Questa esposizione di Paolo Cotani allestita nelle sale della galleria Il Ponte di Firenze è fondamentalmente incentrata sugli ultimi lavori dell’artista. Oltre alle Tensioni e Torsioni degli anni immediatamente precedenti, composte da strutture in acciaio in cui bende e corde costituivano l’elemento dinamico dell’opera. In questo ultimo grande lavoro, Chorus line, da cui prende il titolo la mostra, composto da sei elementi sempre in acciaio e bende, la tensione pare risolversi in un tratto più pacato. Le bende si sono rarefatte rendendo maggiormente visibile la struttura e hanno acquisito la notazione di segno, quasi illeggibile e corale scrittura epigrafica scolpita nello spazio.
A questo nucleo si legano alcuni gruppi tematici di opere, che non intendono costituire un percorso retrospettivo dell’ampio, complesso e al tempo unitario lavoro di Cotani, ma vogliono rendere il senso di alcuni tratti specifici dell’artista. Dalle prime bende su tela della metà degli anni ’70, ad alcune tele dei primi ’90, pressoché monocrome, giocate su rarefatti scarti geometrici e con una ricchezza quasi “barocca” nella stesura della superficie pittorica. Ricchezza che ritroviamo nella pelle vellutata di alcune tavole realizzate a cera, in alcune carte fotografiche dipinte e nelle sue carte carbone, dove la sottile bianca traccia dello strappo è un lampo di luce che diviene elemento strutturale e dinamico interno all’opera.
Ufficio stampa Susanna Fabiani ( HYPERLINK "mailto:susy@galleriailponte.com"
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Nota biografica
Paolo Cotani nasce a Roma nel 1940. Dal 1964 al 1970 soggiorna a Londra, dove tiene dei corsi su “Tecniche e materiali delle avanguardie storiche” presso il Chelsea College of Arts. Lavora per diversi allestimenti teatrali assorbendo influenze culturali determinanti per la precisazione di alcuni aspetti della sua ricerca che si pone in sintonia con quanto accadeva in Inghilterra in quegli anni. Giorgio De Marchis lo definì il più inglese dei giovani pittori neoastratti romani. Nel 1968 tiene la sua prima personale alla Galleria Ferro di Cavallo di Roma e nel 1970 negli USA viene presentato insieme a David Russel alla CCAC Gallery di Oakland in California. Cotani aderisce agli inizi degli anni Settanta a quell’area di ricerca interessata all’analisi degli strumenti sintattici del linguaggio, conosciuta con il nome di Grado Zero della Pittura. Dal 1971 inizia a partecipare con la Galleria Editalia di Roma a diverse collettive, nel 1972 rientra fra i Pittori italiani presentati dallo Sodertalje Museum di Stoccolma. Nel 1973 espone alla Galleria Morone di Milano e partecipa alla rassegna Un futuro possibile. Nuova Pittura al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e a Italy Two. Art around ’70 al Museum of Philadelphia Civic Center. Nel 1974 espone alla Galleria la Tartaruga di Roma e allo Studio G7 di Bologna e partecipa alla mostra Grado Zero alla Galleria Bologna 2 di Bologna e alla Galleria La Bertesca di Genova, dove l’anno successivo terrà una personale oltre che a Genova, a Milano e Düsseldorf. Nel 1975 partecipa alla rassegna IX Biennale de Paris. Mainifestation Internazionale des jeunes artistes al Musée d’Art de la Ville de Paris e l’anno successivo a Drawing/trasparence da Cannaviello Studio d’Arte di Roma e a Progressiva. La gestione del colore. Il Grigio: Cotani, Richter alla Galleria Arco D’Alibert di Mara Coccia a Roma, dove l’anno successivo sarà presentato con una personale e con cui stabilirà un lungo e proficuo rapporto di lavoro che lo porterà a esporvi frequentemente negli anni successivi sia con mostre personali (1979, 1982, 1985, 1988, 1990, 1992, 2004, 2005) che collettive (1977, 1982, 1985,1986, 1987, 1988). Sempre nel 1977 è presentato dalla Galerie Th. Kellere di Kempfenhausen e invitato a Documenta 6 alla Galerie Nordenhake di Malmö e a Zestien Italiaanse kunstenaars (Sixteen italian artists) nel Museum Boymans – van Beuningen di Rotterdam. Nel 1979 tiene la sua prima grande retrospettiva nel Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nel 1981 espone Metafora con Ralph Gibson ai Cantieri Navali della Giudecca a Venezia e alla Castelli Graphics di New York. Nello stesso anno tiene la mostra Ut Pictura Architectura. La costruzione logica dell’opera presso la Galleria Architettura Arte Moderna di Roma, dove esporrà ancora nel 1996, nel 2000 e in diverse collettive. Nel 1982 tiene una retrospettiva a Mantova nella Casa del Mantenga e nel 1984 al Museo Civico di Viterbo assieme ad Anne e Patrick Poirier. Nel 1983 partecipa a Tredici pezzi d’oro alla Galleria De’ Foscherari di Bologna e nel 1986 alla XI Quadriennale Nazionale d’Arte, Palazzo dei Congressi–Eur di Roma, alla mostra La Superficie alla Galleria Martano di Torino e a Roma Punto Uno, mostra itinerante organizzata dalla Galleria Mara Coccia. Nel 1988 è presente a Tota Pulcra, Esposizione Nazionale d’Arte Contemporanea, Albergo delle Povere di Palermo e ad Astratta. Secessioni astratte in Italia dal dopoguerra al 1980 a Palazzo Forti di Verona. L’anno successivo espone alla Galleria Spazia di Bologna, alla Galleria Plurima di Udine, al Centro Culturale Bellora di Milano ed è presente in Orientamenti dell’Arte Italiana – Roma 1947–1989 a Mosca e Leningrado. Nel 1990 tiene un’ampia antologica a Palazzo Forti di Verona. L’anno successivo è presentato alla Galleria Niccoli di Parma nella mostra Tensioni di superficie con Castellani e Scarpitta. Nel 1994 tiene una personale da Framart Studio di Napoli e due retrospettive, una a Palazzo Racani–Arroni di Spoleto e l’altra all’Universidad Politecnica di Valencia. Nel 1995 è presentato a Genova dalla Galleria Masnata. Nel 1997 partecipa a Die Andere Richtung der Kunst. Abstrakte Kunst Italiens ’60–’90 presso il DuMontkunsthalle di Koln. Nel 1998 espone Shadows da Franco Riccardo Arti Visive di Napoli e alla Galleria Il Bulino di Roma. Nel 2004 Il suo lavoro L’immagine negata viene presentato nell’Universidad de Castilla La Mancha a Cuenca e partecipa a Oltre il Monocromo alla Fondazione Zappettini di Chiavari Nel 2005 espone con Gregorio Botta Translating Rooms presso Understudio di Roma. Nel 2006 presenta Consonanze con un’opera di Giulio Turcato alla Fondazione Zappettini di Milano e partecipa a Pittura 70 – Then and Now, all’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Nel 2007 allestisce Tensioni 1971–2007 da Erica Fiorentini Arte Contemporanea a Roma e nel 2008 Chorus line alla galleria Il Ponte di Firenze.
Nelle dichiarazioni di poetica dell’artista si andrà affermando, facendosi sempre più rilevante, una forte valenza autoriflessiva e metalinguistica, frutto di un approccio all’arte decisamente concettuale. L’idea in Cotani non è mai separata dal fare. Secondo il modello della greca tekné: fare e sapere insieme, fare e pensare; il fare della pittura – e con la pittura – come modalità di conoscenza.