41 artecontemporanea - Dettaglio evento

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desìderi|desidèri parte seconda - Greenhouse: la raccolta. Installazione di Maria Bruni

Dal Friday 11 December 2009
al Tuesday 22 December 2009

Orari:
mar/sab su appuntamento
Gli artisti correlati Maria Bruni

Comunicato stampa evento: desìderi|desidèri parte seconda - Greenhouse: la raccolta. Installazione di Maria Bruni

Venerdì 11 dicembre 2009 dalle 18 alle 21

desiderata - azione di Gian Luca Favetto dalle 19 alle 20.30
da un’idea di Olga Gambari

Fino al 22 dicembre 2009

La 41 artecontemporanea presenta la seconda parte della mostra desìderi|desidèri esponendo la greenhouse in galleria.
Greenhouse, installazione work in progress nata in primavera nel bosco della 41 artecontemporanea concept room per la mostra desìderi|desidèri, viene presentata in galleria a conclusione naturale del ciclo biologico dei tarassaci che sono stati coltivati al suo interno trasformando la serra in tempio dei desideri. Il tarassaco, o dente di leone, è una pianta selvatica tra le più comuni che cresce e si riproduce spontaneamente su terreni erbosi tra marzo e novembre e che al termine della fioritura produce il frutto tondo del soffione - da sempre legato all’espressione del desiderio - che diffonde le spore permettendo la moltiplicazione delle piante.
A maggio Maria Bruni ha trapiantato i tarassaci all’interno della greenhouse, serra in metallo ricoperta da tulle bianco e traspirante, protettivo ma al tempo stesso aperto allo scambio con l’esterno come necessaria condizione di sviluppo. La musica del “duetto dei fiori” tratto dalla Lakmé di Delibes, in una versione trascritta per petit componium, ha accompagnato la crescita delle piante durante tutto il periodo. L’artista ha seguito monitorando ogni giorno il loro esistere ed adattarsi al luogo. Attraverso una serie di scatti fotografici ha registrato ogni modificazione del terreno ed evoluzione delle piante che sono cresciute producendo le tipiche foglie oblunghe e dentellate che tradizionalmente nelle campagne vengono utilizzate in insalata come cicoria selvatica.
Un libro d’artista, realizzato in 33 copie, una per ogni giorno dal 29 luglio al 1 settembre, presenta i disegni con cui l’artista ha appuntato quotidianamente le successive fasi della coltivazione restituendone il carattere più intimo ed evocativo, sprigionando associazioni visive che conducono a mondi meno botanici e più fiabeschi, a partire sempre dalla trascrizione grafica della pianta.
Installata in galleria e dislocata dal luogo del processo sostanziale, la greenhouse contiene la memoria di luogo deputato alla coltivazione dei desideri. Il pavimento della serra, ricoperto da fotografie del terreno e delle piante, si presenta come una libera raccolta dell’esperienza botanica reale, come una stratificazione temporale spontanea di documenti che ne custodiscono la memoria.

“Chiamo all’appello i miei amici per la raccolta del tarassaco affinché ognuno possa avere un’equa razione di sogni e di desideri” maria bruni

Raccolta come serie fotografica e documento d’archivio, come frutto dell’esperienza installativa, come raccolta del proprio campo a fine del ciclo biologico. Raccolta delle storie contenute nel libro e dei contributi confluiti nel progetto. Raccolta aperta e mobile, in cui raccogliere le fotografie come traccia della circolarità dei desideri.

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I soffioni di Maria

Ogni desiderio ha il suo tempo, la sua storia.
Ciascuno diverso, tutti simili nella loro condizione di aspettativa e nel ritrarre le persone a cui appartengono.
I desideri sono milioni, vivono insieme: il mondo come una serra dove nascono e crescono. Alcuni fioriscono, alcuni muoiono.
Dopo la stagione della fioritura, i tarassaci di Maria Bruni stanno andando in letargo. Hanno vissuto per mesi all’interno di una serra, fra gli alberi di un pezzo di collina torinese, coperti di tulle bianco. Una scatola magica dove erano nutriti di luce e di musica. Era desìderi|desidèri. Oggi è tempo di bilanci, si chiude una fase e se ne apre un’altra, come in ogni ciclo biologico e artistico. “desìderi|desidèri. Greenhouse: la raccolta” è un album, un diario che testimonia e conserva una collezione di ricordi ed esperienze, immagini, dati, segni e disegni. I 33 libri dei desideri di Maria, nati nei giorni dello scorso agosto, quelli con le notti delle stelle cadenti (ma in realtà arrivati via via in un suo percorso di ricerca partito nel 2006, quando una mattina si svegliò e si rese conto di non desiderare nulla, come in un folgorante inizio di romanzo), adesso si aprono, prendono voce, diventano un’installazione narrante che dà sostanza a pagine piene di desideri scritti e fotografati, cercati e capitati, reali e virtuali. “desìderi|desidèri. Greenhouse:la raccolta” è la fine di un primo tempo e l’inizio di un secondo, un’opera che è un divenire in progress, attenta al suo presente, che non dichiara il suo futuro.
La serra appare come un piccolo tempio prezioso, che per ora ha lasciato le radici dormienti dei tarassaci nella terra e sta in un tempo e in uno spazio sospeso, quello della galleria 41artecontemporanea in via Mazzini, anch’essa in transito.
La serra si apre, dona frammenti di sé, fotografie come foglie cadute che aspettano di essere prese, e si racconta con la voce di Gian Luca Favetto, che scivola tra le pagine dei libri, ripercorre e s’incarna in parole, pensieri, immaginari. Una dimensione intima che viene vissuta con un’azione generosa di condivisione: “desiderata”, la comune situazione umana del desiderare, e dell’essere stesso.
Il libro dei desideri appartiene alla biblioteca dei testi infiniti, come il libro delle nascite e quello delle morti.

Olga Gambari

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