a cura di Cosimo Chiarelli
A distanza di cinquant’anni dal viaggio dei genitori, Gianni Caverni torna con la moglie nei luoghi da loro visitati, come un assassino sul luogo del crimine, con la deliberata intenzione di confondere le prove, sovrapponendo alla loro la propria traccia, sbiadita ed elaborata digitalmente. Così facendo finisce per mescolare le rispettive biografie e le rispettive identità ma non per cancellarle, anzi per ricreare una memoria affettuosamente condivisa che le sottrae all’inesorabile scorrere del tempo.
Nel “gioco” portato avanti da Aroldo Marinai si combinano e si confrontano le immagini di una ferita collettiva (Budapest, 1956), con il tranquillo scorrere a colori di una anonima vicenda familiare. Su questa elementare sintesi binaria irrompe dal lontanissimo passato il canto disperato di Damone per il tradimento dell’amante, che urla la sua protesta esistenziale per l’ingiustizia subita e sconvolge l’ordine precostituito delle cose spiazzando ogni certezza, comprese quelle di noi spettatori.
dalla presentazione di Cosimo Chiarelli
inaugurazione: Mercoledì 28 Giugno, ore 18.00
fino al 15 Luglio 2006
LA CORTE ARTE CONTEMPORANEA
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