A cura di Andrea Guastella
Dal 16 marzo 2008 i locali della Galleria degli Archi(RG) accoglieranno la mostra Il movimento della vita|Fabio Romano a cura di Andrea Guastella.
Saranno esposte grandi tele dedicate ai paesaggi urbani di Comiso, e altri dipinti che ritraggono volti e nudi di giovani coetanei di Fabio Romano, giovanissimo pittore che sta emergendo con forza, guardando alternativamente ai classici della pittura moderna e ai contemporanei come Giovanni La Cognata, Salvo Barone, e Jenny Saville. L’esposizione rimarrà aperta fino al 16 aprile 2008.
Dal testo di Andrea Guastella:
Il movimento della vita
Ci vuole coraggio, oggi, per fare pittura. In un’epoca che ha smarrito il senso del manuale, dove ogni intervento umano sembra sostituibile dalla tecnologia, adoperare tinture e pennelli è una scelta controcorrente, come lo è l’accettazione di riti secolari, il lungo tirocinio in studio, il provare e riprovare cominciando sempre da principio. Fabio Romano è uno dei coraggiosi che hanno deciso di vivere per la pittura e nella pittura, rinunciando all’euforia del nuovo e sobbarcandosi la croce della memoria, del confronto con le icone del passato che, asseriva il grande Lucian Freud, “sono così potenti che non si può neppure immaginare come qualcuno abbia potuto crearle o come potrebbero non essere mai esistite”. Roba da far tremare le vene ai polsi; tanto più che, nel suo periglioso navigare, il nostro uomo ha gettato in mare il salvagente del disegno aggraziato e ha puntato il tutto per tutto sul colore ad olio come equivalente della sostanza organica, fiducioso nella facoltà di questo mezzo di plasmare l’universo. Fabio lavora alla prima e, interessato com’è alla materialità della pittura, predilige una superficie cromatica densa e strutturata. Il risultato è un groviglio di robusti colpi di pennello, che si scontrano come duellanti sul campo di battaglia della tela. Tale conflitto espressivo fa presto a trasferirsi in corpo a corpo tra il pittore e il suo modello. Il soggetto, sia esso un uomo o un ambiente, oppone infatti resistenza; deve essere scavato, penetrato, spremuto nelle sue fibre sino all’ultima goccia di conoscenza: amara, poiché sapere è soffrire. E ciò accade proprio poiché il soffrire, costringendoci a uscire allo scoperto, dimostra che de nobis fabula narratur, che la campana sta suonando per noi. Le città e i paesi in cancrena come le orbite scavate, i profili cupi, le mani grigie e ossute che si stagliano sulla monotonia impassibile dei fondi sono dunque aspetti della medesima, rugosa realtà. Dipinta senza compiacimento, a tratti con violenza. Come quando ci troviamo davanti un individuo nudo, privo di protezione, in attimi in cui chiunque preferirebbe stare solo con se stesso. O quando, con un moderno “taglia e incolla”, le piccole braccia di un ragazzo si uniscono al busto di un altro, che assume l’aspetto di un rettile grottesco. O quando infine la coltre di rosso pendente sul capo di una donna lascia quasi presagire la sua decollazione. Forse i motivi ansiogeni di Fabio sfiorano quelli di un’artista come Jenny Saville, che al sentimento della pietà sovrappone il desiderio di giustizia; non mi sembra però si tratti di pittura politica e drammatica in senso oltranzista. Per attestare la sua attenzione ai problemi sociali, Fabio non ha bisogno di malati terminali e animali sgozzati; gli basta fissare, come i maestri di un tempo, il movimento dalla vita, in modo che gli oggetti si animino quando uno sconosciuto, magari fra cent’anni, poserà lo sguardo su di loro. “L’uomo”, asseriva William Faulkner, “è mortale, e questa è l’unica immortalità possibile: lasciare dietro di sé qualcosa di importante, che in ogni istante possa riprendere a muoversi”. Noi non sappiamo quali strade prenderà la pittura di Fabio, né cosa rimarrà dei personaggi e dei suoi luoghi. Sappiamo solo che essi continueranno a provocarci, col loro carico di domande, molto al di là di questo nostro incontro.
Fabio Romano Fabio Romano è nato nel 1988 a Comiso (Ragusa) e ha compiuto i suoi studi presso L’Istituto d’Arte di Comiso.
Attualmente vive e lavora tra la sua città natale e Roma, dove sta frequentando l’accademia di Belle Arti.
Dipinge dall’età di sedici anni, mostrando prestissimo il suo talento, in una collettiva organizzata dalla galleria degli Archi in onore dei Fratelli Taviani. I suoi mentori Angelo Buscema e Salvo Barone si accorgono da subito delle sue potenzialità, indirizzandolo e guidandolo verso la perfetta fusione tra l’impostazione classica del quadro, la tradizione magistrale del disegno figurativo e l’iconografia pittorica contemporanea. Giovanissimo con Scribarte di Gino Baglieri è presente all’Arte Fiera di Forlì. Dal 2004 al 2007 partecipa a diverse mostre collettive tenutesi presso il Castello di Donnafugata e la Galleria degli Archi tra cui l’ultima nel 2007 Cento artisti intorno al giardino. La sua prima personale nel marzo del 2008 lo vede protagonista ancora nella galleria d’arte diretta da Salvatore Schembari.
Vernissage domenica 16 marzo 2008 ore 20.00
Fino al 16 aprile 2008
Ingresso libero
Catalogo
Salarchi Immagini Editore - formato cm 21x25 48 pagine
Galleria degli Archi
Comiso (RG)
+39 0932 968025
+39 333 4819773
galleriadegliarchi@virgilio.it