Paul Etienne Lincoln - Sinfonia Torinese
Dal martedì 21 settembre 2004
al mercoledì 15 dicembre 2004
Comunicato stampa evento: Paul Etienne Lincoln - Sinfonia Torinese
Martedi 21 settembre 2004, dalle ore 19.00 alle ore 23.00, presso Guido Costa Projects di via Mazzini 24 a Torino, si inaugura Sinfonia torinese di Paul Etienne Lincoln.
La mostra presenta al pubblico l’ultima grande installazione dell’artista britannico, nuova creazione tratta dalla serie di opere da lui dedicate all’anima delle città. Dopo l’opera “monstre” su New York (New York, New York, 1987-2003), e l’altrettanto straordinaria installazione su Berlino (Die Berliner Zuckerbaerin, 1999-2003), è la volta della nostra città, che l’artista ha saputo interpretare con straordinaria accortezza storico-filologica e grande, toccante poesia.
In mostra una sola opera, Sinfonia torinese, 2002-2004, opera di sorprendente complessità e sorta di allegoria poetico-meccanica della nostra città, letta e interpretata al di fuori di ogni stereotipo. Come di consueto, la magia di Paul Etienne Lincoln è quella di saper coniugare cultura e tecnica, facendo parlare il genius loci e il patrimonio di storie e abilità in cui affondano le nostre radici.
Sorta di omaggio al grande passato torinese, l’installazione da vita ad alcune immagini simbolo della storia della città, dal cinema di Giovanni Pastrone (di cui è citato il celeberrimo colossal Cabiria del 1914, su testo di Gabriele D’Annunzio e musiche di Ildebrando Pizzetti ), al Punt e Mes, il vermouth inventato da Antonio Benedetto Carpano nel 1786, che rese celebre nel mondo l’antica tradizione delle distillerie torinesi. Il tutto, risolto come un grande affresco di un’epoca storica, animata dai prodigi della meccanica e dalla grande cultura e creatività della nostra città.
Quest’opera, come tutte le altre finora realizzate da Paul Etienne Lincoln nel corso della sua carriera più che ventennale, è una vera e propria macchina significante, che, giocando su degli elementi di storia della cultura, li trasforma in miracoli meccanici, in un dialogo serrato tra luce, movimento e suono. Come in un marchingegno alchemico, il vermouth si distilla nei suoi elementi base, crea movimento e vita, permeando l’ambiente di suoni, idee e aromi. E’ un dialogo sofisticato tra elementi all’apparenza estranei, ma che, tramite un gioco incrociato di sensi e movimenti, acquista un andamento sinfonico, poeticamente celebrativo.
Le vite degli animali, dei vegetali e dell’uomo si legano tra loro, comandate interattivamente dallo sguardo dei visitatori: è un dialogo tra le tecnologie più moderne e la sapienza artigiana, tra l’oggetto trovato e la macchina, tra significante e significato. Numerosissimi gli elementi in gioco: un raro piano melodico di fine ottocento, un trionfo di sapienza tassidermistica, una collezione di pietre litografiche incise con pubblicità d’inizio secolo, una pompa peristaltica, un grande distillatore in vetro, un’enorme paravento che funge da diaframma tra il regno vegetale e quello animale, un caotico sistema arterioso, tessuto connettivo della grande macchina e dei suoi organi.
Sinfonia torinese, al pari di tutte le altre grandi opere di Paul Etienne Lincoln, ha reso necessario un lungo periodo di studio e una gestazione produttiva di quasi due anni, splendida testimonianza del genio di questo artista, le cui opere, rarissime e di grande preziosità, iniziano soltanto ora ad essere riconosciute internazionalmente come documenti tra i più sofisticati ed eccentrici dell’arte contemporanea.
Da molti anni residente a New York, Paul Etienne Lincoln ci propone un’arte squisitamente narrativa, in cui grande cultura, riferimenti letterari, citazioni e figure della storia delle scienze e della tecnologia, competenze da melomane e particolare abilità manuale convivono e si potenziano a vicenda. Erede di certa sapienza visionaria, da Raymond Roussel a Marchel Duchamp, ricorda Matthew Barney nel gusto gotico per l’ambientazione, Joseph Beuys per il contatto magico con gli elementi primari, Thomas Hirschorn per il proliferare delirante di oggetti e relazioni significanti tra di essi. Le sue sono macchine celibi perfette, mosse quasi per magia, bellissime a vedersi, intelligenti ed ironiche nella loro anima più profonda. E’ perciò un grande onore per Guido Costa Projects poterne presentare una nella sua interezza, rarissima occasione per poterne apprezzare il funzionamento e la struggente poesia.
