Per Ilaria Locati il fatto di presentare l’oggetto invece della sua rappresentazione diventa un linguaggio essenziale, naturalistico e anche spettacolare: la sua è una proposta carica di valori simbolici; che ci riporta alle origini del poiesis, al principio della dimensione comunicativa e del fare arte. Colpisce subito il suo lavoro atipico, la destrezza nell’adoperare materiali inconsueti, la sua capacità di creare opere di carattere fortemente innovativo, partendo da un impulso naturale, elabora e si inoltra in tematiche metaforiche e ambientali, facili da riconoscere e che ci fanno molto meditare. Le sue opere, per la particolarità dei materiali usati e per il metodo di realizzazione, si collocano in quella zona della memoria che registra sentimenti, fantasie e intuizioni, ed è come se precedessero l’organizzazione del segno in immagine, dell’emozione in comunicazione, perciò ne scaturisce un’opera ricca di suggestione; opere cariche di significati, per la concentrazione di disparati “oggetti-citazioni” biologici, per lo sguardo attento e indagatore al mondo materico, per la grande recettività del concetto di natura.
È bene precisare, per concludere, che le opere di Ilaria Locati (siano essi oggetti, materiali, istallazioni, opere pittoriche e grafiche), sono lontani dal ready-made duchampiano, da inclinazioni dadaiste o da implicazioni surrealiste, mentre si possono riferire all’esperienza e al rigore creativo di Joseph Beuys, a quel suo voler riportare l’arte al mito e al significato ultimo delle cose, riconducendo all’unità l’uomo e la natura, dando agli oggetti quel carattere spirituale e quella energia che passa dall’autore al fruitore.
inaugurazione
Milano sabato 20 gennaio h 17.30/20.00
Arconate domenica 21 gennaio h 15.30/20.00
20 gennaio - 28 febbraio 2007
TINA PAROTTI galleria d'arte contemporanea
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