Disegni contemporanei
Simone van Dijken (NL), Oskar Korsar (SE), Mile Nicevski (Macedonia), Jenny Perlin (USA), Stefan Rauter (I), Roland Senoner (I), Paul Thuile (I), Francisco Valdes (Chile), Chris Warrington (USA), Letizia Werth (I)
A cura di Sabine Gamper e Yane Calovski
In collaborazione con D magazine (D is for Drawing)
www.d-magazine.net
In questi ultimi tempi il disegno sta vivendo una fase d’eccezionale sviluppo a livello europeo. Con questa mostra la Galleria Museo desidera fornire una visione delle avvincenti e molteplici forme del disegno contemporaneo, sia in ambito regionale, sia nel contesto internazionale. Così come molte altre dimensioni artistiche, anche il disegno è stato fortemente influenzato dalle innovazioni succedutesi in campo tecnologico negli ultimi decenni. Il computer, il film e la fotografia sono irrevocabilmente entrati a far parte del patrimonio di questa forma espressiva così ricca di tradizioni.
La mostra intitolata “stranamente familiare” presenta le opere di dieci giovani artisti sia altoatesini e provenienti da diversi paesi europei e americani. Tutti i partecipanti all’esposizione hanno fatto del disegno il loro principale strumento espressivo. Il tema trattato è quello delle svariate chiavi d’accesso che il disegno contemporaneo offre: lavori su carta nei formati più variati, animazioni al computer, disegni basati su temi architettonici, sulla fotografia e sul video.
La mostra propone temi astratti ricavati dal mondo onirico e dall’immaginazione dell’artista, che anche oggettivi canali d’accesso all’ambiente reale e sguardi introspettivi agli enigmi privati e familiari. In questo contesto, il disegno testimonia il suo ruolo di strumento privilegiato in grado di trasformare e ridefinire ciò che ai nostri occhi è conosciuto e abituale, facendo slittare il quotidiano verso dimensioni insolite. Sotto lo sguardo indagatore di una linea tratteggiata, il familiare si manifesta in veste singolare.
Inaugurazione: Venerdì, 21. gennaio 2005 – ore 19.00
Introduzione: Sabine Gamper
Informazioni: Michael Giacomozzi, Verena Rastner
In apertura: "Ohne Titel" di Letizia Werth