Sinfonia torinese verrà messa in funzione alla presenza dell’artista il 21 settembre, proseguendo quindi il suo compito alchemico fino a metà dicembre. Un’occasione unica per poter apprezzare il genio di una delle figure più dissonanti e affascinanti della scultura contemporanea, finora visibile soltanto nel circuito museale. Ai visitatori sarà disponibile un pieghevole con il diagramma dell’opera, il suo meccanismo e la storia culturale dei suoi elementi.
Paul Etienne Lincoln è nato a Londra nel 1959. Vive a New York. La sua grande opera su New York è stata esposta per la prima volta nella sua interezza all’Hamburger Banhof di Berlino nel 2003. L’opera su Berlino, oltre che nell’Hamburger Banhof, è stata esposta al Folkwang Museum di Essen nel 2004. Sue opere minori sono state esposte all’Henry Moore Institut di Catterick, (1999), alla Biennale di Scultura di Munster (1999), al PS1 di New York (2000), al Queens Museum of Art di New York (2001), alla Biennale di Sydney (2002). Sinfonia Torinese è la sua prima personale in Italia. L’artista è rappresentato in esclusiva dalla galleria Alexander and Bonin di New York e da Guido Costa Projects a Torino.
Sinfonia torinese
Sinfonia Torinese è un omaggio alla città di Torino, un suo ritratto simbolico, distillato di un ampio spettro di fenomeni naturali, culturali, storici e mitologici.
L’installazione realizzata in via Mazzini 24 si presenta come una catena di elementi tra loro connessi, culminanti nell’esecuzione di un concerto di natura del tutto particolare.
L’opera inizia da un cumulo di pietre litografiche incise, vecchie di mezzo secolo, testimonianza dell’eredità culturale e gastronomica della città. Su di esso è schierata una batteria di quindici bottiglie di Carpano Punt e Mes (1), allestite in forma di triangolo. Di fronte alla batteria di bottiglie sono disposti un distillatore in vetro e una pompa peristaltica a quindici canali. Dei tubi trasparenti attraversano la pompa e collegano le bottiglie ad un grande schermo in forma di paravento, formato da sette elementi, la cui superficie anteriore è interamente coperta dalla riproduzione di un giardino d’inverno. Quattordici dei quindici tubi trasparenti corrono fino al retro del paravento, foderato di velluto cremisi, e lo forano in corrispondenza di quattordici uccelli canori impagliati, montati sul fronte dello schermo tramite dei piccoli supporti. Ogni uccello ha inserito all’interno del suo becco un diffusore acustico miniaturizzato e rivolge lo sguardo ad un pianoforte, situato all’estremità dello spazio espositivo. Una cicogna bianca (ciconia ciconia), impagliata con le ali aperte, è collocata su uno sgabello di fronte al pianoforte. Lo strumento, privo di tastiera, è un raro pianoforte meccanico a cartone perforato. Un sensore per elettrocardiogramma, parte di un elettrocardiografo, è fissato in corrispondenza del cuore della cicogna, collegandola con un cavo alla cassa armonica dello strumento, quasi il battito cardiaco dell’uccello influenzasse invisibilmente i toni del pianoforte.
Il Punt e Mes di Carpano, l’aperitivo torinese risalente al diciannovesimo secolo, famoso per il suo aroma tendente all’amaro, è il vero e proprio fulcro dell’installazione (2).
Come preludio dell’opera, una piccola quantità di Punt e Mes è stata suddivisa nelle sue componenti base tramite cromatografia, metodo che ha permesso di identificare con discreta approssimazione le piante e le erbe che sono l’anima della bevanda (3). La cromatografia è un procedimento che permette di separare i singoli elementi di un composto,tramite un solvente e della carta da filtro (fase stazionaria). La miscela dei coloranti si separa nei suoi composti grazie alla diversa solubilità che questi hanno nel solvente e alle diverse interazioni che si stabiliscono con la fase stazionaria.
Quattordici delle quindici bottiglie di Punt e Mes allestite sul plinto di pietra litografica sono colme dei quattordici estratti d’erbe che formano il liquore, in una precisa proporzione volumetrica; la quindicesima bottiglia, posta esattamente al centro della batteria triangolare, contiene il vermouth nella sua interezza, pronto ad essere separato tramite distillazione nelle sue parti base di alcool ed acqua. Questa bottiglia, riempita quotidianamente con i residui del processo di distillazione avvenuto nel corso della giornata, serve da carburante metaforico per il canto degli uccelli. Ogni singolo volatile inizierà a cantare nel momento esatto in cui l’infuso d’erbe ad esso collegato, raggiungerà il suo delicato sistema canoro (4).
Sinfonia Torinese è un’opera dai risvolti performativi, poiché la distillazione di acqua e alcool dal Punt e Mes, mette in moto sia la pompa peristaltica, che il pianoforte meccanico.
