a cura di Marco di Mauro
inaugurazione: martedì 27 novembre 2007, alle ore 18.00
Via Detta San Vincenzo 3 (80125)
museominimo@virgilio.it
www.museominimo.it
Tel. 39 081621170
“Il viaggio”
di Romualdo Schiano al Museo Minimo
Un viaggio nell’anima, nelle sue opacità e nelle sue trasparenze, nelle sue pulsioni e nei suoi tormenti, tradotti in esili membrane che si agitano dolcemente nello spazio. È il recente video di Romualdo Schiano, dal titolo “Il viaggio”, che sarà presentato a dicembre presso il Museo Minimo di Fuorigrotta, a Napoli. Come in una danza classica, il video alterna tensioni e abbandoni lungo un sottile e impercettibile fil rouge, costituito dall’ordine celeste che governa il mutevole farsi della natura. Oltre il valzer delle linee che si annodano, si distendono, si allacciano e poi svaniscono, suggerendo corpi eterei in perenne mutazione, si rileva una sintesi armonica che stempera i contrasti, lima gli spigoli e le asprezze, accanto al sussurro di una modulazione di intesa. Il movimento liquido e sensuale dei corpi, che si nutre di tenere passioni e di lirici abbandoni, ci conduce nella pace di un silenzio irrequieto, il silenzio dell’anima che vibra dentro di noi.
Adagiati in questa pace come un fanciullo nella sua culla, siamo avvolti in atmosfere impalpabili, eppure dense di energia, attraversate da un fremito di vita che aspira a invadere lo spazio. Quel fremito ci rammenta che dobbiamo vivere per poter godere della pienezza dell’essere, che si manifesta nel momento più alto dell’esperienza umana, quando si respingono le lusinghe dei beni materiali per accedere all’assoluto, all’etereo, all’ineffabile. È questa la dimensione che Romualdo Schiano vuole rappresentare, conferendo alle forme
del pensiero una sottile parvenza di fisicità, per quanto fragile e trasparente. Le immagini visive e quelle sonore dialogano e si fondono in uno spettacolo fulgido, perenne nella memoria, istantaneo nella visione. Un ruolo chiave in questo processo è giocato dalle scelte cromatiche: il giallo, il rosso, il verde, i colori della calma e della presenza, dell’amore e della speranza.
L’artista napoletano, con acutezza di indagine e sapienza tecnica, ha inteso liberare l’anima dai freni inibitori e dalle barriere fisiche del corpo, affinché potesse dispiegare la propria energia nei territori infiniti dell’essere.
Marco di Mauro