MALEK PANSERA
UNA REGOLARE CONSUMAZIONE DEI CORPI
GALLERIA D’ARTE BAZART
(Via Col di Lana , 20100 Milano)
http://www.teknemedia.net/news/dettaglio_news.html?newsId=3863
SUPERFICI
GALLERIA D’ARTE SCOGLIO DI QUARTO
(Via Scoglio di Quarto 4, 20136 Milano)
Nelle due gallerie d’arte contemporanea collegate nella gestione di Gabriella Brembati
Giovedì 9 ottobre 2003, alle ore 18 (Scoglio di Quarto)
e 19,30 alla Bazart
I due momenti sono accompagnati da un catalogo illustrato a cura di Giorgio Segato, edizioni Scoglio di Quarto.
La mostra resterà aperta fino al 31 ottobre con il seguente orario: da martedì a venerdì, ore
17,30/19,30 o su appuntamento (3485630381)
saranno inaugurati,con una conversazione di Giorgio Segato, i due momenti della mostra milanese di Malek Pansera ( Val Gardena 1940, vive e lavora a Padova)
Una regolare consumazione dei corpi
(totem-installazione di stampi di fusione e radiografie dalle ex Officine Breda di Padova, momento culminante della performance “Demolizioni”. Sono esposti anche due pannelli 180x160 cm sul tema dei messaggi criptati e lasciati alla libera interpretazione poetica)
e
Superfici
(pannelli di varia misura con una texture costituita da stuzzicadenti colorati in rosso, blu, giallo bianco, infissi sulla superficie di supporto in modo da creare effetti spiazzanti la percezione: morbido-rigido, appuntito-vellutato)
In introduzione Malek Pansera scrive:
TOTEM
Gli stampi li ho trovati lì, nelle fonderie delle Officine Breda in disuso ormai da molti anni.Li ho trovati lì accanto a mucchi di mattoni e di terra refrattaria degli “altiforni”,ordinati nei loro scaffali…
…belli del lavoro di abilissimi artigiani,ora però soltanto memoria di sudori e di fatiche, ancora segnati da un’ultima impronta di vita.
Si chiamano anime questi stampi di fusione,
anime che ho voluto riempire di poesia di un’amica,
illeggibili a chiunque, chiuse in rotolini, messaggi a tutti e a nessuno,per affrancarle ormai dalla loro inane solitudine.
Le altre anime, le radiografie dei polmoni di chi qui se li è bucati a fondere ghisa,le ho trovate, anch’esse ordinate ma ormai inutili negli archivi del personale negli uffici al primo piano,radiografie di toraci mal ridotti, testimoni di una controllata e regolare consumazione dei corpi, messe in conto assieme alle altre “vocidispesadiproduzione”.
Questo ho voluto assemblare, gli stampi – anime -, le radiografie, la mia ‘melancholia’ per questo luogo, per erigere un piccolo monumento a chi in questo luogo ha consumato nel lavoro molti anni della sua vita e le sue speranze.