Galleria Massimo De Carlo - Dettaglio evento

Sede Via Giovanni Ventura 5, Milano 20134 -  Mappa
Informazioni Tel +39 02 70003987 | info@massimodecarlo.it | http://www.massimodecarlo.it/




Eva Marisaldi, Jason Dodge, Andrea Zittel

Dal martedì 13 febbraio 2007
al sabato 24 marzo 2007

Orari:
martedì/sabato 11.00/14.00 e 14.30/19.30
Gli artisti correlati Andrea Zittel, Eva Marisaldi, Jason Dodge
Curatori Jason Dodge

Comunicato stampa evento: Eva Marisaldi, Jason Dodge, Andrea Zittel

Inaugurazione presso la Galleria Massimo De Carlo
13.02.2007, ore 19.00 - Inaugurazione delle mostre di Eva Marisaldi, Jason Dodge (Group Show curated by Jason Dodge) e Andrea Zittel (A-Z Advanced Technologies).

EVA MARISALDI


Importante stagione espositiva per Eva Marisaldi, Bologna 1966, una delle artiste italiane più interessanti della sua generazione: ha recentemente lavorato per istituzioni prestigiose come l’International Animation Film Festival di Annecy e ArtBasel di Basilea nella sezione ArtPositions per tornare a Milano con la personale allestita presso la galleria Massimo de Carlo e visitabile fino a fine Marzo.

Il prossimo Ottobre parteciperà a “Triennale for Small Sculpture”, Murska Sobota, Slovenja.


L’arte di Eva Marisaldi guarda ai misteri della quotidianità, ai suoi aspetti non ancora indagati. Attraverso le sue installazioni, sculture, film e performance, Marisaldi traccia nuove strade per percepire e comprendere l’assurdo, la casualità senza ragione apparente.Marisaldi, utilizzando differenti media, è solita indagare le dinamiche relazionali tra i singoli responsabili di un’azione e tra gli attori di un accadimento ma soprattutto tra le singole unità di un sistema lavorativo, inteso spesso dall’artista come metafora del sistema produttivo in generale.

A Milano sono attualmente esposti i seguenti lavori: due sculture (37 x 43 cm e 60 x 70 cm) in legno, cartone e resina e sei quadri (160 x 90 cm ciascuno) realizzati con l’utilizzo dello spray sulla tela.
Le opere in mostra muovono da una considerazione di base: “nella realtà si possono trovare delle attività bizzarre offerte come servizi: professionalità molto specializzate che intendono rispondere alle esigenze più improbabili”

Le due sculture propongono il tema dei servizi avanzati per le persone, trattasi di due modellini immobili che rappresentano due attività nel loro pieno svolgimento: il primo “Mind Guard”, è un ibrido tra un investigatore privato, uno psichiatra e un performer che deve prendersi cura della mente dei suoi clienti-pazienti. Nel modellino-plastico lo si può vedere fuori dall’appartamento del suo cliente mentre aspetta il risultato della sua ultima rivelazione. Infatti ha cambiato la disposizione di tutti i mobili nell’appartamento mentre il suo paziente era fuori casa. “Acoustic Help”, il secondo dei due plastici, ha a che fare, invece, con una sorta di interpretazione ecologica del suono: in questa scena è rappresentato un cantiere dove un gruppo di quattro percussionisti suona una melodia ottenuta inglobando il rumore dello stesso cantiere.

I sei quadri, infine sono realizzati con l’utilizzo della vernice spray: in un dialogo tra arte e graffiti, per un nuovo utilizzo di questo medium che viene considerato dall’artista non solo dal punto di vista estetico ma anche per quello che riguarda la gestualità e la comportamentalità che lo caratterizzano.I soggetti sono la riproduzione di sequenze tratte da documentari riguardanti l’attività dello shipbreaking: “decostruzione di barche”, di vecchi relitti di enormi imbarcazioni militari e commerciali fatte spiaggiare in Bangladesh, India e Cina con lo scopo di recuperare l’acciaio. Quasi sempre esse contengono sostanze tossiche e pericolose, come Pcb, amianto, mercurio, piombo, residui di combustibili fossili. Nei disegni dell’artista le rappresentazioni di questi grandi volumi sono resti, scheletri di navi, rovine nel fango dove a volte intravediamo presenze.

SALA 3 GROUP SHOW CURATO DA JASON DODGE


“IF when my wife is sleeping, and the baby and Kathleen are sleeping and the sun is a flame-white disc in silken mists above shining trees, if I in my north room dance naked, grotesquely before my mirror waving my shirt round my head and singing softly to myself: “I am lonely, lonely, I was born to be lonely. I am best so!” If I admire my arms, my face, my shoulders, flanks, buttocks against the yellow drawn shades who shall say I am not the happy genius of my household.
Elizabeth Bishop

Jason Dodge (Newtown, Pennsylvania, 1969) artista noto a livello internazionale, alcune sue opere sono esposte in musei prestigiosi come il Moderna Museet di Stoccolma e il Salomon R. Guggenheim Museum di New York, si presenta nella veste inedita di curatore per una mostra collettiva che chiama in causa opere di artisti riguardanti diversi periodi della storia dell’arte più recente.

