EUROPLEX. Border Zones
a cura di Claudia Zanfi
Dopo una prima presentazione al KunstWerke di Berlino e a Going Public a Modena, Ursula Biemann - tra le più note videoartiste e ricercatrici svizzere - sarà presente con un nuovo lavoro in Italia, presso la Fondazione Olivetti di Roma, dal 15 giugno al 9 luglio 2006, con il progetto Europlex, promosso dal laboratorio culturale aMAZElab (www.amaze.it) e curato da Claudia Zanfi.
Europlex, è un “on going project” sul tema dei confini e della loro mobilità e varietà, inizato da Ursula Bieman in collaborazione con l’antropologa Angela Sanders. Si tratta di un lavoro realizzato con video e mappe, rivolto ai territori di confine tra Spagna e Marocco. In questo caso ciò che viene chiamato confine non è necessariamente un segmento lineare. Infatti comprende lo Stretto di Gibilterra con il suo traffico trasversale, le due enclave spagnole in territorio marocchino, e una quantità di piantagioni in Andalusia, ricoperte di plastica e sostentate dalla forza lavoro di origine africana.
Se intendiamo la geografia come la spazializzazione dei sistemi di relazioni locali e internazionali, risulta chiaro come, nelle geografie di confine, si verificano processi di compressione estrema su tutti i livelli. Le stazioni di confine, con le loro funzioni direttive volte a regolare il flusso di persone, rappresentano i punti visibili di convergenza delle connessioni tra regioni e continenti.
Fino a poco tempo fa, Malaga e Almeria non si consideravano zone di confine; oggi, la zona costiera della Spagna del sud deve far riconsiderare l’identità europea del paese. La formula più semplice è ancora, come sempre, quella dell’esclusione: l’Europa definisce se stessa attraverso le sue frontiere più lontane. L’artista realizzerà una installazione ad hoc per gli spazi della Fondazione Olivetti.
Ursula Biemann ha studiato in Messico e ha frequentato il programma di studi indipendenti del Whitney Museum di New York. I temi chiave del suo lavoro di artista e curatrice sono le relazioni di genere nell’economia, nei media e nei diversi contesti geografici. Nel 1996, insieme a otto artiste e studiose di Istanbul ha realizzato Kultur, ricerca sulle donne negli spazi urbani. Nel 1999 ha girato Performing the Border, video dedicato alle donne che vivono ai confini tra Messico e Stati Uniti, lavorano nelle maquiladoras o come prostitute. Negli anni successivi l’esplorazione su identita’ di genere, migrazioni e sex working e’ proseguita con Writing Desire (2000) Remote Sensing (2001) ed Europlex (2003). I video-saggi e le installazioni di Ursula Biemann sono stati selezionati da numerosi festival d’arte internazionali tra cui la Biennale di Ginevra, Insite di Los Angeles, il Museum of Modern Art di New York, il MACBA di Barcellona, il Centre George Pompidou di Paris e la Tate Modern di Londra. Nel 2003 ha curato la mostra e il catalogo Geography and the Politics of Mobility (Geografia e politiche della mobilita’) alla Generali Foundation di Vienna. Ha pubblicato i libri Been there and back to nowhere - gender in transnational spaces (b_books, Berlino) e Stuff It - the videoessay in the digital age (Springer Vienna/New York, 2003). Tra i suoi ultimi progetti, The Black Sea Files, sulle politiche del petrolio nel Caspio e il Maghreb, project sulla mobilita’ nell’area del Mediterraneo che si sviluppera’ tra il Cairo, Ginevra e Siviglia nel 2006-07. Ursula Biemann e’ ricercatrice presso l’Istituto di Teoria dell’Arte e Design HGKZ di Zurich e insegna a Ginevra.
Ursula Biemann sarà presente il giorno dell'opening presso la Fondazione Olivetti, e disponibile all'incontro con il pubblico e i giornalisti.
Alle ore 18.00 incontro pubblico con Ursula Biemann
Inaugurazione mostra giovedì 15 giugno 2006 alle ore 19.30
15 giugno – 6 luglio 2006
ingresso libero
Fondazione Adriano Olivetti
Via G. Zanardelli, 34
Roma
tel. 06 6877054 – 06 6834016
Ufficio Stampa
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