Dal 9 novembre 2006 la Fondazione Merz presenta Tanatosi, un progetto dell’artista Marzia Migliora a cura di Beatrice Merz e realizzato con il contributo della Regione Piemonte, della Città di Torino e della Compagnia di San Paolo.
Cinque lavori, tra installazioni e video, che l’artista ha concepito appositamente per lo spazio della Fondazione, costituiscono un percorso che si svela tra le opere di Mario Merz.
Filo conduttore è la percezione, e l’uso di tutti sensi diventa unità di misura e strumento per relazionarsi con il mondo esterno.
Da questo tema l’artista sviluppa un discorso più ampio, soffermandosi in particolare sulla condizione di cecità che diventa metafora delle paure, che non si possono vedere né toccare, ma sono presenze tanto “solide” da alterare la percezione della realtà.
Questo ciclo di lavori cerca di stimolare chi vede a farlo non solo attraverso gli occhi ma, per esempio, mettendo in pratica il rapporto tattile con gli oggetti o ascoltando il suono che si rifrange nello spazio.
L’artista fa vestire, a chi vede, i panni di chi è impossibilitato a farlo e a chi non vede, consegna alcuni strumenti utili per fruire una mostra d’arte contemporanea.
Toccare, guardare, ascoltare, contare… come in un esercizio il cui il risultato è l’esperienza.
La video animazione Anomma (priva di occhi) prende ispirazione dalla lettura di Cecità di Josè Saramago, in cui l’autore portoghese immagina un’epidemia di cecità che colpisce progressivamente un’intera città.
L’autore descrive l’immagine di un cieco che sta camminando in uno spazio che non conosce, ha le braccia protese davanti a sé e le sue dita si muovono come antenne di insetti; la facoltà della vista è sostituita dal tatto.
Così nel video le mani si muovono a tentoni per orientarsi, sono pronte a reagire ad ogni ostacolo e lentamente si trasformano nelle antenne di una formica della specie Anomma Nigricans, le cui femmine hanno la caratteristica di essere cieche.
La video animazione dal punto di vista tecnico si sviluppa in una continua metamorfosi di disegni, che richiama alcuni comportamenti mimetici di animali ed insetti che in situazioni di pericolo cambiano condizione, ponendosi in uno stato di completa immobilità (tanatosi) rispetto all’aggressore. Questo comportamento è un adattamento protettivo ed un fenomeno istintivo di autoconservazione.
Nel piano interrato nove light box dal titolo Test optometrico riportano citazioni inerenti la tematica della percezione visiva. La grandezza dei caratteri segue il criterio dei test optometrici per la misurazione della vista, il progressivo rimpicciolire delle lettere pone lo spettatore di fronte ai propri limiti visivi. Nel buio della sala una voce viene in aiuto al visitatore, non solamente non vedente, guidandone l’orientamento spaziale.
Lungo le pareti della scala che conduce al primo piano un lavoro dal titolo Il vuoto ad ogni gradino, una scritta realizzata in lettere tombali d’acciaio che riporta la poesia di Eugenio Montale Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale…, che lo scrittore aveva dedicato alla moglie non vedente appena scomparsa.
Segue Tanatosi, un’installazione costituita da seicento fotoceramiche. Avvicinandosi progressivamente al lavoro, se ne distinguono settantadue sulle quali sono serigrafati i nomi, sia in Braille, sia in caratteri latini in rilievo e trasparenti, di trentasei fobie scelte in relazione agli organi in cui sono siti i ricettori principali. Le fobie sono quindi distinte in 5 categorie: tattili, visive, uditive, olfattive, gustative.
Messi nella stessa condizione, i vedenti e i non vedenti leggono le parole affidandosi solamente al tatto.
Il progetto è l’occasione per iniziare a parlare di fruibilità degli spazi museali da parte di persone non vedenti e avviare una ricerca su questo importante tema.
Tra i progetti concepiti dall’artista ci sono anche tre mappe tattili che corrispondono agli spazi espositivi dei piani e che la Fondazione Merz ha scelto di adottare in maniera permanente.
Il lavoro si intitola Misurazione anti-ottica dello spazio e intende mettere in risalto come le persone non vedenti elaborino le informazioni relative allo spazio creando un rapporto fisico e diretto con gli oggetti, che spesso i vedenti non sviluppano.
