Per la sua 53^ mostra personale Coelli ci prova con la scultura. E ci riesce.
Dispone nei locali della Galleria Schubert coloratissimi teatrini costruiti con piombo, filo di ferro, fotografie, propri disegni e objets trouvés. Questi si alternano ai suoi tipici personaggi realizzati in sagome di compensato dipinto dalle quali il visitatore viene coinvolto partecipando, come personaggio vivente, alla dimensione dell’artista.
Coelli "si diverte come un matto a inventare e inseguire le sue figurine e i suoi teatrini - scrive Giorgio Seveso nel catalogo della mostra - E si diverte lo spettatore davanti al "prorompente, incalzante, irrefrenabile, attivissimo humor".
Uno spettatore cui Coelli chiede però di avere in sé il medesimo senso dello humor.
Perché anche in queste sculture, come del resto in tutti i suoi dipinti, siamo esattamente rappresentati nella quotidianità dei nostri difetti, dei nostri vizi, delle nostre manie. Coelli insomma ci mette davanti tutto ciò che ci nascondiamo.
E’ un ‘come siamo’ su cui l’artista milanese ci fa riflettere suggerendoci implicitamente che questo mondo di eroi è fatto da gente comune e che forse tutti si sarebbe migliori se si scendesse dai nostri piedestalli.
Una sorta di lezione alla Daumier ed alla Grosz.
I vizi e le virtù: magari tralasciando le virtù e sottolineando i vizi. Se no, che gusto ci sarebbe?
Inaugurazione: Martedì 17 gennaio alle ore 18,30
17 Gennaio al 5 Febbraio 2006
Catalogo con presentazione di Giorgio Seveso in galleria
Galleria Schubert
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