Galleria Studio G7 - Dettaglio evento

Sede Via Val d'Aposa 7/g, Bologna 40123 -  Mappa
Informazioni Tel +39 051 266497 | info@galleriastudiog7.it | http://www.galleriastudiog7.it/




Ordire Trame

Dal sabato 19 maggio 2007
al mercoledì 30 maggio 2007

Orari:
Inaugurazione: sabato 19 maggio 2007, alle ore 18.00
Periodo: dal 19 maggio al 30 giugno 2007
Orari: lunedì-sabato, ore 15.30-19.30; mattino su appuntamento
Curatori Angela Madesani

Comunicato stampa evento: Ordire Trame

A cura di Angela Madesani

Luoghi espositivi Galleria Studio G/7 – via Val D’Aposa 7g, Bologna
Il Chiostro arte contemporanea – viale Santuario 11 – Saronno

Ingresso libero
Catalogo a cura di Angela Madesani con un intervento di Cristina Casero
Info www. Ilchiostroarte.it www.galleriastudioG7.it

Ordire trame è il titolo della rassegna curata da Angela Madesani, ospitata contemporaneamente dalle gallerie G7 di Bologna (inaugurazione sabato 19 maggio) e Il Chiostro di Saronno (inaugurazione venerdì 25 maggio) fino al 30 giugno.
In mostra sono i lavori di Pinuccia Bernardoni, Jorunn Monrad, Adele Prosdocimi, Ketty Tagliatti, per la prima volta insieme in una mostra. Quattro artiste autonome che lavorano, tuttavia, in maniera simile, come spinte da una positiva ossessione sullo stesso tema. Da qui il titolo della rassegna. Non è una mostra sul lavoro femminile. Sarebbe limitativo e oggi in fondo un po’ anacronistico, e sono ormai lontane sia le battagliere rivendicazioni, sia le dichiarazioni di specificità del proprio operare, che semmai è riconducibile a un atteggiamento rituale, questo sì comune a tutte, nell’affrontare il quotidiano lavoro con i propri mezzi espressivi.
A partire dal 2003 Ketty Tagliatti (1955) lavora sulla rosa, che torna in tutte le sue opere. Disegno, ricamo: sono le rose del suo giardino sacrificate in una sorta di ritualità laica, dove il tempo dell’azione è sospeso, in fondo un inno alla morte. Nessuna velleità naturalistica, di emulazione della realtà, piuttosto la sua è una sintesi dell’operare, della costruzione di un percorso creativo. È un lavoro lento, che necessita un’attesa meditata, in controtendenza con quanto ci viene proposto quotidianamente.
Protagoniste del lavoro pittorico di Jorunn Monrad (1961) sono delle forme organiche, animali, che si ripetono all’interno delle sue tele in tricromia. Una ricerca, la sua, attenta e articolata in cui un ruolo particolare è riservato all’ambito percettivo. Immagini fluttuanti che passano dal nostro occhio.

Da qualche tempo a questa parte l’interesse di Pinuccia Bernardoni (1953) è incentrato principalmente sul disegno. Una pratica che si sviluppa nella tensione a dare tridimensionalità al disegno. Disegno antropomorfico in cui lei stessa con il suo corpo è modulor. Il grande pastello con cui traccia il segno sulla carta velina funziona come un bulino morbido. Il suo è un rapporto fisico, intenso, sensuale con la materia e con il supporto. Il soggetto, per certi versi ossessivo, sono le foglie, che si trasformano sino a cancellare il punto di partenza.
Da qualche tempo Adele Prosdocimi (1954) lavora a una mappatura dei simboli. La riflessione è strettamente legata al nostro tempo. Mappatura che la porta a cogliere le connessioni tra loro, le differenze certo, ma anche i motivi comuni, le contaminazioni. Ha cercato, al di là della materia, di scoprire la parte generativa dell’esistenza, la voglia di andare alle origini come già era stato negli altri suoi lavori: le forme naturali, i disegni dei ricami. Nel catalogo Cristina Casero analizza il percorso della critica e l’evolvere della interpretazione dell’arte femminile, soprattutto a partire dagli anni Settanta quando si afferma la consapevolezza del punto di vista femminile come uno dei possibili sguardi sul mondo.