Questo pianoforte, un cosiddetto Gran Piano melodico, costruito a fine ottocento da Giovanni Racca (5), sarà manovrato da un vecchio direttore d’orchestra, che lo metterà in funzione per alcuni minuti non appena l’alcool puro, sospinto dalla pompa peristaltica, abbandonerà il distillatore per raggiungere lo strumento. Il piano, avvalendosi del cartone perforato come di una sorta di spartito, suonerà un frammento della colonna sonora del film Cabiria, diretto e realizzato da Giovanni Pastrone nel 1914, presso gli stabilimenti della Itala Film di Torino (6).
In via Mazzini 24, infine, saranno anche installati sette sensori a raggi infrarossi, capaci di coprire l’intera area espositiva e parte del cortile antistante la galleria. Questi sensori, che rappresentano allegoricamente i cinque sensi umani ed i due sensi aviani ad essi complementari (la sensibilità per le onde elettromagnetiche e quella per gli ultrasuoni), comandano le due serie di sette pompe peristaltiche che aspirano le quattordici erbe di base del Punt e Mes.
Il funzionamento random delle pompe, governato dai movimenti all’interno e all’esterno dello spazio espositivo, spingerà il liquido dalle bottiglie fino agli uccelli, il cui canto sarà provocato dalla spinta dell’aria residua nei tubi sul sistema canoro dei volatili .
Il passaggio dei visitatori ed altri eventi fisici dentro e fuori la galleria, organizzeranno perciò la performance canora degli uccelli e la combinazione casuale dei loro cinguettii.
L’immagine riprodotta sul fronte del grande schermo-paravento, appositamente ritoccata per incorporare in un unico giardino d’invenzione tutte le quattordici erbe o piante alla base della preparazione del Punt e Mes, è un disegno idealizzato di un rigoglioso giardino tropicale.
Gli uccelli dell’installazione - tutti uccelli migratori, presenti in periodi dell’anno ben definiti sul territorio italiano (7) -sono montati in corrispondenza dell’immagine della pianta o dell’erba , originarie dell’area in cui il volatile è stanziale.
Nota 1
Nel 1786 Antonio Benedetto Carpano inventa il vermouth. Il vermouth Carpano è composto da moscato secco del Piemonte, vino siciliano ad alta gradazione, alcool, zucchero e da un infuso di erbe aromatiche. Nella realizzazione di questo liquore, Bnedetto Carpano non dimostra soltanto un vero e proprio genio da scienziato, ma anche la creatività e la finezza dell’artista. L’origine del vermouth non è certa, ma probabilmente ha a che fare con il termine tedesco Wermuth: si sa che un vino simile, detto abzinthiatum o absinthiatum era prodotto fin dal periodo romano. Il vermouth, servito come aperitivo, ha però le proprie radici in Piemonte e Benedetto Carpano fu il primo a produrlo e commercializzarlo in larga scala.
Nota 2
Una sera del 1870 un gruppo di operatori di borsa si diede appuntamento nel bar di Antonio Carpano in Piazza Castello, a Torino, proprio accanto alla borsa. Come ogni cliente abituale, ciascuno di essi, nell’ordinare l’aperitivo, specificò il numero di punti d’amaro da aggiungere al vermouth puro. La giornata di borsa si era chiusa con fluttuazioni di un punto e mezzo e proprio di questo stavano discutendo gli operatori, quando il barista, equivocando, chiese se anche la correzione del vermouth doveva rispettare tale proporzione (un punt e mes in dialetto pemontese). La risposta fu affermativa e nacque così la perfetta proporzione tra dolce ed amaro che avrebbe fatto la fortuna della ditta Carpano. Pare che lastoria delle origini del Punt e Mes non sia una leggenda: testimone del fatto fu il barista Maurizio Boeris, morto nel 1944 all’età di 94 anni. Questo episodio ha anche dato luogo ad una curiosa abitudine nell’ordinare il Punt e Mes a gesti:. occorre semplicemente sollevare il pollice (un punto), e tracciare con la mano una linea orizontale nell’aria (un mezzo, mes).
Nota 3
In realtà, pare che le erbe usate per fabbricare il Punt e Mes siano ben più di quattordici e persino la loro proporzione nel miscuglio è un segreto ben custodito da Carpano. Si suppone, infatti, che la miscela originale comprenda più di cinquanta componenti, difficili da identificarsi anche per mezzo della cromatografia. Nel preparare la concia per la formula Carpano sono impiegate tre persone, ciascuna incaricata di selezionare una sola parte dell’intera miscela all’insaputa delle altre due.
