La galleria Suzy Shammah apre la stagione espositiva con una personale dell’artista americano Spencer Finch (New Heaven, 1962). Per la sua prima mostra in Italia, l’artista ha ideato - ad hoc per
gli spazi della galleria - un’installazione luminosa che intende ricreare la sua percezione di un luogo reale, ad oggi non specificato. Sei pannelli luminosi, uguali per dimensioni ma diversi per intensità e configurazione, sono la traccia per riprodurre qualitativamente l’atmosfera di quel luogo. Ciascun elemento dell’installazione è infatti legato sia ad un momento temporale preciso sia ad un punto di
osservazione visiva. La contrapposizione dei pannelli luminosi negli spazi della galleria mette in relazione tra di loro le differenti qualità visive che caratterizzano i diversi momenti, ricreando l’esperienza del trascorrere del tempo.
A partire da un’esperienza individuale, il lavoro di Spencer Finch sollecita visioni particolari di luoghi, spesso radicati nell’immaginario collettivo. La sua attenzione per il colore, e per i fenomeni
luminosi in particolare, lo ha condotto ad investigare con diversi mezzi la relazione tra percezione e linguaggio. Il tentativo di ricreare un’esperienza soggettiva si scontra consapevolmente con
l’impossibilità di tradurre in modo oggettivo un evento del tutto parziale. L’elemento della memoria riveste un ruolo chiave: è lì, tra ciò che vediamo e ciò che ricordiamo, che la particolare definizione
dei colori sedimenta.
Mostre personali selezionate: H2O, Rhona Hoffman Gallery, Chicago, 2006 - The Cave of Making, Galerie Yvon Lambert, Parigi; Through a Glass, Darkly, Mala Galerie, Museum of Modern Art, Ljubljana; The Importance of Elsewhere, Stephen Wirtz Gallery, San Francisco; Prussian Blue, Galerie Nordenhake, Berlino, 2005 - As Much of Noon that I can Take Between my Finite Eyes, Postmasters, New York, 2004 - Mars black, Portikus, Frankfurt; Artspace, San Antonio, 2003. Mostre collettive selezionate: Colour and Perception, Sherbourne House, Dorset; Die Couch, Sigmund Freud Museum, Vienna, 2006 - Blur of the Otherworldly, Technology Center for Art and Visual Culture, Baltimora; The Shadow, Vestsjaellands Kunstmuseum, Sorø; Colour After Klein, Barbican Art Gallery, Londra, 2005 - SchwEDEN, Scandinavian Cultural Center, Berlino; Whitney Biennial, Whitney Museum of American Art, New York, 2004; Paper Sculpture, Sculpture Center, New York, 2003.
La galleria Suzy Shammah apre la stagione espositiva con una personale dell’artista americano Spencer Finch (New Heaven, 1962). Per la sua prima mostra in Italia, l’artista ha ideato - ad hoc per
gli spazi della galleria - un’installazione luminosa che intende ricreare la sua percezione di un luogo reale, ad oggi non specificato. Sei pannelli luminosi, uguali per dimensioni ma diversi per intensità e
configurazione, sono la traccia per riprodurre qualitativamente l’atmosfera di quel luogo. Ciascun elemento dell’installazione è infatti legato sia ad un momento temporale preciso sia ad un punto di
osservazione visiva. La contrapposizione dei pannelli luminosi negli spazi della galleria mette in relazione tra di loro le differenti qualità visive che caratterizzano i diversi momenti, ricreando l’esperienza del trascorrere del tempo.
A partire da un’esperienza individuale, il lavoro di Spencer Finch sollecita visioni particolari di luoghi, spesso radicati nell’immaginario collettivo. La sua attenzione per il colore, e per i fenomeni
luminosi in particolare, lo ha condotto ad investigare con diversi mezzi la relazione tra percezione e linguaggio. Il tentativo di ricreare un’esperienza soggettiva si scontra consapevolmente con
l’impossibilità di tradurre in modo oggettivo un evento del tutto parziale. L’elemento della memoria riveste un ruolo chiave: è lì, tra ciò che vediamo e ciò che ricordiamo, che la particolare definizione
dei colori sedimenta.
Mostre personali selezionate: H2O, Rhona Hoffman Gallery, Chicago, 2006 - The Cave of Making, Galerie Yvon Lambert, Parigi; Through a Glass, Darkly, Mala Galerie, Museum of Modern Art, Ljubljana; The
Importance of Elsewhere, Stephen Wirtz Gallery, San Francisco; Prussian Blue, Galerie Nordenhake, Berlino, 2005 - As Much of Noon that I can Take Between my Finite Eyes, Postmasters, New York, 2004 - Mars black, Portikus, Frankfurt; Artspace, San Antonio, 2003. Mostre collettive selezionate: Colour and Perception, Sherbourne House, Dorset; Die Couch, Sigmund Freud Museum, Vienna, 2006 - Blur of the Otherworldly, Technology Center for Art and Visual Culture, Baltimora; The Shadow, Vestsjaellands Kunstmuseum, Sorø; Colour After Klein, Barbican Art Gallery, Londra, 2005 - SchwEDEN, Scandinavian Cultural Center, Berlino; Whitney Biennial, Whitney Museum of American Art, New York, 2004; Paper Sculpture, Sculpture Center, New York, 2003.
Inaugurazione 22 settembre 2006
Galleria Suzy Shammah
via San Fermo
Milano
p. o. via Moscova 25
IT-20121 Milano
tel 0229061697
fax 0289059835
info@suzyshammah.com
http://www.suzyshammah.com