Kunst Meran/o Arte - Dettaglio evento

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EDUARD HABICHER - DRAWING SPACE

Dal Saturday 07 March 2009
al Monday 13 April 2009

Gli artisti correlati Eduard Habicher
Curatori Valerio Dehò

Comunicato stampa evento: EDUARD HABICHER - DRAWING SPACE

A cura di Valerio Dehò

Dopo aver inaugurato la propria stagione espositiva con una mostra dedicata alle architetture contemporanee finlandesi (Architettura Contemporanea Finlandese 31.01. – 13.04.2009), Merano arte ha scelto di presentare, parallelamente a quest’esposizione di architettura due artisti altoatesini Uriche Egger e successivamente Eduard Habicher. Le loro opere si muovosono, tra scultura, architettura e fotografia.
Dopo la mostra housing, curata da Valerio Dehò e dedicata al lavoro di Ulrich Egger, Merano arte presenta a partire dal prossimo 07 marzo 2009 le sculture di Eduard Habicher.
L’opera di Habicher parte e muove dal metallo, dalla materia greve, che sa contrapporsi alla spazialità e rendersi plasmabile. L’artista crea un linguaggio proprio, ben distinto che ha nell’essenzialità del rapporto con il materiale basico la sua forza ed il suo tratto distintivo.
Habicher interpreta attraverso una propria visione l’identità scultorea, rinunciando alla massa e ai volumi articolati a favore di una leggerezza tanto strutturale quanto estetica. Una sorta dunque di linguaggio primitivo, composto di segni in cui la materia torcendosi si piega alle intenzioni dell’artista dando forma a figure astratte che si muovono nello spazio quasi fossero proiezioni mentali La scelta di questo genere di materiali, per dare voce alla propria poetica. iscrive Habicher nell’alveo della scultura pesante. Al di là dei materiali classici, l’artista si spinge verso comuni e semplici, materiali da costruzione. La sua è una scultura libera di muoversi all’interno dello spazio e di inserirsi nel vuoto senza grande teatralità, come nel caso dei “disegni spaziali” di Julio Gonzales e successivamente di David Smith.
C’è una ricerca da parte dell’artista di libertà di movimento ed espressione materica, da una parte una tendenza all’esaltazione della capacità dell’artista di trasformare la materia inerte in materia parlante ed altrettanto espressiva e dall’altra si scorge l’esasperazione della linearità nello spazio. In tal modo si raggiungono volumi virtuali suggeriti dai segni che le sculture esprimono, tanto nel vuoto che nel rapporto con le architetture adiacenti o giustapposte.
C’è un rapporto diverso, forse più estetico, tra artista opera ed osservatore. Le opere si stagliano al di là di una qualità estetica che ne occulta la fatica, il lavoro e fa emergere uno sguardo ulteriore più analitico. Non c’è monumentalità, ma una sorta di intimità coinvolgente e diretta, quasi personale. C’è ricerca simbiotica con l’ambiente che esula dal grande o piccolo formato. Habicher conosce ed ha acquisito tutto il bagaglio linguistico della scultura del ‘900, ma sceglie di parlare una lingua propria dove ha introdotto un proprio segno, un tratto riconoscibile che lo rende diverso da qualsiasi altra poetica scultorea.
Le sue opere mantengono un rapporto di autonomia con gli spazi e le architetture circostanti. Citando Richard Serra c’è un’interrelazione: segno e monumentalità si coniugano al rapporto con lo spazio. Anche il colore gioca un ruolo fondamentale nell’opera di Habicher. Non si tratta, infatti di colori semplicemente giustapposti, ma piuttosto di tinte che si inseriscono a pieno nella poetica dell’uso specifico di materiali. Ne esaltano la diversità delle superfici, ne aumentano il gradiente visivo. L’elemento colorato assume una connotazione quasi biomorfa, come se si trattasse di vene o capillari. C’è sullo sfondo la sensazione, l’idea che la scultura voglia rimanere semplicemente scultura e non confondersi, con il resto, il circostante. Si viene così a creare un rapporto di rispetto tra gli elementi in gioco che convivono in un tutto armonico, senza privarsi di essenza o estetica. L’opera di Habicher in questa gioco di reciprocità e rispetto acquista sufficiente personalità ed energia per assumere una posizione di totale autosufficienza. Si percepisce inoltre la maturità dell’artista che, in sfida costante con le sue possibilità asproccia spazi e situazioni sempre maggiori, con un’inclinazione all’espansione proprio in virtù di quest’autonomia che gli permette di comunicare attraverso un linguaggio proprio, forte e strutturato e contemporaneamente semplice ed accessibile.

07.03. - 13.04.2009

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Fino al 13 aprile compreso sarà ancora possibile visitare le mostre attualmente in corso presso Merano arte. L’istituzione meranese resta infatti aperta, con il consueto orario
(10:00 – 18:00) anche a Pasqua e a Pasquetta.

Architettura contemporanea in Finlandia, presenta una selezione di 15 progetti che raccontano gli orientamenti e le tendenze più attuali dell’architettura finlandese che si distingue per ricerca, materiali e attenzione al paesaggio. Un’architettura semplice e funzionale, attenta innanzitutto alle esigenze quotidiane dell’uomo e finalizzata a contribuire a un migliore standard di vita.

Al secondo è terzo piano, sarà invece possibile osservare il lavoro di Eduard Habicher, che insieme alla mostra di Castel Tirolo The rose in the steel dust, recentemente inaugurata presenta uno sguardo d’insieme dell’opere dell’artista meranese.
La scultura di Eduard Habicher possiede una interessante sintesi tra una volontà minimalista di intervento sullo spazio e nello stesso tempo l’esigenza di far emergere il lavoro che comporta la scultura, la forza, l’energia. Le sue strutture leggere in metallo levigato sono forme in espansione continua che offrono allo spettatore diversi punti di vista, sono sottili e avvolgenti, ma nello stesso tempo possiedono la durezza della materia che le compone.

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