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... IL FIN LA MARAVIGLIA

Fondazione Accorsi

Sede Via Po 55 10124 Torino, Torino
Altre informazioni Tel 011-8129116

Data di apertura giovedì 24 marzo 2005
Data di chiusura domenica 03 luglio 2005

Comunicato della mostra : ... IL FIN LA MARAVIGLIA

"... IL FIN LA MARAVIGLIA"
Splendori di corte e scena urbana tra Sei e Settecento
dalle Collezioni del Museo di Roma

a cura di
Maria Elisa TITTONI, Dirigente dei Musei d’Arte Medievale e Moderna - Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma
Sergio GUARINO, Pinacoteca Capitolina - Roma
Simonetta TOZZI, Museo di Roma

Torino, Museo Accorsi, 25 marzo – 3 luglio 2005

con il Patrocinio di
Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali
Regione Piemonte
Provincia di Torino
Città di Torino


Conferenza stampa: giovedì 24 marzo 2005, ore 11.30

Il Museo di Arti Decorative Pietro Accorsi di Torino festeggia i 5 anni di attività con una nuova esposizione, “…IL FIN LA MARAVIGLIA”. Splendori di corte e scena urbana tra Sei e Settecento dalle Collezioni del Museo di Roma, curata da Maria Elisa TITTONI, Dirigente dei Musei d’Arte Medievale e Moderna, Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, Sergio GUARINO, Pinacoteca Capitolina, Roma, e da Simonetta TOZZI, Museo di Roma.

La mostra, aperta al pubblico dal 25 marzo al 3 luglio 2005, intende illustrare alcuni dei momenti più significativi ed affascinanti della vita pubblica di Roma barocca, e sarà anche occasione di confronto tra il barocco romano e quello subalpino, testimoniato dagli oggetti della collezione permanente del Museo.

Le opere esposte, provenienti dal Museo di Roma, saranno più di sessanta e comprenderanno incisioni aventi per tema feste e apparati della società romana, quali la cosiddetta “Chinea”(o dono di una mula bianca al Pontefice da parte del Re di Spagna come atto di sudditanza feudale), dipinti raffiguranti importanti avvenimenti quali il Ritorno delle Mozzatore di Giovanni Reder e ritratti tra cui il Ritratto di Gerolama Santacroce Conti come Vanitas di Pompeo Girolamo Batoni, disegni come quello dell’Apertura della Porta Santa di Giovanni Paolo Panini, e infine costumi, testimoni della moda e degli usi della Roma dell’epoca.
FRANCESCO PIRANESI, POMPEO BATONI E LA PORTANTINA BRASCHI

Tra le opere esposte, merita soffermarsi sull’incisione raffigurante la Girandola a Castel Sant’Angelo di Francesco Piranesi, sul ritratto Dama alla toeletta di Pompeo Girolamo Batoni e sulla celebre Portantina Braschi.
La Girandola a Castel Sant’Angelo era il più amato, popolare e atteso tra gli spettacoli romani.
Si teneva in occasione di particolari festività dalle terrazze del Castello, affinché il maggior numero di spettatori potesse goderne la vista.
Deve il suo nome al turbinio di eruzioni di razzi che lanciati in aria formano la sagoma di un grande ventaglio di fuoco che si irradiava dalla sommità del castello.
Si va definendo nella tradizione incisoria una sorta di prototipo stereotipo a ricordo della grande festa che non muterà fino al XVIII secolo: è inquadrata la grande mole del castello con il ventaglio di fuoco che si irradia dalla sua sommità a rischiarare la notte. Spesso si modifica il rame in qualche parte e lo si riutilizza in occasione delle diverse girandole (Simonetta Tozzi, a cura di, «Incisioni barocche di feste e avvenimenti», Gangemi Editore, 2002, p. 225).