L’utilizzo del proprio corpo come strumento di misura è la strategia più ricorrente di orientamento per il non vedente ai fini di costruire una mappa mentale con immagini tattili. L’artista sceglie così di calcolare l’estensione dello spazio della Fondazione attraverso il proprio corpo; nella mappa l’unità di misura dei metri è sostituita con quella dei suoi passi.
Accompagna il progetto un libro d’artista, edito dalla Hopefulmonster, che racconta il percorso della mostra attraverso i disegni in rilievo e i testi scritti in Braille: un ulteriore strumento per rendere accessibili le opere a persone non vedenti.
Il libro raccoglie anche la documentazione fotografica della mostra e si avvale di un testo critico di Jérôme Sans, direttore artistico del Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead.
Marzia Migliora (Alessandria 1972, vive e lavora a Torino).
Marzia Migliora racconta storie che fanno riferimento a memorie culturali e collettive o autobiografiche. La narrazione è legata a vicende emotive, all’infanzia, al gioco. La memoria non è mai idilliaca ma appare in tutta la sua complessità, quale aggregato denso di valori e di ambivalenze emotive.
Attraverso un’ampia gamma di linguaggi, dal video al suono, dalla performance all’installazione, dal disegno all’oggetto, articola le diverse tappe di una ricerca che tocca i temi del desiderio, dell’intimità, della memoria, della perdita, dell’ossessione, quali punti focali di una riflessione sull’identità, sullo spostamento e la riedificazione continua dei suoi confini, sulla perlustrazione delle sue zone d’ombra.
Principali mostre personali / Selected solo exhibitions
2005 The Agony & The Ecstasy, FACT The Foundation for Art & Creative Technology, Liverpool, curata da / curated by C. Hand
Download-now, Fondazione Adriano Olivetti, Roma, curata da / curated by F. Comisso
2004 Appassionata, MART Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, curata da / curated by G. Verzotti
Pari o Dispari / Even or Odd, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, curata da / curated by I. Bonacossa
2001 Punto croce / Cross Stitch, GAM, Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino, curata da / curated by E. Volpato
Principali mostre collettive / Selected group exhibitions
2006 Collectors 1, Collezione la Gaia, CeSAC-Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio (CN), curata da / curated by A. Busto
2005 Guardami, Percezione del video, Palazzo delle Papesse, Centro Arte Contemporanea, Siena, curata da / curated by L. Fusi
Me, myself and I, Artist self-portraits from the Heather & Tony Podesta Collection, Micro Gallery, Washington; Contemporary Art Center of Virginia, Virginia Beach, curata da / curated by B. La Bier. / solo wash
Baroque and Neo-Baroque. The Hell of the Beautiful, DA2. Domus Artium 2002,
Contemporary Art Centre Salamanca, Spain, curata da / curated by F. J. Panera Cuevas
Aperto per lavori in corso, PAC, Padiglione d´Arte Contemporanea, Milano, curata da / curated by F. Pasini, L. Matino
Bidibidobididoo, Works from Collezione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, curata da / curated by F. Bonami
Generations of Art, 10 years at FAR, Fondazione Antonio Ratti, Ex Chiesa di San Francesco, Como, curata da / curated by G. Verzotti
2004 Spazi Atti / Fitting Spaces. 7 artisti italiani alle prese con la trasformazione dei luoghi, PAC Padiglione d´Arte Contemporanea, Milano, curata da / curated by J. U. Martin, R. Pinto
2003 Focus. Videoteca GAM de Turín, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (MNCARS), Madrid, curata da / curated by E. Volpato
Anteprima stampa mercoledì 8 novembre 2006 dalle 11 alle 15
Inaugurazione mercoledì 8 novembre 2006 ore 19.00
9 novembre 2006 – 7 gennaio 2007
Catalogo Edizione Hopefulmonster, Torino
Testo critico di Jérôme Sans
L’ufficio stampa è a disposizione per accogliere i giornalisti interessati a visitare la mostra in anteprima. Saranno presenti l’artista e il curatore.
Fondazione Merz
Via Limone 24
10141 Torino
Info tel 011.19719437
info@fondazionemerz.org
http://www.fondazionemerz.org
Biglietti € 5,00 intero, € 3,50 ridotto (studenti, disabili, gruppi organizzati min. 10 persone)
Gratuito: bambini fino a 10 anni, maggiori di 65 anni e ogni prima domenica del mese
Ufficio stampa
Nadia Biscaldi
tel. 011.19719436
press@fondazionemerz.org