New Crossroads
di Rossella Biscotti & Kevin van Braak
a cura di Maria Rosa Sossai
Sabato 17 maggio nella Project Room della galleria verrà presentato il video Newcrossroads (2006) di Rossella Biscotti, realizzato insieme a Kevin van Braak. I video e i film dell’artista, dal taglio documentaristico, indagano la relazione esistente tra la comunità e i singoli individui che la costituiscono, attraverso la presenza di diverse idee di tempo - storica, reale, narrativa -. Newcrossroads documenta un esperimento sociale, la costruzione nella township Newcrossroad di Città del Capo, di una torre alta cinque metri, da parte di alcuni dei suoi abitanti, con travi dipinte di un verde brillante. L’invito successivo, rivolto ad altre persone, a smontarla e a utilizzarne i pezzi per scopi personali, proprio nel momento in cui essa è giunta al suo completamento, trasforma la struttura in una risorsa e in un temporaneo punto di aggregazione per tutto il quartiere. Il concetto di cittadinanza trova così una possibile applicazione nella metamorfosi materiale e simbolica della verticalità della torre nell’orizzontalità delle parti che la compongono, una possibile metafora di uguaglianza e di pacificazione. “Lavoro con storie e persone reali, coinvolgendole in situazioni nelle quali possono confrontarsi con degli ideali”. Più che informare il pubblico, le opere di Rossella Biscotti mostrano processi e sollevano questioni che attengono a contesti quotidiani e ad aspetti socio-politici, sia per i temi scelti che per gli aspetti formali adottati. La video camera che segue le attività sia del gruppo impegnato nella costruzione, che dei singoli che si avvicendano durante il suo smantellamento, osserva i gesti, le espressioni, analizza i dettagli dei corpi e la relazione che essi instaurano con lo spazio circostante. La visione tuttavia non oltrepassa mai i luoghi in cui si svolge l’azione, rimanendo discreta e preservando in tal modo l’intimità delle vite che si svolgono all’interno delle baracche di lamiera della township. La messa in discussione dell’estetica documentaristica fa emergere l’impossibilità di una verità oggettiva e distante, aprendo ad ulteriori interpretazioni.
Rossella Biscotti è nata nel 1978 a Molfetta (BA). Ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali, presso spazi privati e pubblici quali GAM, Torino; Viafarini, Milano; Smart Project Space, Amsterdam. Nel 2006 ha vinto il Premio NY per l’arte contemporanea del Ministero degli Affari Esteri. Tra i prossimi appuntamenti: Piccolo Museion, Bolzano; Sala Rekalde, Bilbao; Sparwasse, Berlino e Gstaad Film Festival.
Kevin van Braak è nato nel 1975 a Warnseveld in Olanda. Ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in spazi pubblici quali lo Stedelijk Museum Aalst, Belgio; North, Amsterdam; Fries museum, Leeuwarden, Olanda; W139, Amsterdam; Parasite Paradise, Leidsche Rijn, Olanda; Leisure resort Parallel//weg, Duiven, Olanda.
Maria Rosa Sossai
Dafne Boggeri e Eva Kotatkova
a cura di Roberto Pinto
La mostra di Dafne Boggeri ed Eva Kotátková metterà a confronto e in dialogo due delle figure emergenti della scena artistica europea. Pur provenendo da ambiti geografici diversi — la prima dall'Italia e la seconda dalla repubblica Ceca — la ricerca di entrambe le artiste parte da un'analisi di se stesse, del proprio corpo, come mezzo per entrare in contatto con il contesto e si avvale spesso di tecniche e media diversi come la performance, la fotografia e l'installazione.
Il lavoro di Dafne Boggeri parte sempre da un'indagine approfondita della propria identità in relazione a quella che ci viene attribuita da una società abituata a categorizzare e a ragionare su un processo di inclusione-esclusione.
Attraverso la contaminazione tra arte alta e cultura popolare, il suo lavoro riesce sempre, con sottile ironia, a cortocircuitare aspetti poetici e politici.
Se analoghe sono le premesse, il lavoro di Eva Kotátková assume spesso, però, una dimensione più intima — non è un caso che il disegno sia una delle sue tecniche preferite — grazie alla quale l'artista costruisce sistemi in cui cerca sottilmente di mettersi alla prova sia in senso fisico che, più spesso, psicologico. Oggetti quotidiani diventano nelle sue installazioni strumenti per costruire mondi altri e per dare un senso nuovo alle cose che già conosciamo.
Herbert Hamak
Nel suo recente lavoro Herbert Hamak immerge le sue vaghe ma ancora riconoscibili immagini all'interno dei suoi “quadri” traslucidi. In breve tempo, le sue opere si sono semplificate in strati di colore, in ombreggiature ai margini o in brillanti di impurità dentro la materia. Tutta questa stabilità è stata sviluppata dall'artista attraverso la metà degli anni novanta mentre, nello stesso tempo, i suoi “quadri” diventavano rapidamente maestose e più semplici “sculture”.
Poi, col passare del tempo, sono state esibite assieme come fossero un'installazione totale, lavori individuali che agiscono e si relazionano
l'uno con l'altro, esplodono gradatamente nello spazio visivo dello spettatore come accadde in occasione di Atri o a Castelvecchio a Verona, dove le opere support arono e vennero supportate dalle costruzioni storiche. Ora tutto questo è giunto ad una maggiore semplicità: dove un tempo c'era un'immagine o un pezzo di differenti colori, ora c'è un buco; dove strati di colore sembravano sporgere dal muro, ora non lasciano altro che uno spazio vuoto, creando una forma che rappresenta una sorta di porta.
Alcune di queste opere messe assieme, generano relazioni complesse ed inaspettate tra esse ed i singoli pezzi; ma ora più che mai un
singolo lavoro riesce a creare il suo gioco di trasparenze interne e di riflessi. L'immagine che si crea all'interno è ancor più evidente che in
passato sebbene ora sia paradossalmente assente, un vuoto. Questa è la verità: quello che è presente con più forza, non è tanto un qualche
discorso filosofico astratto ma una nuova sinuosità visiva e allo stesso tempo concreta.
HERBERT HAMAK è nato nel 1952 a Unterfranken. Vive e lavora ad Hammelburg.
Vernice sabato 17 maggio alle ore 11.30
17 maggio - 28 giugno 2008
Studio la Città
Lungadige Galtarossa 21
Verona
lacitta@studiolacitta.it
www.studiolacitta.it