Galleria Peccolo - Dettaglio evento

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IL GIARDINO DEGLI EQUIVOCI

Dal sabato 05 giugno 2004
al mercoledì 23 giugno 2004

Comunicato stampa evento: IL GIARDINO DEGLI EQUIVOCI

a cura di Maria Cilena, Milano
Una metafora favoleggiante nel regno della falsità è sempre al posto giusto.
(Claudio Rizzi) Milano Arte 2003




artisti partecipanti:



CLARA BRASCA, nata a Milano, dove vive e lavora.

La sua prima mostra risale al 1989.Nella sua indagine pittorica privilegia la figura o il viso femminile.

Al senso forte della presenza femminile, già presente in tutto il suo precedente lavoro, si è aggiunta una

presenza nuova, le lacrime.Lacrime belle come perle. “Le loro lacrime” afferma Clara Brasca “raccolgono

e diffondono la poca luce rimasta ormai nella pittura. Una tela si intitola “Lacrime di coccodrillo”. E nella

mente sorge il sospetto che non sia la Pittura a piangere, ma la sua immagine virtuale”. (A. Quattordio)



GIANNI CELLA, nato a Pavia nel 1953,esordisce nel 1983 a Milano.

Compie una rara esperienza lavorando in simbiosi con altri compagni di percorso dando vita al gruppo dei Plumcake.

“Queste sculture sono storie visive che hanno un doppio senso. Guarda una società allo sfascio, marcia e decrepita, e la

ritrae come ne fosse fotografia. La falsità patinata, il degrado spirituale, la pochezza imperante, l’inutilità dei temi esistono

nella realtà e come si presentano nel mondo così si specchiano e riflettono nelle opere dell’artista…”. (M. Sciaccaluga)



ANDREA GRAPPOLO, nato a Biella nel 1968.

Da tre anni si dedica esclusivamente alla pittura e campa alla vita, eseguendo murales nei locali notturni, e spacciando

rat-art. Le opere quasi esclusivamente pitture ad olio sono state esposte in numerose recenti mostre personali e colletive.



GABRIELE LAMBERTI, nato il 24.3.1957 a Bologna, dove vive e lavora.

“Costruisce sempre dei paesaggi diversi, sempre nuove trappole visive. Manichinie di questo universo sorridente…”(V. Dehò)

Si propone come una cosa ma in realtà ne dice un’altra.



CRISTINA PAVESI, nata a Milano nel 1966.

Nel suo lavoro usa abitualmente il gioco e le forme prese dal mondo dei bambini. L’uso della miniaturizzazione della realtà,

dei giocattoli e dei colori sgargianti danno un’apparenza giocosa alle sue opere siano esse installazioni, foto o video, pur

contenendo all’opposto uno sguardo tagliente e critico verso il mondo presuntuosamente serioso degli adulti.