Galleria Forni - Dettaglio evento

Via Farini 26, Bologna 40124
Tel +39 051 231589
http://www.galleriaforni.it/
forni@galleriaforni.it

 Mappa

Galleria Forni - Dettaglio evento

Via Farini 26
Bologna
forni@galleriaforni.it
http://www.galleriaforni.it/

 Mappa

Doriano Scazzosi

Galleria Forni

Sede Via Farini 26, Bologna 40124
Altre informazioni Tel +39 051 231589 | forni@galleriaforni.it | http://www.galleriaforni.it/

Data di apertura sabato 08 maggio 2004
Data di chiusura giovedì 10 giugno 2004

Gli artisti correlati Doriano Scazzosi

Comunicato della mostra : Doriano Scazzosi

Doriano Scazzosi nasce nel 1960 a Busto Garolfo (MI). Dopo aver conseguito la maturità artistica, si diploma nel 1982 all’Accademia di Belle Arti di Brera.

In esposizione una ventina di opere recenti quasi totalmente dedicate alla natura morta, ma vi sono anche alcune figure, prevalentemente ritratti del figlio Riccardo o comunque volti di bambino a lui ispirati: dolcissimo è il bimbo con le grandi ali da arcangelo, una sorta di putto dei giorni nostri.
Numerosi i dipinti dedicati ai fiori: fiori recisi che sembrano conservare la loro naturale freschezza come se appena colti dal giardino e adagiati su un piano in attesa di essere sistemati in un vaso: sicuramente i fiori che l’artista predilige sono le peonie, dai colori screziati che vanno dal rosa pallido al cremisi e magenta, ma anche nella versione totalmente bianca che sembra accentuare il volume delle candide corolle carnose.
Il soggetto che Scazzosi predilige per le sue nature morte è l’uovo, ma non l’uovo simbolicamente metafisico e nemmeno le uova che l’iperrealismo in genere ama rappresentare confezionate nei contenitori da grande distribuzione. Il fatto stesso che l’artista le raffiguri appoggiate accanto alla carta che sembra averle avvolte fino a un attimo prima, conferisce loro un aspetto genuino e crea, giocando con i chiaro-scuri dello sfondo, un’atmosfera di profonda intimità.
Eseguiti perlopiù su tavola i dipinti di Scazzosi sono realizzati con una tecnica mista, prevalentemente colori acrilici, matite e pastelli.

Così Flavio Arensi parla della sua pittura nel testo di presentazione al catalogo:
“… le sue peonie che rammentano all’uomo l’armonia suprema e divina dei primordi, di un paradiso terrestre oramai dimenticato, stagliano nell’assurdità del nostro tempo presente come il memento di qualcosa sfuggito, appartenutoci agli albori della specie, la nostra perduta, condannata, stirpe figlia di Adamo. E i suoi angeli, estremi nell’inquietudine caravaggesca, proiettati negli incubi degli astanti, piccoli delicati bambini spersi nell’oscurità della nostra inconsistenza. (…)”