Lorenzo Pietrogrande - Strettamente personale
Dal giovedì 01 marzo 2007
al venerdì 23 marzo 2007
Orari: Inaugurazione giovedì 1 marzo 2007, ore 18.00
Da martedì a sabato h. 15.30 – 19.30
A cura di Luca Nicoletti
Catalogo in galleria – testo di Luca Nicoletti
Si inaugura giovedì 1 marzo alle ore 18,00 presso la Fondazione Gianni e Roberto Radice – Via P. Mola, 39 – Milano, la mostra personale di Lorenzo Pietrogrande, dal titolo “Strettamente personale”, a cura di Luca Nicoletti.
Lorenzo Pietrogrande.
Nato a Venezia nel 1961, si diploma all’Accademia di Brera a Milano. Insegna Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico “Lucio Fontana” di Arese. Vive e lavora a Milano.
Come socio fondatore dell’Associazione Culturale Renzo Cortina ha partecipato a numerose rassegne in Italia e all’estero. Ha tenuto mostre personali alla Galleria Bellinzona di Lecco, alla Galleria d’Arte Contemporanea Cascina Roma di S. Donato, a Palazzo Martini a Cremona, alla Galleria Cortina di Milano. Da segnalare le collettive presso la Galleria Ponte Rosso, il Palazzo delle Stelline (Milano), il Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti, la Cascina grande di Rozzano. Nel 2006 ha preso parte alla mostra “Generazione anni ’60 – Arte contemporanea in Lombardia”. Sue opere sono visibili sul sito: HYPERLINK "http://www.lorenzopietrogrande.it"
www.lorenzopietrogrande.it.
La mostra propone una selezione di opere recenti dell’artista, che presenta una pittura di marca espressionista declinata verso un "pauperismo" cromatico: la sintesi delle forme del paesaggio in masse di colore mira continuamente a ribadire i valori pittorici della rappresentazione. È una pittura di pennellata larga, diluita, rabbiosa, ma senza più quella ferocia che, in anni passati, lo aveva visto in sintonia con i "Nuovi Selvaggi". Non è però, venuto meno il gusto per la delineazione sintetica delle forme attraverso il colore: il pennello è pur sempre una sciabola che tira fuori le luci dalla preparazione del fondo. Affiora talvolta anche il ritmo dai toni schiariti di certa pop art inglese, pur senza appropriarsi di quel procedere per campiture piatte. A fare da antidoto nelle sue opere a quell'approccio drammatico è una sottile ironia, l'idea di una figurazione che, se non è scanzonata, è almeno disincantata, scevra da quel senso sacrale del lavoro artistico. L'interesse è verso una pittura "dipinta", fatta di una sintesi, di una riduzione degli elementi compositivi.