Comunicato della mostra : Doganella Zoo
Il 16 Novembre alle 19.30 la Changing Role inaugura nella main space Doganella Zoo prima personale di Riccardo Albanese.
Il titolo della mostra trae spunto dal quartiere metropolitano dove si trova lo studio dell’artista che lui stesso immagina come “uno zoo antropomorfico”, un campionario di vite senza senso.
Il nuovo corpo di lavori, disegni e sculture che Albanese presenta in galleria sono il frutto di un osservazione attenta della realà che lo circonda, filrato attraverso una lente decadente e malinconica.
“L’erbacce ostacolano la crescita delle altre piante prosciugando il terreno della sua linfa vitale” (R.A.).
Le Erbacce diventano, in questo senso, una metafora dell’indolenza dell’uomo contemporaneo, condizione dalla quale l’artista stesso vuole distaccarsi attraverso l’atto creativo. Eppure queste erbacce che all’apparenza non possono offrire nulla di utile, né fiori né frutti, assumono un fascino estetico e sentimentale proprio nel loro essere reiette. Talvolta timidamente si scorge qualche piccolo bocciolo, virgulto isolato che tenta disperatamente di distaccarsi dalla massa soffocante, mediocre e sanguisuga. Lo sguardo di Albanese si posa sempre su ciò che è diverso e proprio per questo bistrattato, lasciato ai margini. E’appunto nella diversità che risiede la forza dell’individuo e dunque quella artista rispetto alla gente comune. Simbolicamente avviene il transfert dell’artista nel brutto anatroccolo, la papera dal becco storto che nonostante o proprio per questo, afferma la propria individualità rispetto al branco.
La creazione diventa così una sorta di “volontà di potenza” per potersi riscattare dallo squallore circostante e sancire la propria libertà-diversità.
Riccardo Albanese è nato a Salerno nel 1977. Scultore, pittore e performer è da tempo presente nel panorama artistico napoletano in cui si è fatto notare per l’estrosità dei suoi interventi artistici.
Recentemete ha esposto a “Incursione Vesuviana”, mostra inserita nel progetto itinerante “Utopia Station” della 50 Biennale di Venezia.