Negli ultimi anni la pratica artistica di Loris Cecchini, da sempre tesa all’indagine dello spazio e dell’oggetto virtualizzato, si è fatta naturalmente e consequenzialmente più vicina a certe istanze dell’architettura contemporanea. Progetti espostivi come ‘Cloudless’ - la mostra itinerante che nel corso del 2006/2007 ha toccato alcune delle principali metropoli mondiali, da Pechino (Galleria Continua) a Shanghai (Duolun MoMA) fino New York (PS1) e a Parigi (Palais de Tokyo) - rendono evidente come la poetica di Cecchini sia ormai proiettata verso l’indagine di uno spazio fisico-esperenziale, dove la funzionalità sembra estendersi al sogno, sempre determinato dalla componente emotiva e ludica della progettazione.
Nell’ambito di questa ricerca si inquadra l’intervento dell’artista nello spazio del palcoscenico della Galleria Continua.
Cecchini attraversa tridimensionalmente il palcoscenico progettando una struttura aerea sospesa. Costituita da circa 25.000 sfere di polietilene, Morphing wave, si presenta come un elemento organico, diventando palesemente un tessuto cellulare progressivo e informe, fluido ed in espansione. Ad una percezione immaginifica dell’oggetto, in cui la suggestione visuale ci porta esiti differenti, si sovrappone l’immagine di cellula resa formalmente come assemblaggio di moduli replicati e quindi come organismo artificiale. La dimensione organica che fa pensare ad una proliferazione frattale è per Cecchini un modo di alludere ad una scultura che abbandona la stasi assoluta del corpo plastico per assumere, tramite un istantaneo adattamento, una forma variabile. Il modulo (in questo caso la sfera), non è un’unità iconica ma strumento per dar vita ad una concatenazione germinale che può assumere configurazioni multiple. Qui lo scarto, qui l’abituale attitudine di Cecchini a muoversi sul confine tra naturale e artificiale, tra produzione seriale e sospensione poetica.
Nel lavoro di Loris Cecchini (Milano 1969) fotografia, disegno, scultura e installazione si fondono in una poetica unitaria dove la trasfigurazione è l’elemento cardine. Collages multipli e dettagliati modelli architettonici, oggetti in gomma, roulottes reinventate e case sugli alberi, spazi strutturalmente distorti, coperture e superfici dalle trasparenze prismatiche sono i soggetti che ritroviamo nel suo lavoro. La varietà e la morfologia degli elementi si relazionano continuamente gli uni agli altri, in un continuo processo alternato di decostruzione e ricostruzione localizzato nell’interscambio tra realtà fisica dei materiali e presenza virtualizzata.
Sia nelle fotografie che nelle sculture, la revisione di un’idea ampia di “modello”, passa per la rielaborazione di forme familiari del nostro quotidiano trasferite in una visione alterata che sfida la percezione dello spettatore. Tramite sottili elaborazioni in digitale, l’artista sovrappone brani di realtà a scenari fisici/virtuali ricostruiti tramite modelli in studio, creando situazioni diverse tra il plausibile ed il paradossale.
L’idea di modellizzazione e di paradosso la ritroviamo negli oggetti replicati in scala reale e riprodotti in gomma uretanica grigia: come fantasmi e ombre del loro referente reale, gli oggetti appaiono inermi, ripiegati su se stessi, ma allo stesso tempo assumono un carattere, una ironia, che li rende meno oggetti e più umani.
Loris Cecchini ha preso parte a numerosi eventi espostivi di portata internazionale, tra i più recenti ricordiamo: Empty walls, just doors, Palais de Tokyo, Paris, 2007; Hyper design, VI Biennale di Shanghai, Shanghai, 2006; Italy Made in art: Now, a cura di Achille Bonito Oliva, MOCA, Shanghai, 2006; Giardino, Luoghi della piccola realtà, PAN, Napoli, 2006; Space - Now and Then. Art and architecture, Fundament Foundation, AaBe Fabrieken, Tilburg, 2005; 51° Biennale di Venezia, Premio per la giovane arte italiana 2004-2005, Padiglione Venezia, Venezia, 2005.
Inaugurazione sabato 15 settembre 2007 ore 16.00-20.00
15 settembre - 16 novembre 2007
GALLERIA CONTINUA
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