Testo critico di Paola D’Andrea
Dopo un lungo percorso, in cui si è confrontata con i linguaggi della poesia dell’architettura e della moda, Claudia Ballesio (nata a Genova nel 1961) si è avvicinata a una pittura materica giocata sui toni del solo bianco e nero.
Più recentemente, mantenendo una sostanziale continuità, ha affrontato altri media: scultura, installazione, performance, video.
Nell’attuale occasione espositiva Ballesio presenta piccole figure mutilate racchiuse in teche di plexiglass.
Si riconoscono certi temi del periodo creativo precedente: presenze inquietanti, fantasmi della memoria, identità multiple, tracce della sfaccettata complessità dell’Io.
Con la chiusura delle piccole figure in gabbie trasparenti sembra voler concludere la gestazione delle sue anime inquiete con un processo di reminiscenza, “sapere come ricordo” di chiara ascendenza platonica.
“Sono di fronte a un corpo mutilato e non ho più paura” sembra sussurrarci la parte più intima di Claudia Ballesio, che si riappropria dell’astrazione del sentimento amoroso.
Inaugurazione sabato 10 febbraio 2007 dalle ore 18.00
10 Febbraio - 5 Marzo 2007
LA CORTE ARTE CONTEMPORANEA
Rosanna Tempestini Frizzi
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