e sottolineò il loro carattere museale. Le opere artistiche furono appositamente estrapolate dal loro contesto. Si seguì il filo del dialogo aperto; pittura e scultura furono esposte una vicina all'altra. L'oggetto più significativo della documenta 7 fu la scultura di J. Beuys "7000 querce". L'artista stesso piantò il primo albero durante la mostra, mentre gli altri 6999 furono piantati nella città di Kassel nel corso dei cinque anni successivi. Beuys morì nel 1986; sua moglie piantò l'ultimo albero in occasione dell'inaugurazione della documenta 8.

1987

La documenta 8 servì per analizzare l'interazione fra design, arte e architettura. Fu affrontato il "potenziale di modifica offerto dall'arte sia nell'ambito delle utopie della società che nell'ambito della plasticità applicata...". Grazie alla documenta 8, la mostra si estese per la prima volta in tutta la città di Kassel con l'intento di inserire l'arte ancora più intensamente nel contesto della vita pubblica.

1992

La documenta 9 non offrì alcuna concezione artistica, non era inserita in nessun contesto tematico e non vantava alcuna struttura sistematica. L'attenzione fu rivolta alle opere d'arte orientate alle emozioni e al vissuto e alla poliedricità della scena artistica di quegli anni; furono acquisiti nuovi luoghi per esporre le opere d'arte in città: il museo delle Scienze Naturali (Naturkundemuseum) e la Allgemeine Ortskrankenkasse. Per la prima volta, la documenta vantò più di mezzo milione di visitatori.

1997

L'ultima documenta (X) di fine secolo fu incentrata sullo sguardo verso il passato e la proiezione verso il futuro, entro il concetto artistico della "retrospettiva". I prodotti di tutte le documenta furono esposti nuovamente e inseriti nel loro contesto storico. Grazie al forum di discussione "100 giorni - 100 ospiti", la mostra si spinse oltre la semplice presentazione. Scienziati, scrittori, architetti, storici e altri discussero sulle questioni relative all'arte e alla società.


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