Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea - Dettaglio evento

Sede Palazzo Panella - Via Matteotti 53, Palazzolo sull'Oglio 25036 -  Mappa
Informazioni Tel +39 030 7403169 | info@fondazioneambrosetti.it | http://www.fondazioneambrosetti.it/




IL MONDO ESTERNO

Dal martedì 22 marzo 2005
al martedì 22 marzo 2005

Comunicato stampa evento: IL MONDO ESTERNO

Ciclo di conferenze a cura di Loredana Parmesani

A quale realtà, a quale mondo l’arte oggi si rivolge? Da sempre l’arte ha incluso nella propria ricerca il mondo esterno, da sempre lo ha indagato e rappresentato: ma oggi questo mondo sembra diventato solo documentabile. In altre parole l’arte pare nella maggior parte dei casi limitarsi ad assumere il reale come fatto, registrandolo e mostrandolo nella sua cruda oggettività, un’oggettività che però difetta di concretezza, confluendo invece nella immaterialità della finzione. In alcuni casi lo sguardo dell’arte si rivolge ai fatti quotidiani, individuali o collettivi; in altri, alla finzione che coinvolge non solo il nostro agire, ma anche la nostra stessa identità; in altri ancora l’arte cerca un confronto fra il mondo interiore, intimo e privato, e tutto ciò che ad esso è esterno.
Gli artisti che la Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea invita al nuovo ciclo di conferenze appartengono a svariati ambiti di ricerca quali la pittura, il video, il teatro, la fotografia, tutti però impegnati ad individuare la dimensione in cui collocare ciò che è esterno.

22 marzo 2005, ore 20.30

Conversazione su Ramallah

Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea
Teatro Sociale
Palazzolo sull’Oglio (BS)

Il consueto appuntamento della Fondazione Ambrosetti per il ciclo di conferenze “Il mondo esterno” avrà luogo presso il Teatro Sociale di Palazzolo, anziché presso Palazzo Panella. La serata è infatti dedicata al teatro e ne saranno protagonisti il drammaturgo Antonio Tarantino e Sandra De Falco che reciterà alcuni passi dello spettacolo La casa di Ramallah, Miryam, scritto da Tarantino stesso.
La casa di Ramallah, Miryam, è la storia di un padre e di una madre che accompagnano la figlia a farsi esplodere. Antonio Tarantino sceglie una figura lontana dalla nostra cultura, ne individua il paradosso, lo sviluppa attraverso le relazioni famigliari, lo traduce per noi italiani e ce lo fa esplodere in casa. La figura è Miryam. I genitori l’accompagnano come a un colloquio di laurea, un matrimonio, un’assunzione.
È la lingua di Tarantino a renderceli possibili e comprensibili e il treno interregionale su cui viaggiano accorcia lo spazio tra noi e il Medioriente, azzera le attenuanti della distanza geografica e culturale: il mondo arabo muore per mano e con dolore occidentali.
Ritenere anche solo possibile la propria morte è di per sé già sconcertante. Figurarsi programmarla, finalizzarla, desiderarla come fa Miryam. Nel vagone dell’interregionale un milione di parole tentano di anestetizzare la verità: Miryam ce la mette tutta per dar valore e forma accettabili al suo gesto. Il percorso di autosuggestione collettiva di un popolo che ha sorpassato la soglia della disperazione può estendersi ad ambiti inaspettati. Lo sguardo di Miryam, come il nostro, è assuefatto all’immagine di morte che rimbalza dalla comunicazione globale. Il passo successivo è l’accettazione di quell’immagine: edulcorata, confezionata, diffusa ed emulata. Nel sistema simbolico contemporaneo, in pochi passaggi, farsi esplodere può diventare “la cosa giusta”, può fare tendenza. La morte irresistibile come un paio di Nike.
La partitura di Antonio Tarantino stressa il racconto teatrale e detta precisi andamenti e curve concettuali. Snervando, spossando la narrazione, arriva a superare proprio l’elemento narrativo della drammaturgia tradizionale, quella tripartita in esposizione, sviluppo e ripresa. Ogni frase germina la successiva e sposta un po’ più avanti uno scenario destinato a non tornare più sui suoi passi e solo apparentemente privo di rimandi e ritorni.

Si ricorda che nella sede della Fondazione Ambrosetti, Palazzo Panella, è aperta al pubblico sino al 2 aprile la mostra di Liliana Moro.

Il prossimo appuntamento del ciclo di conferenze Il Mondo Esterno sarà giovedì 28 aprile con l’artista Margherita Morgantin.



Teatro Sociale
Piazza Zamara – 25036 Palazzolo s/O (BS)


INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO:
Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea - Palazzo Panella
Via Matteotti, 53 – 25036 Palazzolo s/O BS
tel. 030.740.3169 – fax 030.740.3170
www.fondazioneambrosetti.it
info@fondazioneambrosetti.it

ORARI DI APERTURA:
dal lunedì al venerdì: 9,00-13,00 14,30-18,30
sabato: 15,30-19,30
domenica: su appuntamento




Ufficio Stampa:
Emanuela Filippi - 02.4547.9017 – 392.4150.276 - 349.4093.389 - emanuela.filippi@tiscali.it