Ronka Oberhammer (A), Mauro Raffini (I), Lukas Schaller (A), Marcus Schwier (D),
Inaugurazione: martedì 23 ottobre 2007, alle ore 19.00
I fotografi saranno presenti.
In occasione dalle mostra verrá pubblicato un catalogo.
Altre rive. La notte non è mai proprio buia.
La fotografia a volte ricorda la voce al crepuscolo. Emerge dal nulla sull’altra riva: chimera, immagine che si forma nel buio o che minaccia di scomparire nel crepuscolo. Il buio a volte basta alla fotografia e l’oscurità diviene luogo di lucida comprensione del mondo. La notte non è mai proprio buia, mai la scia del crepuscolo è del tutto impenetrabile, mai l’oscurità completa. La luce è sempre, dappertutto: e proprio così le immagini fotografiche della notte sono sempre un interludio.
Guardando ai lavori degli artisti qui raccolti è possibile ritrovare, pur nella loro diversità, almeno un tratto comune: chi fotografa di notte non insegue per nulla la documentazione della realtà. Vuole illuminare le sfere dello sfocato, dell’incerto, vuole fissare immagini nascoste nella luce crepuscolare: tenta di catturare tutti quei gatti bigi che attraversano furtivamente la notte.
La notte può avere molti colori. Nella serie di immagini realizzate da Marcus Schwier negli Stati Uniti e intitolata “Nightshots”, le case illuminate dai lampioni risplendono in modo particolarmente misterioso. Il fotografo, nato a Düsseldorf nel 1964, mostra incroci stradali deserti, senza nemmeno l’ombra di una persona. Si tratta di luoghi completamente abbandonati, nei quali si potrebbe mettere in scena uno spettacolo teatrale di solitudine e abbandono.
Al centro del fare di Schwier non sta la realtà, bensì la sfera del mistero, della finzione, dell’artificio.
Anche nel lavoro di Lukas Schaller, nato nel 1973 a Lienz e che vive a Vienna, l’illuminazione artificiale è una componente essenziale della ripresa fotografica. Schaller fotografa campi sportivi dall’invalicabile recinzione illuminati a giorno lungo la tangenziale di Vienna, edifici funzionali sorti negli Anni ’90, chiamati comunemente “Gürtelkäfige”, che alla luce del giorno svaniscono dalla nostra attenzione.
Così anche in Ronka Oberhammer, nata a Innsbruck nel 1972 e che abita da alcuni anni a Berlino. Il suo ciclo “Finster im Wald” realizzato nel 2006, otto stampe di medio formato a pigmento su tela, racconta liberamente l’orrida fiaba a lieto fine di Hänsel e Gretel. Oberhammer lavora con un apparecchio a foro stenopeico, una vecchia macchina fotografica a rullo senza obiettivo, che permette di ottenere la sensazione insolita di questa oscura violenza.
La serie di Mauro Raffini intitolata “ora blu” è dedicata a quel breve intervallo di tempo compreso tra il tramonto del sole e il crepuscolo della notte, che nell’Europa centrale dura raramente più di mezz’ora e viene chiamato, appunto, “ora blu”. Raffini, nato nel 1946 a Cuneo in Piemonte, conosce da fotografo la particolarità di questo tempo, nel quale la luce naturale produce un chiarore simile a quello della luce artificiale che rischiara le città. Le sue immagini di quinte e paesaggi urbani rilucono nel blu profondo, mutano nei toni dell’arancio, rossastro o grigio-blu: anch’esse testimoniano l’esistenza di un confine del tempo.
Mark Peschke (www.marcpeschke.de)
(traduzione di Paolo Biadene)
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