Nota 4
Gli uccelli, a differenza degli esseri umani, non hanno corde vocali e riescono a produrre suoni grazie alla loro particolare anatomia. La voce umana è prodotta dalle vibrazioni delle corde vocali, situate nella laringe, posta nella parte superiore della trachea. Gli uccelli, al contrario, producono suoni da ventriloqui: la loro cassa sonora è un allargamento della trachea, in corrispondenza del punto in cui si diparte nei due bronchi. Questo organo, chiamato syrinx, esiste solamente negli uccelli ed è una sorta di camera cartilaginea, dotata di membrane elastiche. Il syrinx è controllato da muscoli che modificano la tensione e la posizione dei tessuti, vibranti al passaggio dell’aria. Tale organo è composto da due parti indipendenti tra loro e può produrre due suoni distinti simultaneamente. Di regola, gli uccelli cantano espellendo l’aria dai polmoni ed il becco e la gola vengono usati per modificare il suono, più che per produrlo. La qualità e la complessità del suono dipendono anche dal numero di muscoli che ha il syrinx , differente da specie a specie. Lo stornello europeo, ad esempio, maestro nell’imitazione, possiede tra sette e nove paia di muscoli. Le cicogne , al contrario, hanno il syrinx totalmente privo di muscoli. Il volume del suono, infine, è più risultato della risonanza, che dell’aria presente nei polmoni.
Nota 5
Per questo progetto è stato scelto un piano melodico a 73 note, costruito da Giovanni Racca. Il metodo Racca, brevettato nel 1886, fu il primo ad utilizzare il cartone perforato come supporto per la trascrizione di un gran numero di pezzi musicali. Il pianoforte Racca è uno strumento particolarmente sofisticato, dotato di un’arpa in metallo, di una meccanica di estrema precisione e di una cassa armonica in legno pregiato. Quando il Duca degli Abruzzi progettò la sua spedizione al Polo Nord, chiese di avere a bordo della Stella Polare proprio un piano melodico Racca.
Nota 6
La storia si svolge nel terzo secolo dopo Cristo, durante la seconda guerra punica tra Roma e Cartagine. Cabiria è una bambina che vive con i genitori e la balia Croessa in un villaggio ai piedi dell’Etna, distrutto dal vulcano durante una spettacolare eruzione. Cabiria e Croessa riescono a sfuggire al disastro, ma vengono catturate dai pirati fenici. Condotta a Cartagine, Cabiria viene venduta a Karthalo, il sommo sacerdote, come vittima sacrificale per Moloch, il dio di bronzo, ma Croessa convince Fulvius Axilla, cittadino romano, ed il suo schiavo Maciste a salvarla. Nel corso di una sequenza ad alta tensione, Cabiria viene rapita dai due romani, per poi essere assunta come serva dalla principessa cartaginese Sophonisba. La musica selezionata per Sinfonia Torinese è tratta proprio da questa parte del film, in cui la principessa, al bordo di una piscina di marmo, e circondata da una moltitudine di uccelli bianchi, libera nell’aria una colomba, al culmine di una sequenza altamente drammatica. Cabiria ricompare nel film ormai adulta e, dopo essere stata riconosciuta da Karthalo, torna ad essere vittima sacrificale per il dio Moloch. Ma Fulvius, che nel frattempo ha incontrato i genitori di Cabiria, tenta di salvarla nuovamente dalla furia della divinità, a prezzo di incredibili disavventure. Cabiria è un essere sostanzialmente privo di ogni aiuto. Costantemente preda del fato e delle circostanze è incapace di ottenere la propria libertà anche in età adulta e, in ogni caso, non è mai il vero soggetto della storia: è un puro ed enigmatico punto focale intorno al quale ruotano i caratteri principali, Fulvio, Maciste e la divina Sophonisba.
Nota 7
La necessità di migrare è governata dal fotoperiodismo, risposta ormonale indotta negli uccelli dalla diminuzione della luce solare durante i mesi autunnali. Questo fenomeno spinge gli uccelli a prepararsi per la partenza accumulando una gran quantità di grasso sottocutaneo. Per orientarsi nel corso di una migrazione, gli uccelli usano una vasta gamma di metodi particolari, dall’analisi della posizione del sole e delle stelle, ai campi magnetici terrestri, ai venti e alla topografia.
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Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Carpano - Torino; Fratelli Branca - Milano; Tassipel - Riva di Chieri, Racca Club - Cesena; Graphistudio - Arba; Pierino Menegon - Colle; Museo del Cinema - Torino; Stefano Maccagno - Torino; Carlo Rossi - Torino; Raffaele Sanua – Torino; Dario De Mitri- Torino; Andrea Costa - Torino; Marisa Ferrarin & Griff - New York; Ted Bonin - New York.
Artista
Paul Etienne Lincoln
Mostra
Sinfonia Torinese
Luogo
Guido Costa Projects – Via Mazzini 24, Torino – Italy
Data
Dal 21 settembre al 15 dicembre 2004-08-29
Orario
Tutti i giorni, dal lunedi al sabato, dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00
Opening
Martedi 21 settembre 2004, dalle ore 19.00 alle ore 23.00