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Un quieto sconosciuto dramma - Bruno Coen

Dal giovedì 03 novembre 2005
al mercoledì 30 novembre 2005

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Comunicato stampa evento: Un quieto sconosciuto dramma - Bruno Coen

Bruno COEN
Un quieto sconosciuto dramma



La gestualità pittorica di Bruno COEN ovvero
Un quieto sconosciuto dramma


Le impressioni che si possono avere osservando le tele gestuali di Bruno Coen, sono legate senza dubbio a una profonda malinconia di fondo.

Il pittore trasmette in certe immagini di grigi splendenti, grigi opachi,madreperle appena bianche, polvere, nebbia, una luminosità che diventa“fiato d’anima” di grande tristezza.

In contrapposizione alla forza e alla violenza delle pennellate, sono opere queste intrise di intimità altamente poetica, di un uomo drammatico e di un drammatico artista, che trae dalla e nella pittura l’energia per continuare a vivere, a credere in se stesso, nella propria forza, nell’intelligenza umana e a sperare in un cambiamento
sempre possibile.

Coen, come tutti gli artisti di ricerca, è in perenne tensione, verso quel miglioramento, attraverso la sua arte, per essere unico, originale, autentico e le opere che produce racchiudono una grande poesia e una grande libertà: le stesse che sono nel suo cuore e nella sua anima.
Sono pochissimi i Grandi che si cimentano nella pittura gestuale, ottenendo risultati riconosciuti in tutto il mondo. Ed è pittore autentico colui che riesce ad emergere in questa tecnica terribile ed affascinante insieme: è un continuo misurarsi con la tela e i colori ed il pittore si fonde in essi, dipingendo.

Dal lavoro di Coen emerge lo studio compiuto ed assimilato sui Grandi a lui più affini, dell’Avanguardia Americana (Pollok, De Kooning) ed Italiana (Afro e Vedova).

Ma egli è pervenuto ad una gestualità originale, creandosi uno stile personalissimo.
La continua ricerca lo ha portato dagli informali “Preti e cardinali” degli anni ’80, alla gestualità attuale ovvero “Depressionismo vitale” cosiddetto dallo stesso Coen.
Sono tele aggredite, strapazzate da pennellate cariche di materia densa, calda viva e sensuale. Tele che si dilatano gradualmente, anche nel formato, come per assecondare la forza e l’energia di Coen, che ha bisogno di superfici di più ampio respiro.

“Leggendo” le ultime opere si può pensare che Coen, dopo aver attraversato oceani e spazi infiniti di malinconia profonda, evidenziati dall’uso violento dei grigi, dei rossi, viola e ancora dei bianchi, gialli o blu, sia approdato ad un nuovo dialogo fra tela e colore.
E’ arrivato cioè, con travaglio e tormento interiori, alla “Autentica Pittura”, ove l’autore, il Poeta, orchestra i nuovi colori, sempre luminosi, ma chiari adesso, per
concretizzare su tele sofferte e drammatiche, la sua pittura di vero “Maestro del Colore”. “Vedrai che cambierà” si intitolano alcuni pezzi della serie di lavori datati
1996/97, a testimonianza appunto del pensiero, del convincimento interiore di Coen, che si cimenta in tecniche diverse, ma che esprime nel suo continuum, il percorso
autenticamente pittorico verso quegli ideali di libertà, che sempre guidano la sua mano di artista di ricerca.

La mostra di Coen è davvero un quieto sconosciuto dramma.

Tina PAROTTI


dal 3 al 30 novembre 2005
inaugurazione il 3 novembre 2005 h 18.00
orario della galleria: lunedì-sabato h 15.00-19.30 e su appuntamento

disponibile catalogo


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