Nella circostanza vengono messi intanto a confronto alcuni maestri del secolo scorso che, nel contesto creativo, hanno usato gli oggetti come tali (è il caso dei fiammiferi di Kurt Schwitters) o assemblandoli senza smarrirne la peculiarità originaria (Louise Nevelson, Ettore Colla, Salvatore Scarpitta, Jannis Kounellis). In altri casi la materia si trasforma in qualcosa di organico che ci appartiene almeno emozionalmente (i cretti e le combustioni di Alberto Burri, i palpabili intonaci di Antoni Tàpies, i cementi di Giuseppe Uncini, i pallini di polistirolo di Piero Manzoni, i “retro d’affiche” del Mimmo Rotella dei primi anni Cinquanta).
Con Lucio Fontana entriamo nel corpo di questo supporto che subisce una profonda ferita e talora accoglie le pietre colorate come palliativo ornamentale.
Infine la pittura in quanto tale si pone in evidenza come accumulo di sostanza incisa e graffiata nelle composizioni di Jean Fautrier.
Per l’occasione è stato edito un catalogo-volume di Luciano Caprile che tratta ampiamente l’argomento attraverso l’indagine delle opere di una sessantina di artisti.
Dal 23 novembre al 23 gennaio 2010
Ingresso libero
Galleria Tega
Via Senato 24
Milano 20121
Tel +39 02 76006473
info@galleriatega.it
www.galleriatega.it