Visitabile fino a fine Marzo presso la Galleria Massimo De Carlo, il group show comprende quattordici opere di quattordici artisti che hanno rappresentato tappe importanti nella formazione di Dodge e in quella che potremmo definire “la sua visione del mondo” ma non solo, con questo progetto di mostra Jason Dodge riflette sulle esperienze che cambiano la vita, quello specifico momento in cui un piccolo gesto modifica completamente l’ordine delle cose e su come molte di queste esperienze siano condivisibili anche se ognuno di noi le immagina assolutamente autonome e individuali.

La poesia che apre questo comunicato e da il titolo alla mostra stessa: ”Danse Russe”, scritta da William Carlos Williams, è proposta dallo stesso Dodge come cappello introduttivo, poiché esprime molto chiaramente un momento di serena introspezione e di compiaciuto solipsismo fatto di emozioni e sensazioni che lo stesso Dodge ci dimostrerà essere assolutamente comuni e lo farà appunto attraverso le opere in mostra. Secondo Dogde: ”l’arte è capace di generare cortocircuiti linguistici che innescano profonde relazioni nel subconscio di tutti gli individui” .

Tra gli artisti coinvolti ad esempio Enzo Mari e la sua volontà di creare un territorio di confronto tra progettista e utente del progetto stesso, Bruno Munari e l’invito ad una nuova contemplazione della natura, Odilon Redon e lo studio di un inconscio comune, vengono a costituire chiari esempi di condivisione del processo creativo: tema ricorrente anche nella ricerca di altri artisti contemporanei quali Henrik Olesen, Cathy Wilkes, Martin Boyce.

Titolo: Danse Russe

Opere di: Elizabeth Bishop, Alighiero e Boetti, Henrik Olesen, William Carlos Williams, Roni Horn, Ugo Mulas, Enzo Mari, Odilon Redon, Cathy Wilkes, Martin Boyce, Paul Elliman, Bruno Munari.

A cura di: Jason Dodge

ANDREA ZITTEL

Massimo De Carlo è lieto di annunciare l’importante mostra personale che il Los Angeles Museum of Contemporary Art dedicherà a partire dal 4 Marzo ad Andrea Zittel (Escondido, Stati Uniti, 1965), artista attualmente in mostra, fino a fine Marzo, presso gli spazi espositivi della stessa galleria Massimo De Carlo .

Dal titolo “Critical Space” la mostra di Los Angeles riflette sugli stili di vita alternativi e sulle modalità abitative più confacenti ad essi, approfondendo, per contro, aspetti fondamentali della vita quotidiana nelle società occidentali a proposito di temi caldi quali : “sicurezza” e “mobilità”.

Per quanto riguarda, invece, la tappa milanese, Andrea Zittel ha realizzato appositamente una serie di lavori facenti capo a svariate tecniche, si tratta di guaches, oggetti, vestiti, mobili riguardanti tutti il macro progetto da lei stesso intitolato “Advanced tecnologies”: opere volte ad agevolare, più che controllare, le attività quotidiane. Questi oggetti sono concepiti per limitare al massimo i danni dell’usura. Anche la scelta dei materiali è per Andrea Zittel un meccanismo di riflessione sul mondo che ci circonda: ogni materia, infatti, impone un ruolo all’oggetto realizzato e attraverso il suo studio se ne possono indagare più a fondo le caratteristiche e le funzioni.

In questi anni Andrea Zittel ha realizzato un repertorio di mobili, unità abitative, capi di abbigliamento e oggetti d’uso comune ispirati alla produzione di massa del mondo contemporaneo e alla crescente domanda di prodotti realizzati su misura. Inoltre ha progettato strutture integrate provviste di spazi per vivere, mangiare e dormire che permettono di svolgere attività diverse rimanendo a letto - e ancora una combinazione di contenitori, sedie flessibili e superfici su cui dormire – tutto questo nel tentativo di ricostruire l’universo riorganizzando la nostra vita quotidiana.

Come in un lavoro all’uncinetto, Andrea Zittel compone i suoi oggetti partendo da una singola unità, un piccolo punto dal quale, attraverso una struttura a rete, si accrescono opere che sono sospese tra memoria e futuro, tra tradizione artigiana e innovazione tecnologica.

Inaugurazione martedì 13 febbraio 2007 ore 19

13 febbraio - 24 marzo 2007

Galleria Massimo De Carlo
Via Giovanni Ventura, 5
20134 Milano
Tel. 02 70003987
Fax 02 7492135
info@massimodecarlo.it