Il presente progetto espositivo di Nicola Toffolini costituisce la sintesi di una prassi operativa sviluppata dall’artista nel corso degli ultimi anni. Lo studio da questi compiuto intorno agli effetti delle interferenze umane sulle normali dinamiche della natura, si è tradotto in una serie di tavole nelle quali, come su un banco operatorio, la vegetazione appare solo in quanto sezionata attraverso un tratto affilato, che, con una precisione quasi ossessiva, cerca di catturare allo sguardo della rappresentazione anche il microscopico, l’infimo, l’inutile.
Attraverso un disegno che è una sintesi di poetica, ironia e sottile crudeltà, lo spettatore è posto di fronte ad un mondo fanta-reale in cui la causalità naturale è contraddetta da una “scientifica” documentazione di un evento innescato dal più improbabile degli stratagemmi (ventilatori, lumache che mangiano con la precisione di un tagliaerba etc.).
Ma gli esperimenti di Toffolini si spingono ben oltre il realismo della vita in bianco e nero rappresentata sulla carta. E poichè in questo confronto tra uomo e natura nessuno è innocente, l’artista si avvale del voyeurismo dello spettatore per renderlo suo complice e porlo di fronte a delle installazioni che gli mostrano la nudità dell’azione dei meccanismi di controllo sugli organismi viventi.
Toffolini costruisce degli spazi claustrofobici, ne fissa le misure, ne programma i tempi e poi, insieme a noi, resta a guardare gli sviluppi delle soluzioni applicate, riecheggiando così il conflitto tra l’ambizione di controllare le forze della natura e la fatalista rassegnazione alla precarietà della condizione umana.
La temporalità apparentemente rispristinata in questi erbari viventi si rivela subito paradossale, laddove il ritmo naturale della crescita delle piante è regolato artificialmente attraverso lame che puntualmente procedono al loro taglio o a fitte griglie di fili tesi che ne imprigionano letteralmente gli steli.
In queste realtà artificialmente ovattate, l’istintivo percorso della vita, così come lo sforzo umano, sono rinchiusi in cicli autarchici e incessanti, sui quali né il tempo né la natura, e tanto meno l’intervento umano, possono interferire.
Toffolini i cui interessi spaziano dalla scienza, all’architettura, al design, nonchè, con il progetto Cosmesi condotto assieme alla performer Eva Geatti, al teatro, mostra in maniera inequivocabile che infrangere i limiti delle diverse pratiche è il suo modo per rincorrere la propria poetica.
Inaugurazione giovedì 12 aprile 2007 ore 19.00 - 21.00
12 aprile - 12 maggio 2007
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