A causa delle possibilità della riproduzione tecnica, la Natura, nel secolo scorso, è completamente cambiata per l’uomo. Allo stesso modo è cambiata profondamente la situazione stessa dell’uomo nella Natura, essendo anch’egli Natura, e dunque sono mutati anche il rapporto e la reciprocità tra loro. La Natura, come elemento essenziale della nostra cultura europea, è stata, per decenni, svalutata oppure rivalutata culturalmente. Al giorno d’oggi, stiamo combattendo su un piano globale per la tutela della Natura che, nel frattempo, è profondamente minacciata. Le piante, specialmente nella fioritura, sono emblema e allegoria della bellezza, ma al contempo della vulnerabilità. Attraverso le opere d’arte qui esposte sarà tematizzata l’interazione dialettica tra natura e cultura e è altresì messa in evidenza anche la differenza tra i due concetti.
L’esposizione „Flora“ mostra posizioni e approcci al tema che, da un lato, hanno alla base la ricerca scientifica sul mondo floreale, mentre da un altro lato, non esitano a mettere in primo piano l’estetica e la bellezza delle piante nella loro forza poetica. Sulla scorta delle opere esposte, la Galleria Museo si trasformerà in un artistico giardino edenico, che tenta di far immergere i visitatori nella particolare estetica e nella sensuale presenza del mondo floreale. Lungo questa via, si cercherà di invitare ad una riflessione sul nostro rapporto con la natura e sul nostro modo di trattarla. Le tematiche sono la dicotomia tra naturalezza e artificialità, tra divenire e svanire, tra bellezza e caducità, tra sensualità e osservazione scientifica, temi che determinano la nostra realtà in quanto esseri viventi e che possono essere oggetto di riflessione attraverso l’osservazione del manifestarsi della Natura.
L’esposizione sarà accompagnata da relazioni e workshops.
Grazie a fiori veri, sistemati in singoli vasi, disposti secondi diversi criteri come specie, colore, odore sempre nuovamente associati in altre variazioni, Line Bergseth realizza nuove interazioni con lo spazio espositivo. La sua pittura invece nella propria astrazione ricorda delle apparizioni floreali esaminate attraverso un microscopio.
Luzia Simons mostra ai nostri occhi con i propri sovradimensionali “scannogrammi” il fiorire e lo sfiorire delle piante con un’assoluta precisione di particolari. I quadri sono dominati dal pathos della caducità e del dolore che pur nel loro presunto splendore mostrano come la bellezza sia sempre già perduta. Il tema della fugacità delle cose naturali è evidente nei quadri floreali di Daniela Deinhard. I petali raccolti e disposti con estrema dedizione sono poi sigillati dall’artista con fogli di plastica. L’atto del conservare contiene anche la conoscenza dell’imminente dissoluzione.
I lavori di Regula Dettwiler si muovono contenutisticamente intorno alla simulazione della „Natura“. I suoi fiori artificiali, visti come interpretazioni artistiche di strutture biologiche, sono poi sezionati nelle loro parti costitutive e ordinati secondo criteri scientifici.
L’intrusione degli uomini nella natura e nel paesaggio e soprattutto il sovrapporsi di elementi naturali e culturali sono tematizzati nelle opere dell’artista Carla Mattii. Questa artista scompone vere piante nei loro elementi costitutivi e li ricompone come artificiali riproduzioni in nuovi affascinanti naturali artefatti.
Klaus Mosettig mette in dubbio con la sua installazione sui meli il concetto stesso di „naturale“ e mostra al contempo come l’artificiale si modelli sul naturale. Il fine dell’agire tecnologico è il dominio sulla natura per poterla sfruttare e contemporaneamente anche per poter realizzare una natura estetizzata.
Il tema dell’ossessiva distruzione dell’incontrollabile nel contesto sia naturale che sociale è esaminato nel lavoro di Paolo Piscitelli „some prefer nettles“. Prendendo ad esempio l’ortica, considerata una pianta infestante, egli la lascia crescere con la propria videoproiezione nello spazio espositivo. Al contrario il nesso storico esistente tra lo spontaneo lussureggiare del mondo floreale e il corpo femminile (da dominare) è il tema del video „Oasis“ di Ene-Liis Semper. Ettore Favini coinvolge il pubblico in un progetto artistico dal carattere sociale. Egli espone all’ingresso della galleria una “slot machine” ovvero un distributore automatico, che contiene piccole sfere riempite di semi (con la loro denominazione) che possono essere prese dai visitatori affinché essi rimodellino l’ambiente urbano in cui vivono con piante e zone verdi.
Artisti/e:
Line Bergseth, Daniela Deinhard, Ettore Favini, Regula Dettwiler, Carla Mattii, Klaus Mosettig, Paolo Piscitelli, Ene-Liis Semper, Luzia Simons, Fischli&Weiss
Inaugurazione 9 maggio 2008 ore 19.00
9 maggio - 28 giugno 2008
Galleria Museo
Via Museo 29
Bolzano
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