Linee, punti, sequenze rigidamente scandite, forme geometriche semplici ed astratte a colori piatti e netti.
Dapprima soprattutto il bianco e nero, poi accostamenti e combinazioni basati sulle scale di colori o sul contrasto cromatico, sulla dialettica tra tinte calde e fredde, sino ad arrivare a congegni luminosi, a dispositivi meccanici o elettromagnetici in movimento.
Queste sono le basi di quel movimento nato intorno agli anni ‘50, sviluppatosi negli anni ‘60 e ‘70, che racchiude diverse componenti: Optical Art, Arte Programmata ed Arte Cinetica.
Forti saranno le influenze che questa nuova “estetica” avrà sulla grafica il design e la moda.
Se talvolta i linguaggi possono sembrare facili, leggeri, quasi giocosi, in realtà questi movimenti si basano su uno studio rigoroso dei fondamenti scientifici della percezione.
Proprio il desiderio da parte dell’arte di confrontarsi con le scoperte scientifiche è uno dei motivi distintivi di queste correnti, così come la critica della nozione di opera e del mito dell’artista come creatore, per giungere ad un nuovo tipo di percezione estetica scientifica, razionale ed Esatta.
Saranno esposte opere storiche di
Alviani, Biasi, Max Bill, Toni Costa, Colombo, Dadamaino, Fruhtrunk, Garcia Rossi, Gorin, Grignani, Groom, Le Parc, Massironi, Morandini,Varisco, Vasarely
8 marzo - 3 maggio 2008
Galleria Spazia
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