Next Art Gallery - Dettaglio evento

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Lidia Bachis - Senza Titolo

Dal sabato 13 gennaio 2007
al sabato 24 febbraio 2007

Orari:
Inaugurazione 13 gennaio 2007, ore 18

martedì domenica dalle ore 16.30 alle 19,30.
Sabato anche al mattino (10.30 – 12.30), le altre mattine su a.ppuntamento
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Comunicato stampa evento: Lidia Bachis - Senza Titolo

Il 13 gennaio alle h.19,00 la galleria d’arte contemporanea Next Art ospita una mostra personale dell’artista romana Lidia Bachis, giovane artista già presente nella collezione di Next Art Gallery.

La mostra prevede un incontro preliminare – cui sarà presente l’Artista - al CAFFE’ LA TORRE (C.so Italia 120) alle h.18,00 con i curatori Antonio e Pasquale Macrì e la dott.ssa Matilde Puleo per interrogare le opere delle artiste più famose della seconda metà del XX secolo e rintracciare che tipo di relazione si sia creata tra la femminilità e l’arte. Esempi illustri che gettino un po’ di luce sull’attuale condizione della donna nell’esperienza artistica contemporanea, resa esplicita dalle protagoniste di questa storia.



In questa recente produzione di Lidia Bachis sarà visibile in galleria proprio un’altra declinazione della femminilità. Dipingendo una donna in grado di rendere visibile la leggerezza della propria soggettività, anche quando sembra protesa a definire l’identità femminile, la Bachis lavora sulla struttura del corpo, la sua sagoma o plasticità e la loro relazione con ciò che lo accoglie e lo contiene. Stando su questo terreno solido costituito da sicurezze materiali, Bachis varia il tema della donna, ne amplia la portata relazionandola con l’ambiente chiuso o con la natura, registrando soluzioni diverse. Ora sensuali e voluttuose, ora serene ma enigmatiche, le figure sono essenzialmente colore e tonalità discordanti ma mai stonate o corrosive. La loro identità si fonde e si dissolve con il resto, senza rigide prese di posizioni o forzature. La superficie segnata dall’immagine ora è marchiata dal pennello in maniera sicura, ora è cangiante ed incerta, quasi a voler rappresentare una sconosciuta dimensione di profondità: i volti perdono sostanza o si lasciano abbagliare dalla luce e la strutturazione dello spazio, anche se offre loro un sostegno fisico non impedisce che l’incorporeità sposti l’elemento erotico dal corpo all’ornamento. Grande attenzione e cura è infatti rivolta al chiuso della propria ornamentazione, al placido richiamo di tutto ciò che è in grado di eludere la richiesta, tergiversare o confondere. Quindi alla soddisfazione di poter essere totalmente e coraggiosamente contraddittoria.



Catalogo in galleria, con testi di Duccio Trombadori e Pasquale Macrì