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Jaime Calderòn - desnudos

Dal martedì 02 ottobre 2007
al lunedì 15 ottobre 2007

Orari:
lunedì-sabato, ore 16.00-19.00; martedì-venerdì, ore 11.00-14.00 / 16.00-19.00; oppure su appuntamento telefonico
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Comunicato stampa evento: Jaime Calderòn - desnudos

a cura di Kristina Snajder e Mariasole Brivio Sforza

Inaugurazione: martedì 2 ottobre 2007, alle ore 19.00

ABSTRACT:
Una mostra personale importante quella di Jaime Calderòn, artista ecuadoriano con alla spalle numerosi riconoscimenti ottenuti in vari paesi del Sud America in occasione di mostre personali o rassegne artistiche. Il pubblico milanese potrà ammirare una cinquantina di nudi realizzati a pastello con una maestria senza precedenti.

BIGLIETTO: INGRESSO LIBERO


Testo di presentazione.

Una mostra personale importante quella di Jaime Calderòn, artista ecuadoriano con alla spalle numerosi riconoscimenti ottenuti in vari paesi del Sud America in occasione di mostre personali o rassegne artistiche. E’ nato nel 1961 a San Blas, Imbabura, Equador, dove frequenta l’Accademia di belle arti ed il collegio di arti plastiche Daniel Reyes.
In particolare può vantare personali a Quito, Ibarra, Salinas, La Habana, Guayaquil e molte altre.
Molti centri culturali e musei hanno voluto ospitare i lavori di Calderòn nel corso degli anni.
Il pubblico milanese potrà ammirare in questa personale una cinquantina di nudi, realizzati a pastello con una maestria senza precedenti.

JAIME CALDERON – nota critica

Spesso il nudo ha offerto agli artisti una scappatoia per esprimere nostalgie di una classicità ormai irrecuperabile, o per riaffermarla: sono ossessioni individuali che si manifestano stranamente nella sensibilità contemporanea, per dare spazio ai propri traumi.

La figura femminile di Jaime Calderon, sempre isolata, spesso esibita in un’indagine psicologica, per cui la nudità diviene metafora, è inquieta: emblema dei tempi che attraversiamo, ma simbolo anche delle domande senza risposta che connotano un travaglio epocale, dove è difficile cogliere le coordinate positive del vivere; la donna traduce allora a un tempo una angoscia interiore, un fuoco sottile che brucia sotto la cenere, e toccherà all’autore rivelarlo, e una soffusa malinconia.

La donna nuda è sorpresa in una serena intimità personale all’interno di una stanza o all’aria aperta, vestita soltanto della sua pelle.

Tutto si svolge come se l’artista Calderon prendesse parte al piacere vigoroso della vita di fronte alla bellezza nuda della giovane donna nel momento stesso in cui le dona l’armonia del corpo. E la bellezza risiede proprio nella vitalità delle sue forme, nella forza dell’eros voluto e taciuto.

(Arman C. Mariani)