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Feelings - Miltos Manetas

Dal Tuesday 24 January 2006
al Wednesday 01 March 2006

Orari:
Martedì/Sabato 13.00/19.30
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Comunicato stampa evento: Feelings - Miltos Manetas

Miltos Manetas, discusso e irreverente protagonista dell’arte d’avanguardia, nonche fondatore del gruppo NEEN - un movimento d’arte caraterizzato dall’uso delle nuove tecnologie e dalle tematiche legate al digitale – presenterà per la mostra milanese una serie di nuove opere appositamente realizzate per l’occasione.


Miltos Manetas é uno di quei rari personaggi che riescie a vivere la propria vita sopra le righe. Nato ad Atene, in Grecia, e tuttora Globetrotter, vive tra Parigi, Atene e Los Angeles, Manetas ha esposto in importanti gallerie e musei in numerosi paesi del mondo. Tra le opere che lo hanno maggiormente reso noto al grande pubblico ricordiamo la grandiosa operazione di comunicazione ordita in occasione della Whitney Biennial del 2002, che annunciava l’azione spettacolare di 23 camion U-Haul che avrebbero dovuto girare attorno al museo, rivelatasi poi un gigantesco bluff, rendendo permeabili tra di loro ciò che l’artista definisce “i due mondi del nostro tempo: la vita reale e la vita virtuale”. Ha, ancora, creato loop fragments da video giochi come Tomb Raider, esposto screen grabs (immagini still prese direttamente dai computer), e stabilito un Electronic Orphanage (Orfanatrofio Electronico) a Los Angeles: un cubo nero con un solo schermo bianco che trasmette opere create oppositamente e funzionante in concomitanza con le inaugurazioni delle gallerie in Chung King Road.

Per Feelings, Manetas esporrá una serie di disegni realizzati al computer che, attraverso un processo di successivi lavaggi in fase di stampa, restituisce ai soggetti ritratti una sorta di liquida fluidità in grado di evocare l'intimità in cui le persone trascorrono parte del loro tempo privato.


Testo critico di Gianluca Marziani

FEELINGS

Sguardi domestici che racchiudono tutta la fisicità sexy dei pomeriggi annoiati, feticismi morbidi di chi si lascia travolgere da divani e reggiseni invitanti, interni disadorni che esaltano ogni accessorio, camere e oggetti in cui pulsano tensioni e tentazioni individuali.

Computer, tastiere, cavi, jack, consolle, joystick, pulsanti, monitor… sneakers, sandali ammalianti, scarpe con tacco sottile, magliette, biancheria intima, jeans, canottiere… ragazzi, ragazze… pose timide di amorevole crudeltà per il voyeur, occhi e bocche verso lo schermo ipnotico dei muri bianchi, dei monitor frizzanti, dei corpi fotografabili…

Miltos Manetas ha finora raccontato la vita che conosce e sente sulla propria pelle, descritto ambienti ed esistenze che lo circondano nelle città in cui sceglie di trovarsi (sempre per tempi brevi, fedele ad un elastico vagabondaggio tra le capitali di un mondo aperto).

Ha ritratto le persone con la liquida fluidità di un pennello intenso ma mai invasivo. Ha carezzato quei corpi sulle tele, narrando l'intimità reale in cui le persone trascorrono parte del loro tempo privato. Ecco le tastiere su cui le dita premono lettere, gli incroci spasmodici dei cavi, i monitor che visualizzano le scelte soggettive… e poi pavimenti come fossero armadi invisibili, Nike buttate per terra, ragazze in scarpe a punta che manovrano joystick e pulsantiere, coppie che si sfiorano, altre ragazze che scivolano nella bellezza magrissima…

Inquadrature crudeli che ci conducono ad un ciclo, FEELINGS, significativamente maturo, sintomo di una coscienza emotiva che lega il giusto mezzo espressivo ai sentimenti narrati. L'artista, usando un semplice software, disegna i personaggi amati, le pose eroticamente cariche, gli sguardi dei giovani visi sopra fondali lattiginosi. Poi stampa con una classica ink-jet su carta glossy, supporto in apparenza inadatto al tipo di inchiostro dalla lenta asciugatura.

Ma lo sbaglio sotto controllo diventa il valore aggiunto di una qualità emotiva del lavoro, fisicamente percepibile nei vari “errori” sul foglio finale. La stampa si posiziona nel limbo tra manualismo e tecnologia, amplificando il valore emozionale del disegno stesso, lo scandaglio nel cuore profondo delle persone.

Finché un'ulteriore stampa, questa volta ingrandita rispetto all'originale, esalta la componente ambigua del disegno essenziale, la sua natura pittorica che si disinteressa della macchina e compie sbavature, impasti, deragliamenti del tratto. Manetas ha inventato e sperimentato una tecnica tanto semplice quanto travolgente. Cercava una forma consona al suo sguardo lieve ma incisivo sulla complessità delle relazioni umane.

E voleva che la chiave estetica fosse titubante come i dubbi interiori dei suoi protagonisti. Pensava ad un disegno sensuale e non troppo sicuro, frutto di veloci linee scure che si incidessero come tatuaggi ubriachi. Probabilmente, sul filo di Paul Thomas Anderson, ubriachi d'amore ed emozioni. Perimetri sentimentali di un diario su cui registrare passioni, amori, feticismi, ispirazioni, sguardi, dettagli… La vita vera, tanto per capirci.


Opening: Martedi 24 Gennaio 2006 dalle 18 alle 21
Apertura: Dal 25 Gennaio al 01 Marzo 2006


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