Alessandro Roma
Il 4 ottobre 2005 alle ore 18,00, si inaugura presso la galleria Artra di Milano una personale di Alessandro Roma, giovane artista milanese al suo secondo appuntamento con la galleria.
La sintesi pittorica di Alessandro Roma affronta una molteplicità di esperienze inerenti al rapporto tra rappresentazione dello spazio e dimensione dell’abitare, mediante una modalità narrativa che prende come scenario privilegiato gli interni di caravan da viaggio.
Nella sua pittura si intersecano tra loro una pluralità di visioni e piani spaziali, quello esterno ai caravan, un sfondo essenziale di paesaggi naturali e metropolitani, e quello interno, privo di figure umane, risolto con un’adesione mimetica e letterale ai dettagli e agli elementi in esso contenuti. Tale sintetica restituzione visiva è infranta e complicata dalla presenza ulteriore di uno spazio illusorio e metapittorico, abitato dalla presenza di statuette etniche e rituali di origine precolombiana. Queste ultime entrano nella dimensione figurativa come immagini mentali, sovrapponendosi alla rappresentazione di uno spazio risolto e definito. La tela pittorica interrompe la sua mediazione realistica e diventa ipotesi mentale, laboratorio di sperimentazione dove niente è più garantito. Ad una sintesi si contrappone dunque una complicazione semantica, un riposizionamento delle prospettive e degli spazi. Se la memoria di Roma, nel corso del suo lavoro, ha attraversato una molteplicità di mondi pittorici, accostandosi in particolar modo al figurativismo americano anni Ottanta di Hockney e Salle, è pur vero che il suo immaginario sembra trovare una particolare sintonia con molta letteratura postmodernista d’oltreoceano. Il continuo rimescolamento di piani spaziali e narrativi e la presenza di immagini sovrapposte ad immagini, è un prassi testuale che rimanda all’opera di autori come John Barth e David Barthelme, in cui la narrazione non è mai un tratto lineare, ma un tessuto di percorsi indipendenti, accostati in un flusso di maree narrative continue e seducenti. Allo stesso modo, nella pittura di Roma la superficie della tela diventa una sorta di palcoscenico narrativo, nel quale i diversi piani semantici presenti, quello realista e quello mentale, si intrecciano rimanendo distinti, “galleggiando” di fronte allo spettatore, proprio come nei magistrali romanzi di John Barth. Così Roma sembra seguire anch’egli la tentazione di un fabulism accattivante e sinuoso, dove ogni allusione realistica è solo occasione per innescare una dimensione pittorica ondivaga e ambivalente, aperta all’ascolto di storie ed eventi lontani tra loro.
Tuttavia lo sperimentalismo dell’artista rimane profondamente legato ad una matrice di pensiero europea, in quanto non è mai finalizzato al piacere della narrazione in sé, ma si fà interprete di una necessità esistenziale sottesa a tutto il suo lavoro. Tanto gli spazi dei caravan quanto quelli metatestuali dei simulacri rituali rimandano simbolicamente alla dimensione dell’abitare, colta qui in una situazione di nomadismo e precarietà. Alessandro Roma insinua così una tendenza sottilmente elegiaca, la volontà di restituire una dimensione umanistica alla pittura, rendendola “camera di ascolto” di esperienze quotidiane emblematiche e antiche. Proprio l’assenza di ogni figura umana diventa il simbolo più allusivo ed eloquente di una vicenda di finitezza, quella del vivere e dell’abitare, consegnata a un’ineluttabile transitorietà che si può solo provare e stemperare raccontandola con la forza della traccia pittorica. ( Luigi Fassi ).
Inaugurazione: 4 ottobre 2005 ore 18,00
Durata : 4 ottobre 15 novembre 2005
Orari: aperto dal martedì al sabato dalle 15,00 alle 19,00
ARTRA Via L.Settala 6 20124 Milano tel e fax +390229402478
artragalleria@tin.it