La mostra dedicata alle incisioni di Karolina Larusdottir, presenta 33 opere realizzate negli ultimi anni dall’artista islandese. Si tratta della prima personale dedicata alla Larusdottir in Italia.
Nata a Reykjavik (Islanda) nel 1944, vive e lavora a Cambridge in Inghilterra da quando ha lasciato l’Islanda nella metà degli anni ’60. Ha studiato arte alla Ruskin School of Art di Oxford dal 1965 al 1967.
Il suo modo personalissimo di ritrarre il proprio paese di origine e l’Inghilterra le ha meritato un posto d’onore sia nella pittura, sia nell’incisione all’acquaforte ed acquatinta. Ha esposto le sue opere in numerose personali (in Gran Bretagna, Stati Uniti, Danimarca, Spagna, Islanda, Francia) ed ha partecipato a diverse prestigiose mostre collettive nel mondo. Nel 1990 ha ricevuto un premio speciale al Premio Internazionale Biella per l’Incisione. Nel 1993 è stata pubblicata in Islanda la sua biografia.
Gli angeli sono ovunque nei lavori di Karolina Larusdottir: serafini alati si celano nei cespugli mentre splende un arcobaleno, sfilano in cielo mentre un gruppo di persone cammina su una spiaggia, siedono composti davanti ad una tazza di tè, e ancora arrivano in gruppo a bordo di una barca accolti da una moltitudine. A volte sono grandi e tradizionali, in altri lavori invece, queste presenze angeliche sono soltanto suggerite da sguardi leggeri come piume verso un orizzonte invernale.
Karolina vive in Inghilterra dal 1965, cioè da quando vi si trasferì per studiare a Oxford al Ruskin College, ma i suoi lavori risentono molto dell’ambiente della sua infanzia. I colori, la luce, l’atmosfera sono inequivocabilmente islandesi. I suoi nonni, che aprirono il primo Grand Hotel di Reykjavik, l’Hotel Borg, la invitavano ogni domenica a pranzo nel loro ristorante. Karolina ricorda bene l’impressione bizzarra che i camerieri e i facchini suscitavano ai suoi occhi infantili. E le figure che lei ricorda appaiono nei suoi lavori nei momenti e nei luoghi più inaspettati, per esempio in un campo o …
Al suo sguardo divertito, arguto e sempre originale non interessa dipingere una scena in modo letterale, ma usa le convenzioni del realismo per creare una forma alternativa di realtà in cui ciò che è ordinario viene trasformato in straordinario e il fantastico sembra quasi comune.
2 dicembre 2006 – 7 gennaio 2007
Galleria Sant’Angelo
Corso del Piazzo, 18
13900 Biella
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www.galleriasantangelo.it