Incursioni
Dal giovedì 03 aprile 2003
al sabato 10 maggio 2003
Comunicato stampa evento: Incursioni
di Francesco Nonino
La mostra si compone di immagini di dimensioni variabili (da 60x75 cm. a oltre due metri di lato) realizzate su carta fotografica con un procedimento "off camera". L'autore ha infatti direttamente esposto la carta sensibile alla luce prodotta da materiali pirotecnici incendiati sulla sua superficie.
Ne risultano immagini astratte in cui forme geometriche e modificazioni fisiche della carta evocano in chi guarda l'attimo dell'esplosione e della distruzione. La fotografia così manipolata si trasforma in una traccia simbolica di ambigua bellezza che ricorda il proiettile e al tempo stesso la sagoma-bersaglio, sospesa nell'istante che - dopo il lampo - precede la deflagrazione. Tra le immagini appaiono simboli familiari: un Pentagono carbonizzato, torri-missile in fase di decollo (o di disintegrazione?), ombre di macchine, o forse radiografie di organismi perduti la cui struttura complessa suggerisce uno scopo o una funzione, ma di cui rimane solamente la traccia dopo il disastro.
Biografia
Francesco Nonino è nato a Udine nel 1960. Negli anni '70 ha iniziato a usare la fotografia come mezzo espressivo, affinando la propria tecnica nel corso di workshop e corsi, e durante una importante esperienza professionale a fianco di Annie Leibovitz, a New York City, nel 1991. Ha lavorato con importanti istituzioni, quali il Solomon R. Guggenheim Museum di New York (teaching artist nel progetto "A Year With Children-Learning Through Art/The Guggenheim Museum Children's Program, 1998") e il C.R.A.F. (Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia) di Spilimbergo. Dal 1988 ad oggi ha realizzato esposizioni personali e collettive in città italiane ed estere. Sue fotografie sono custodite presso la Bibliothéque Nationale de France di Parigi, il Musée de l'Elysée di Losanna, l'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma e il C.S.A.C. (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) dell'Università di Parma. Elemento ricorrente nei suoi lavori è l'esplorazione di un territorio, inteso come paesaggio o semplicemente come luogo di un vissuto personale, che viene spesso rappresentato in chiave poetica e intimistica, con particolare attenzione al linguaggio delle cose. Recentemente ha iniziato ad ampliare i propri confini espressivi sperimentando tecniche non convenzionali sia su immagini ottenute con l'apparecchio fotografico, sia con procedure off camera, come nel caso del lavoro esposto in questa mostra. Vive e lavora a Bologna.