404 arte contemporanea
Via S.Brigida 76, 80132- Napoli
Tel./fax 081-5529169
e-mail:
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“THE PERFECT NUMBER”
dal 19 Febbraio al 16 Marzo 2004
Con la mostra “The Perfect Number” la galleria “404 arte contemporanea” inaugura la sua nuova sede napoletana di via S. Brigida 76.
Si tratta di una collettiva che riunisce 4 giovani artisti: Rashid Johnson (USA), Christian Andersen (CH), Elizabeth Young (USA), Nicola Chamberlain (UK).
Rashid Johnson (Chicago, 1977) nonostante la giovane età è già entrato nella collezione di alcuni dei più importanti musei americani come il Whitney Museum di New York e il Museum of Conteporary Art di Chicago. Per la sua prima esperienza espositiva italiana Johnson presenta tre lavori: un video “United Boogie Down Baptist B-Boy Beathouse Crew”, un light box intitolato“Uncle Tom” ed una scultura “Homage to Chinua Achebe“ realizzata a Napoli appositamente per la mostra alla 404.
In quest’ultimo caso Johnson, ha ricostruito un tavolino napoletano dell’ottocento che aveva in precedenza distrutto lanciandolo da un balcone. L’opera è dedicata a Chinua Achebe, scrittore afro-americano del periodo postcoloniale, che nelle sue opere invitò gli americani (bianchi, ma anche e soprattutto neri) a ricostruire la cultura e le loro tradizioni che erano state mortificate da secoli di colonizzazione britannica. Il tavolino rifinito con intarsi sorrentini, è stato interamente dipinto (eccettuato il piano d’appoggio) con un giallo ocra che nelle intenzioni dell’artista americano doveva ricordare il colore tipico della pietra di tufo napoletana, colore che steso in maniera piatta “mortifica” le forme del tavolo rendendolo del tutto neutro.
Elizabeth Young (New York, 1968) nata come fotografa di moda, ha al suo attivo diversi servizi fotografici in riviste come “ID” e “Wallpaper” che si erano segnalati agli addetti ai lavori per una cura dell’immagine non solo formale.
Un chiaro esempio è la foto “Sunny” che ha come protagonista un giovane ragazzo ritratto nel momento più delicato della sua transizione verso l’altro sesso, quello nel quale si è sulla soglia tra i due mondi: quello maschile e quello femminile. Il concetto di soglia e del relativo senso di incertezza che inevitabilmente ad esso si accompagna, è la chiave di lettura dell’opera della fotografa newyorkese, la quale si presenta a Napoli con cinque tra i suoi più interessanti scatti. Da ricordare oltre a “Sunny”, anche il ritratto della nota artista americana Andrea Zittel.
Christian Andersen (Zurigo, 1974) Il giovane artista svizzero è presente con tre foto della serie “Pavement” (“The Deal”, “Swept Away”, “Backjard Keeper”) realizzata a NewYork durante uno dei suoi viaggi negli USA. Si tratta di opere di grande formato nelle quali Andersen ha cercato di ricostruire le sensazioni che ha provato girando per le strade della grande città americana. L’artista infatti, sia con l’ausilio di programmi quali “Photoshop” o anche con l’aiuto di comparse, ha cercato di sintetizzare in un’unica immagine, quella cultura della strada che è propria di New York dove affari, arte, commercio, e delinquenza si mescolano con una naturalezza che ha del sorprendente.
Nicola Chamberlain (Londra, 1969). La Chambelain nonostante abbia studiato pittura in alcune delle scuole d’arte più prestigiose del Regno Unito (prima al Goldsmith’s college e poi allo Slade) ha deciso di utilizzare per realizzare le sue opere, uno strumento squisitamente contemporaneo: il mouse del computer. L’artista infatti, servendosi di un programma base di grafica, produce pittura digitale utilizzando il mouse come pennello. Il risultato è uno stile nel quale graffiti, pittura informale e fumetto si fondono in immagini dove ogni particolare ha la sua importanza e nulla è semplice decorazione. Parodia, vita vissuta, e problematiche sociali sono al centro dei lavori della Chamberlain.Un sottile ed amaro umorismo pervade infatti la sua opera, la quale si ricollega a pieno titolo a quella tradizione umoristico-caricaturale che ha avuto in Hogart il suo principale interprete.