A cura di Giuliano Serafini
Sono circa trenta i dipinti che Shanna Ingram presenta in questa sua prima personale italiana. L’artista, che vive tra Atene e Francoforte, ha alle spalle un notevole curriculum di studi e lavoro: laurea e master in arte alla Boston University e alla Columbia University, corsi alla Parson School of Design e all’ Art Students League di New York, societaria della Boston Visual Artists’ Union e alla Women’s Caucus for Art di New York: come dire tutto un percorso che le ha permesso di attraversare momenti creativi diversi, decisamente connotati d’una impronta di cosmopolitismo e di eclettismo.
Dall’esordio statunitense svolto all’insegna dell’espressionismo astratto (sotto l’influenza di de Kooning, ma anche di Gorky e Rothko), con il tempo la Ingram è andata definendo una cifra pittorica assai personale che oggi ha toccato la pienezza dello stile attraverso una sua inconfondibile formula.
Presentandola nell’importante monografia che accompagna la mostra, Giuliano Serafini, curatore della stessa, scrive:”…Dopo una prima fase dichiaratamente ispirata al canonico déréglément dell’espressionismo astratto, (la Ingram) ‘scopre’ la struttura quadrangolare, motivo simbolicamente costruttivo o sorta di griglia elettronica , quasi un limite che ci si è imposti per dare assetto a ciò che l’istinto e l’emozione, quella ‘realtà’ più reale della realtà stessa inseguita come il fine supremo della creazione, non potevano garantire all’equilibrio dell’opera…”
Il saggio di Serafini (La Stamperia Ed.) illustra in italiano e in inglese l’intera vicenda creativa della Ingram, puntualizzandone le tappe salienti, ma anche la continuità interna che emerge malgrado le incongruenze d’espressione e di stile che potrebbero avvertirsi nel suo corso.
Ne risulta un ritratto di grande intensità che restituisce all’artista tutte le licenze e i recuperi culturali possibili. Purché, come ribadisce il titolo, fare arte significhi costruire una realtà che appartiene solo a noi.
Shanna Ingram ha tenuto personali a Nauplion, Rodi e Atene e ha preso parte a collettive alla Boston City Hall, alla Boston University Gallery, alla Macy Gallery della Columbia University, alla Mary Mount Gallery di New York e allo Zappion di Atene. Una sua opera fa parte della collezione del Vorrès Museum di Peania (Atene).
Inaugurazione 1 marzo ore 18.00
Dal 1 al 30 marzo 2008
Galleria La Corte
Via de’ Coverelli
Firenze
0552 84435
rosatem@tiscali.it