personale di Paolo Gubinelli
Galleria dell’Immagine
Sede Via Alessandro Gambalunga 27, Rimini 47900
Data di apertura sabato 04 ottobre 2003
Data di chiusura sabato 25 ottobre 2003
Comunicato della mostra : personale di Paolo Gubinelli
Assessorato alla cultura
Comune di Rimini
Musei Comunali
Inaugurazione: Sabato 4 Ottobre - h.17.00
Testo critico: Francesco Gallo
Poesia inedita: Maurizio Cucchi
Catalogo in galleria
Paolo Gubinelli, nato a Matelica (MC) nel 1945, vive e lavora a Firenze. Si diploma presso l'Istituto d'arte di Macerata, sezione pittura, continua gli studi a Milano, Roma e Firenze come grafico pubblicitario, designer e progettista in architettura.
Giovanissimo scopre l'importanza del concetto spaziale di Lucio Fontana che determina un orientamento costante nella sua ricerca: conosce e stabilisce un'intesa di idee con gli artisti e architetti: Giovanni Michelucci, Bruno Munari, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Piero Dorazio, Umberto Peschi, Emilio Scanavino, Edgardo Mannucci, Mario Nigro, Sol Lewitt, Giuseppe Uncini, Zoren. Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero.
Sono stati pubblicati cataloghi e riviste specializzate, con testi di noti critici: Giulio Carlo Argan, Giovanni Maria Accame, Mirella Bandini, Carlo Belloli, Vanni Bramanti, Carmine Benincasa, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Enrico Crispolti, Bruno Corà, Giorgio Cortenova, Roberto Daolio, Palolo Fossati, Alberto Fiz, Fra
ncesco Gallo, Mario Luzi, Lara Vinca Masini, Bruno Munari, Pierre Restany, Carmelo Strano, Toni Toniato, Tommaso Trini, Marcello Venturoli, Cesare Vivaldi.
Hanno scritto di lui: Giulio Angelucci, Flavio Bellocchio, Goffredo Binni, Mario Giannella, Armando Ginesi, Elverio Maurizi, Carlo Melloni, Eugenio Miccini, Roberto Pinto, Giuliano Serafini, Patrizia Serra, Maria Grazia Torri, Francesco Vincitorio.
Sono stati pubblicati cataloghi di poesie inedite dei maggiori poeti Italiani : Andrea Zanzotto. Mario Luzi, Tiziano Rossi, Milo De Angelis, Maria Luisa Spaziani, Alberto Bevilacqua, Franco Loi, Maurizio Cucchi, Alberto Caramella, Giuseppe Conte, Vivian Lamarque, Giancarlo Majorino, Giampiero Neri, Nico Orengo, Alessandro Parronchi, Antonio Riccardi, Mario Santagostini, Cesare Vivaldi.
Tecniche dell'invisibile
Francesco Gallo
Paolo Gubinelli è un artista di sottile vena poetica, che privilegia l'evanescenza, la sottigliezza, la trasparenza, lavorando sui tratti minimali, sugli scartamenti molecolari, intervenendo quello stretto necessario per lasciare un'impronta significativa e creare un evento visivo carico di potenziale energetico, in una dilatazione del concetto di astrazione che diventa intuizione d'infinito, spargimento di essenze della visibilità, come una virtuosa polvere di stelle.
Si viene a connotare uno scenario imprevedibile, un set da sogno, in un attraversarsi reciproco che richiama la visionarietà dello scambio simbolico, come dato d'atmosfericità espressiva, pur in assenza di ogni richiamo esplicito ad un sistema storico, definito.
C'è un inseguirsi, un intrigarsi di segni e di sfibramenti cromatici in una solidità nebulosa fatta di scansioni ritmiche che richiamano un'armonia non prestabilita, sempre in fieri, ma via via raggiunta come tappa costruttiva di un universo, di un sui generis espandersi di pulviscoli segnici e cromatici dove protagonista è la luce che ora più, ora meno, penetra, compenetra, attraversa, diffondendo la leggerezza, conforme al suo essere e sentirsi in sospensione, in assenza di condizione gravitazionale, per una sfuggevolezza ed una imprendibilità intrinseca.
Una pura spazialità di luce e di colore svincolata da ogni referenzialità, da ogni seduzione del corporeo e delle sue valenze mitiche e narrative, quindi senza appesantimenti di significati rigidi, che in maniera imprevedibile reagiscono a sollecitazioni che vengono da molteplici direzioni, a vibrazioni che sono date da un invisibile scontro di molecole,Come in un sogno ad occhi aperti, dove le coordinate linguistiche sono autonome da ogni sensibilità comune nel mondo avventuroso dei colori e non trovano equilibrio, precario e momentaneo, se non nella resistenza del foglio, del supporto che traduce il “fantastico” in “reale”, che è la manifestazione e l'espressione dell'eterno contrasto tra materia e spirito.
Perché poi il bello è questo, che si tratta di piccoli gesti della mano su supporti poveri, che “subiscono” il trattamento in chiave alchemica, facendo dimenticare quello che sono in origine, per quello che appaiono al termine del trattamento, forme dello spazio, più che forme nello spazio, vissute in una chiave sperimentale che vuole giungere ad uno stato di quiete, d'infinita contemplazione, rimanendo in continua sospensione, possibile appunto per questo suo raggiunto stato per la sua matericitànon-matericità, attenta alla lezione di spazialità che viene da quegli artisti che hanno azzerato il senso quantitativo della rappresentazione come interno ed esterno di un luogo preciso, ma con una sua ben precisa connotazione d'identità che ne fa uno specifico ,una sospensione sublime delle capacità dicendi del linguaggio verbale, nella sua inarrestabile, vorticosa, contaminazione, con quello immaginario.
Gubinelli è un regista attento dell'invisibilità, che nelle sue mani si trasforma in tensione informale, in attraversamento trasversale e contaminante di tutte le poetiche del minimalismo che vengono dai tagli di Fontana e dagli sgocciolamenti dell'espressionismo astratto per ritrovarsi in un diverso congegno pittorico, che è figlio del concettualismo, ma libero di estrinsecarsi ad infinitum, passando per tutte le nuances e gli automatismi che questo orizzonte aperto propone al libro scambio tra essere e non essere, contaminando l'uno con l'altro.
Paolo Gubinelli