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Rossa - Simon Morley

Dal sabato 09 aprile 2005
al sabato 14 maggio 2005

Gli artisti correlati Simon Morley

Comunicato stampa evento: Rossa - Simon Morley

“Rossa”
Simon Morley
Inaugurazione: Sabato 9 aprile 2005, ore 18.00

Il lavoro di Simon Morley nasce da un profondo interesse per il minimalismo astratto ed è sua costante intenzione creare un dialogo fra il monocromo e il ready-made duchampiano. Per fare ciò opera sincronicamente – l’oggetto nello spazio (un dipinto), un campo di colore, un incontro, e diacronicamente – un testo, una storia, un rapporto.
Di solito sceglie testi che abbiano una forte risonanza culturale. Ciò aggiunge all’opera un elemento di nostalgia e di ironia, ma ribadisce anche la volontà di lavorare come proponeva Walter Benjamin: con una concezione dialettica della storia in cui il passato non è meramente “passato”, ma anzi qualcosa che vibra nel presente. In questo senso il suo intento è fare Dipinti - storia.
Il testo assume sempre una tonalità più scura rispetto alla superficie colorata. Questo si può interpretare in più modi: il testo svanisce; il testo sta emergendo; il testo non vuol staccarsi dallo sfondo; il testo esige di essere esaminato da vicino; il testo è qualcosa da contemplare con tranquillità; il testo è un intruso nel placido campo di un colore incontaminato.Ciò riduce il rapporto figura/sfondo creando, in un primo tempo, la percezione di un campo-colore ininterotto che poi si va a compromettere, riconoscendo e interpretando il testo.L’effetto è quello di ingenerare una metamorfosi nella fruizione del lavoro. “Rallenta” l’esperienza visiva, portando lentamente lo spettatore da un incontro estetico con un campo colorato – in cui vede – a quello concettuale di una interpretazione linguistica – in cui legge, appunto.
LA MOSTRA ED IL SUO CONTENUTO
La motivazione che ispira Rossa è la costante volontà di fare opere che si rapportino agli specifici connotati storico-culturali della località in cui espone. Rossa è nata da una visita di Simon Morley in un negozio bolognese di libri usati in cui ha trovato un assortimento di letteratura PCI degli anni ‘40-‘50. Questi opuscoli sono diventati la base della mostra. La scoperta di questa raccolta ha suscitato il suo interesse per l’eredità comunista a Bologna e nell’Emilia-Romagna: il rapporto particolare tra città, regione e sinistra comunista. Dipingere in rosso a Bologna vuol dire rievocare queste relazioni.
Ma non solo. “Rossa” anche perché, storicamente, Bologna è sempre stata detta “la rossa” per il colore dei suoi palazzi, dei suoi tetti, color “rosso Bologna”…
•10 quadri rossi – 7 piccoli e 3 grandi. Ciascuno rappresenta un libro-opuscolo con una tonalità di rosso diversa. Il testo-base, come quasi sempre nei suoi dipinti-libro, è reso più scuro ma solo di una tonalità rispetto allo sfondo.
•Un video. Un ragazzo porta per le strade di Bologna un palloncino rosso. La musica è di Verdi: la sinfonia de La Traviata. Il video si ispira al film francese Le Ballon Rouge di A. Lamorisse, realizzato nel 1956. E’ difficile non vedere in questo palloncino rosso il simbolo della speranza incarnata della Sinistra.
•Un murale rosso – collocato in un angolo e dipinto in verticale – raffigurante la firma di Gramsci.
•Un objet trouvé: in questo caso una copia incorniciata di un pamphlet di Stalin. Qualcuno ha baciato il ritratto di Stalin sulla copertina, lasciandovi un’impronta di rossetto!
•25 cartoline dentro una cornice, ciascuna delle quali riporta una parola. Il testo completo forma una citazione di Togliatti riportata sulla copertina dello Statuto del PCI:
“Siamo il partito di coloro che per la libertà hanno saputo dare non solo le parole e i pensieri, ma il sangue e la vita.”

COLORE
Il colore viene usato nel suo lavoro con differenti motivazioni. A volte si collega al testo-base stesso mentre a volte esiste un nesso più indiretto fra il colore prescelto e il contenuto generale di un libro (come quando ha fatto una serie di dipinti basati su romanzi giapponesi per i quali ha usato i colori delle stampe di Hokusai).
Nessun colore è innocente.
Nel ventesimo secolo il colore, come tutto il resto, si è fatto politico. Nell’800 il rosso era stato adottato dai radicali, per poi associarsi strettamente al comunismo. Il manifesto “Battete i bianchi con il cuneo rosso” di El Lissitzky, che risale al 1919-20, contrappone un triangolo rosso ad un cerchio bianco, simboleggiando così la sconfitta dei Bianchi ad opera dei bolscevichi.
Nel caso specifico di Rossa il color rosso si usa ovviamente per le sue associazioni alla sinistra politica italiana. Ma il rosso si presta anche ad un’analisi da ottiche ben diverse:
•come risonanza simbolica – radicalismo politico e culturale, pericolo, passione, sangue, lusso.
•come pigmento importante e costoso della tavolozza dell’artista sin dai tempi antichi, con intensità cromatiche varie – vermiglio, robbia, cocciniglia carminio, cadmio.
•come esperienza percettiva – viene incontro allo sguardo, stimola visivamente, è opulento.


Presentazione in catalogo di
Omar Calabrese
Inaugurazione: Sabato 9 aprile 2005, ore 18.00
sino al 14 maggio 2005
Galleria Spazia
Via dell’Inferno 5, Bologna
Tel.051 22 01 84 Fax: 051 22 23 33
www.galleriaspazia.com
info@galleriaspazia.com
Orario:
10.00-12.30/15.30-19.30
chiuso lunedì e festivi