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Cinemadisvolta

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Data di apertura giovedì 17 giugno 2004
Data di chiusura giovedì 21 ottobre 2004

Comunicato della mostra : Cinemadisvolta

Il cinema e le sue svolte

Le prime immagini del cinema sono un occhio nuovo aperto verso il mondo. Le prime inquadrature dei Lumière sono documentarie: l’uscita da una fabbrica, gente per strada, l’arrivo del treno alla stazione di La Ciotat. Un invito al viaggio che, come tale, implica sempre l’idea del cambiamento, la trasformazione che coinvolge il dentro e il fuori, lo sguardo di chi vede e di chi è visto, i modi della visione e il mondo che si concede ad essa. Campo e controcampo. Finzione e realtà. Guardare e vedere. Ma guardare non basta e vedere non soddisfa, quindi si impone la necessità di una terza via che le contempli entrambe e le faccia convergere, ogni volta diversamente, ogni volta integrando la fascinazione per un dato oggetto e la capacità di collocarlo all’interno di un quadro sociale più ampio. Due atteggiamenti complementari dai quali nasce, quasi sempre, l’esigenza di un cambiamento.
La storia del cinema, d’altra parte, è stata fin dall’inizio la storia di una trasformazione. Il primo film ha travolto la sfera dell’immaginazione, ha modificato i termini di verosimiglianza, ha elaborato nuovi indici di confronto con il reale. Il linguaggio, le parole, persino il pensiero hanno subito l’influenza sostanziale di questa nuova arte, mezzo meccanico di riproduzione della realtà, che ha saputo immediatamente andare oltre se stesso e offrirsi come trasfigurazione, specchio capace di trasportarci nel mondo delle idee, ma anche strumento che propone un’interpretazione di continuità e scambio con la vita. «Sono partito dall'immaginario e ho scoperto il reale, ma dietro c'è di nuovo l'immaginario», scrive Jean-Luc Godard definendo nel modo più esatto il rapporto che intercorre sempre tra un’immagine e la sua origine, perché tra i tanti modi di dirsi e dire il mondo il cinema è quello che più profondamente tocca il complicato rapporto tra la forma e la nostra esperienza delle cose, dentro il film e fuori, dopo e altrove il film stesso.
Se la scrittura cinematografica è una partita tra visibile e immaginario, tra un vedere e un desiderio di vedere, è vero anche che essa scivola continuamente in un gioco di scatole cinesi, nel rapporto dialettico imprescindibile con la società dentro cui, immancabilmente, si muove. Questo il territorio che intende esplorare il ‘Cinema di Svolta’, la dinamica attraverso la quale il mondo delle immagini in movimento rispecchia le cose e si rispecchia in esse. Ovunque nello spazio (per brevi istanti o lunghi periodi non c’è posto sulla terra che non abbia elaborato una propria e tale idea di cinema) e nel tempo (nel corso di oltre cento anni e, in particolare, in alcune età specifiche del Novecento) per descrivere non un’unica traiettoria poetico-politica di svolta, ma una moltitudine di tracce, dialoganti fra esse o che scorrono in parallelo. Con i suoi ‘cambiamenti’ interni alla propria opera un artista visivo e politico come Godard costituisce indubbiamente uno dei segni indelebili di tale percorso (e non casualmente è l’unico autore a essere presente nella rassegna con due testi), da sempre alla ricerca di uno sguardo morale dentro il cinema e la vita, che lo ha portato e lo porta in giro per il mondo (dal Mozambico a Sarajevo), là dove si percepivano e si percepiscono nuove possibilità di discorso. Il cinema degli autori scelti per la rassegna (e della moltitudine di quelli che sono rimasti fuori campo) si pone in questa direzione di convergenza e fuga, come invito al viaggio, a proseguirlo con altre visioni, come un ‘frammento di svolta’, parziale e non dogmatico, sempre pronto a ri-cominciare (‘ora’ dal testo imprescindibile degli artisti visivi Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi Oh, uomo, in anteprima a Cannes 2004).

Giuseppe Gariazzo, Grazia Paganelli e Gigi Piana

Calendario della rassegna
a cura di Giuseppe Gariazzo, Grazia Paganelli e Gigi Piana



17 giugno Passion di Jean-Luc Godard (Francia/Svizzera, 1982, 87')

24 giugno Paisà di Roberto Rossellini (Italia, 1946, 125')

1 luglio Accattone di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1961, 90')

8 luglio Borom Sarret di Ousmane Sembene (Senegal, 1963, 22')
Le Franc di Djibril Diop Mambety (Senegal, 1994, 45')

15 luglio Mudar de vida di Paulo Rocha (Portogallo 1966, 90')

22 luglio La notte dei morti viventi/Night of the Living Dead di George A. Romero (Usa, 1968, 90')

29 luglio Il fascino discreto della borghesia/Le charme discret de la bourgeoisie di Luis Buñuel (Francia, 1972, 105')

2 settembre Videodrome di David Cronenberg (Canada, 1983, 87')

9 settembre Come sono buoni i bianchi di Marco Ferreri (Spagna/Francia/Italia, 1988, 98')

16 settembre Fata Morgana di Werer Herzog (RFT, 1968-70, 79')

23 settembre E la vita continua/Va zendegi edame darad di Abbas Kiarostami (Iran, 1991, 91')

30 settembre Un posto sulla terra/Mesto na zemle di Artur Aristakisjan (Russia, 2000, 126')

7 ottobre Piazza Carlo Giuliani (Italia, 2001, 17')/Ritorno a Genova di Andrea Pastor (Italia, 2002, 45')

14 ottobre Sem Terra di Pasquale Scimeca (Italia 2002, 52')/British sounds di Jean-Luc Godard (Francia, 1969, 52')

21 ottobre Route 181 di Eyal Sivan e Michel Khleifi (Belgio, Francia, Germania, 2003, 270')






Cittadellarte-Fondazione Pistoletto – via Serralunga 27 –13900 Biella
Sala Conferenze, ore 21.