Frittelli Arte Contemporanea - Dettaglio evento

Via Val di Marina 15, Firenze 50127
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Lucio Pozzi - I prossimi 475 anni della mia arte e della mia vita

Frittelli Arte Contemporanea

Sede Via Val di Marina 15, Firenze 50127
Altre informazioni Tel +39 055 410153 | info@frittelliarte.it | http://www.frittelliarte.it/

Data di apertura martedì 06 novembre 2007
Data di chiusura mercoledì 07 novembre 2007

Orari:
martedì-sabato, ore 10.00-13.00 / 15.30-19.30; lunedì, domenica e festivi su appuntamento
Gli artisti correlati Lucio Pozzi

Comunicato della mostra : Lucio Pozzi - I prossimi 475 anni della mia arte e della mia vita

6 novembre - ore 21.15 (in italiano)
7 novembre - ore 21.15 (in inglese)

Lucio Pozzi è nato a Milano nel 1935. Dopo aver vissuto qualche anno a Roma, dove ha studiato architettura, nel 1962 si è recato negli Stati Uniti, come ospite dell'Harvard International Summer Seminar. Dopodiché si è trasferito definitivamente a New York prendendo la cittadinanza americana. Attualmente divide il suo tempo tra il suo studio di Hudson (NY) e quello di Valeggio s/M (Verona).

Nel 1978 il Museo di Arte Moderna di New York espose i suoi primi video in una delle prime mostre personali del Progetto Video series. Scrive e insegna per la Cooper Union, Yale Graduate Sculpture Program, Princeton University e il Maryland Institute of Art. Attualmente insegna nei programmi MFA e BFA della Scuola di Arti Visive di New York. I suoi lavori sono stati presentati a Documenta 6 (1977) e alla Biennale di Venezia (Padiglione americano) nel 1980. Le sue opere sono conservate in numerose raccolte private e pubbliche.

«I Prossimi 475 Anni Della Mia Arte E Della Mia Vita è sia una conferenza che un’opera d’arte. L’ho presentata per circa trent’anni sempre con lo stesso titolo. Pur contenendo un nucleo fisso di immagini essa cambia lungo gli anni a seconda delle circostanze. In questo evento mi muovo di continuo e salto da un’idea all’altra non tanto per spiegare, ma per tracciare l’evoluzione di una maniera di pensare arte.
Descrivo come ho capovolto i canoni dell’arte concettuale ed analitica della mia generazione per farne, invece che un punto di arrivo, un punto di partenza. Da allora vivo l’arte a tutto campo in tutte le sue possibilità. Ho scelto di andare in cerca dell’intensità e dell’ispirazione in un continuo avvicendamento di esperienze differenziate. Penso che la coerenza di stile e significato non dipendano dalle formule ma si rivelino senza calcoli preliminari nella pratica dell’artista.
Fra gli esempi portati inserisco anche una breve azione.» (LP 2007)

Pozzi è un artista segretamente sovversivo. Il primo scandalo avvenne nel 1978 nel tempio del Concettualismo, la galleria di John Weber a New York, quando espose paesaggi in acquerello pochi mesi dopo aver presentato una immensa installazione di muri e fotografie nello stesso spazio. Quando poi, nella prima delle Mostre Provocazione, nel 1980 ancora da Weber, riunì 80 lavori tutti riferiti alla pittura ma uno radicalmente diverso dall’altro in forma e materiale, molti pensarono che Weber e Pozzi fossero diventati matti. Nell’imbarazzo generale, quasi nessuno seppe cosa scriverne. Seguirono grandi esposizioni dello stesso genere in musei e gallerie private: all’Università del Massachusetts in Amherst, a Bielefeld e Karlsruhe, allo Studio Carlo Grossetti di Milano e nel 1984 nella mostra in tre gallerie di New York (Leo Castelli, John Weber, Susan Caldwell). Ancor oggi, ci sono musei e gallerie che organizzano Mostre Provocazione di Pozzi, mentre continuano anche le esposizioni di singole famiglie di lavori.

Sembra che da quegli anni sono ormai molti gli artisti diversificatori le cui pratiche sono accettate dal mondo dell’arte, ma la insistenza di Pozzi a dipingere sia quadri figurativi che astratti, costruire entità fotografiche e nel contempo produrre azioni e fabbricare installazioni e produrre video pare ricevere interesse soprattutto fra le giovanissime generazioni.

L’insegnamento è per Pozzi un’ulteriore maniera per contestare i dati comunemente accettati e sondare la pratica artistica nel tessuto dell’arte moderna. Invece di gridare slogan sensazionali, egli pratica una sottile, capillare, individuale, caso per caso, infiltrazione guerrigliera.

La Galleria Frittelli sarà completamente svuotata, rendendo il suo grande spazio astratto parte integrale dell’evento. Il 6 novembre la conferenza sarà fatta in italiano ed il 7 novembre in inglese.

La conferenza sarà registrata per le edizioni Spaziotempo per la regia di Matteo Frittelli, e potrà venire ordinato il DVD direttamente sul sito www.frittelliarte.it.