La portantina appartenuta alla famiglia Braschi è pervenuta alle collezioni del Museo di Roma nel 1954 in seguito alla donazione dell'antiquario Eugenio di Castro. La portantina presenta una ricca decorazione dorata a piccoli ferri, mentre all'interno ritroviamo una seta rossa di notevole fattura. L'esuberanza decorativa e l'accuratezza dell'esecuzione si devono all'importanza della committenza e ne denunciano l'appartenenza ad un gusto tardo settecentesco in cui predominano ancora i capricci del repertorio rocaille.

Pompeo Girolamo Batoni si formò a Lucca, dapprima presso il padre orafo e poi presso i pittori Giovanni Domenico Brughieri e Giovanni Domenico Lombardi. Trasferitosi a Roma nel 1727, frequentò la scuola di Sebastiano Conca e gli studi di Agostino Masucci e dell'Imperiali. Lavorò nel contempo come pittore di figura in collaborazione con i più noti paesaggisti e vedutisti romani del tempo (Paolo Anesi, Hendrik Frans van Lint, Jan van Bloemen, Andrea Locatelli). In seguito produsse soggetti a tema mitologico e composizioni allegoriche, diventando famoso per gli innumerevoli ritratti dell'aristocrazia europea.
Il Ritratto di Gerolama Santacroce Conti come Vanitas rappresenta un unicum nella sua produzione per formato e soggetto. L'atteggiamento provocante della donna, seduta davanti allo specchio, mentre scioglie il nastro della mantellina con la mano sinistra e mostra una collana di perle nella mano destra, la candela spenta nella bugia, il particolare del piano della toeletta costituito da una tavola di legno consunto dal tempo, farebbero supporre che questo sia un ritratto allegorico della Vanitas.

“Le mostre del Museo di Arti Decorative Pietro Accorsi - dichiara Giulio Ometto, Presidente dell’istituzione - sono sempre state un’occasione di approfondimento scientifico, oltre che percorsi di grande fascino per il pubblico”.
Continua il Direttore, Alberto Cottino: “Anche in questo caso si vogliono analizzare alcuni dei molteplici aspetti che caratterizzavano la società barocca nel luogo dove il barocco è nato, Roma, e da dove si è irradiato in tutta Europa”.
E conclude: “Questa sesta esposizione fornirà senza alcun dubbio utili spunti di riflessione perché prende in considerazione quanta importanza avesse la vita pubblica sia sacra sia profana nello scandire i ritmi di vita della società”.


IL PERCORSO ESPOSITIVO
La mostra sarà suddivisa nelle seguenti sezioni:

• Feste profane
• Feste sacre
• Cortei ed apparati funebri
• Apertura della Porta Santa
• Archi trionfali e possessi
• Ambasciatori
• Progetti di carrozze
• Costumi (inclusi i dipinti raffiguranti ritratti)

IL COMITATO SCIENTIFICO
Il comitato scientifico è composto da:

• Maria Elisa TITTONI
• Sergio GUARINO
• Rossella LEONE
• Simonetta TOZZI
• Alberto COTTINO

IL CATALOGO
L’esposizione sarà corredata dalla pubblicazione di un catalogo (Omega Editore), con saggi introduttivi sulle collezioni del Museo di Roma e sulle varie sezioni della mostra redatti dai membri del comitato scientifico. Il libro comprenderà inoltre tavole a colori delle opere esposte e le relative schede storico-artistiche.


EVENTI CULTURALI PARALLELI ALLA MOSTRA
Oltre alle visite guidate alla mostra condotte da storici dell’arte, il programma culturale del Museo Accorsi prevede percorsi di approfondimento, conferenze, laboratori didattici, letture di poesie e prose del Sei e Settecento, concerti, nonché itinerari culturali in collaborazione con altre Istituzioni piemontesi, allo scopo di confrontare il barocco romano con quello piemontese, non solo attraverso gli oggetti della mostra e della nostra collezione, ma anche attraverso eventi ispirati al tema dell’esposizione (Alberto Cottino).



UFFICIO STAMPA
Barbara Cantoia, responsabile
Daniela Balbo
Cristina Giusio
011.817.08.12 / comunicazione@fondazioneaccorsi.it