Siamo in uno di quei posti dove la paura della morte fa miracoli. Un lungo budello che porta dalle Belle Arti fino alla stazione centrale di Milano, arrivandoci da un lato o dall'altro, come si fa, quando si cerca qualcosa di violento e snob al tempo stesso, in un percorso che nulla ha di tutto cio'. Le automobili, attardatesi nel futurismo spiattellato a ogni lato della strada, con i loro autisti decorati da occhiali da sole e meretrici invecchiate troppo presto... Magari sono asini e non Lamborghini... forse sono maschere e non Ray Ban... Sui marciapiedi, a loro agio, vanno e vengono questi stranieri, osservatori ignoti: pubblico, critica e servitori. Qualche barbone, non ammesso al comizio elettorale, osserva costernato i loro abiti, la loro nudita' e il loro solo sguardo li porta a credere nel successo... una proiezione annichilita dal modesto colpo di pennello che loro non potranno dare a quella tela vergine e glabra, troppo ricca di sottintesi; troppo stretta per i loro piedi e il loro naso. E' in pantofole che ho voglia di vedere l'esposizione di Dario Pecoraro, per cambiare canale davanti alla pittura che troppo bene rappresenta questo sporco dramma che al di là di ogni concettualizzazione post-moderna non abbiamo ancora potuto capire, noi piccoli bambini, vittime "innocenti" della modernita' liquida... voglio le pantofole di Dario Pecoraro.
Jean-Marie Reynier
VERNISSAGE 15 febbraio 2008 ore 18.00/21.00
Prolungata fino a giovedì 17 aprile 2008
Biography and Exhibitions / Biografia ed esposizioni:
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