Il 17 dicembre la Galleria Poggiali e Forconi inaugura alle ore 18 la mostra personale di Marco Perego.
Marco Perego è nato a Salò del Garda nel 1979, vive e lavora a New York.
L’artista, giovanissimo, eppure già carico di storia e di storie (cosi lo descrive Demetrio Paparoni in un bel saggio dedicatogli in occasione di una precedente mostra alla galleria Cardi di Milano), presenterà nelle sale della galleria fiorentina, introdotto in catalogo - 256 pagine il volume - da Sergio Risaliti, già direttore del Museo delle Papesse di Siena ed adesso direttore di Quarter di Firenze, una serie di opere su tela realizzate cospargendo di resine nere o bianche la quasi totalità del quadro e sulle quali vengono gettate frasi gridate, altrettanto scritte con la resina. La materia, un prodotto della chimica, si coagula velocemente diventando rigida come un vetro, ma conservando come cera una sua fluida morbidezza.
Marco Perego ha preferito in questi lavori il colore nero. Nel segno di una grande tradizione moderna che va da Malevitch a Reihnardt, fino a Burri e Kounellis, e passa anche attraverso Smithson e a suo modo è funzionale anche in Kosuth.
Perego stende e cola la resina nera in modo da occultare o incorniciare ritratti di noti personaggi, tutte star dei nostri tempi, come Robert de Niro, Tyson, John Lennon o Al Pacino. In altri casi si tratta di volti senza tempo come quelli di Gesù o della Gioconda, la rivisitazione della quale è una grande tela dal titolo No gay, no colour (250 x 200 cm) d’impatto indiscutibile, sulla quale l’artista scrive: BREAK THE CHAINS IN OUR BRAINS THAT MADE US FEAR. “La frase è come un gesto gridato, un grido che si fa parola al pari del gesto che l’ha generato. La langue (lalangue) del sottosuolo, per dirla con Lacan, scuote con la sua voce diversa la superficie della realtà mercificata”. Così Risaliti nel saggio.
Dietro Lennon, Tyson, o de Niro, così come dietro il Cristo del Mantegna o la Gioconda di Duchamp, c’è sempre il figlio di un dio minore, l’eroe di una umanità diversa, un idea del contro-potere.
Scrive ancora Sergio Risaliti: “Queste superfici nere fanno però da cassa di risonanza a delle figure di carta ritagliate oppure a blocchi di frasi montati alla maniera dei primi dadaisti o futuristi, o come ricordando insegne di strada, pagine di poesia sperimentale, scritture abbandonate nelle parete dei bagni”.
Inaugurazione sabato 17 dicembre 2005
Fino al 12 febbraio 2006
Catalogo con testo di Sergio Risaliti
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