Neon Fdv - Dettaglio evento

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Dal giovedì 16 novembre 2006
al giovedì 16 novembre 2006

Gli artisti correlati Giulio Paolini
Curatori Gino Gianuizzi

Comunicato stampa evento: neon>fdv

a cura di Gino Gianuizzi

Lo scambio tra fotografia, video e scrittura

per neon>fdv è un sistema architettonico di memoria artificiale sui generis composto da idee, fotografie, video, letture, teorie, intuizioni raccolte e disposte in due ordini architettonici giustapposti a capriccio o invenzione manierata da aurelio andrighetto.
Il primo ordine è composto da due fotografie di Giulio Paolini esposte a parete e un video di Marco Belpoliti proiettato nel vano interno di una libreria, insieme a una scelta di testi sul vedere messi a disposizione del pubblico per la consultazione. Un tavolo completa l’esposizione trasformando lo spazio espositivo in una biblioteca.
Sul primo ordine poggia il secondo: il tavolo che servirà da piano per i materiali e le idee presentate, discusse e prodotte in modo sincrono o asincrono sul posto o a distanza, nel corso di successivi incontri sul tema proposto dall’esposizione: lo scambio tra fotografia, video e scrittura.
L’indipendenza dei due ordini giustapposti sulla linea orizzontale del tavolo, skyline di un nuovo paesaggio mentale, è contrassegnata dalla scansione temporale in cui si susseguono gli eventi e dalla suddivisione dello spazio in cui si collocano, richiamando la complessità con la quale lo spazio e il tempo vengono diversamente impiegati per la conservazione e l’impiego della memoria.

Tutti i raggi luminosi che attraversano il sistema ottico di una fotocamera e di una videocamera sono rifratti, sono cioè deviati in modo tale da poter ricomporre l’immagine in una logica prospettica e focale, ma i raggi periferici rischiano varie aberrazioni sferiche, caustiche e cromatiche, rischiano cioè la distorsione e la dispersione. Alla dispersione sono destinati anche tutti gli altri una volta che si rinunci appositamente alla focalizzazione, sfruttando i ritardi della messa a fuoco automatica, come nel caso del video girato da Marco Belpoliti. L’ottica di rifrazione studiata per focalizzare il raggio visivo e luminoso è dunque la stessa che provoca la sua dispersione con effetti di evanescenza e pulviscolarità. Lo sguardo eccentrico che caratterizza gran parte della nostra cultura visiva è complementare a quello concentrico e focale. Emblematico a questo riguardo è il lavoro di Italo Calvino che scruta il mondo attraverso la scrittura, come lo si potrebbe scrutare attraverso un dispositivo ottico. Ogni messa a fuoco dell’oggetto, sia esso un formaggio, un riflesso sul mare o un seno nudo, è accompagnato da una rifrazione della sua descrizione in una varietà di possibili descrizioni.
L’accostamento del dittico fotografico di Giulio Paolini al video con libreria di Marco Belpoliti segnala la complessità del vedere in rapporto al modo in cui le tecniche di produzione e percezione visiva scambiano con quelle di scrittura e lettura. Lo segnala richiamando il mito del raggio che ancora domina la nostra cultura visiva.
Avvicinandosi per contrastare il movimento di apertura dello zoom e allontanandosi per contrastare quello di chiusura, Belpoliti avanza e indietreggia a rapidi passi parando e deviando come uno schermidore lo stesso raggio visivo e luminoso che nel dittico fotografico di Paolini perfora lo studio da parte a parte.
Il raggio si rifrange per focalizzarsi concentricamente o per disperdersi eccentricamente, come la stessa proposta espositiva, destinata a rifrangersi e disperdersi negli incontri che seguiranno.

16 novembre 18.30

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