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Christian Rainer & Karin Andersen - STRANGER

Traffic Gallery

Sede Via San Tomaso, 92, Bergamo 24121
Altre informazioni Tel +39 338 4035761 | info@trafficgallery.org | www.trafficgallery.org

Data di apertura giovedì 27 settembre 2007
Data di chiusura sabato 03 novembre 2007

Orari:
da martedì a sabato, ore 10.00 - 13.00 / 16.00 - 19.00;
Chiuso domenica e lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
Gli artisti correlati Christian Rainer, Karin Andersen

Comunicato della mostra : Christian Rainer & Karin Andersen - STRANGER

Stranger (video, foto, musica)
di Christian Rainer & Karin Andersen

a cura di Claudia Attimonelli

Inaugurazione: Giovedì 27 Settembre 2007 alle ore 18.00

27 Sep. / 3 Nov. - 2007

Stranger: Il romantico melò del postumano.

L'opera di Christian Rainer e Karin Andersen è un testo filmico: una figura sulla soglia con lo sguardo rivolto alla videoarte mediata dalle nuove tecnologie digitali e orientata verso il videoclip musicale - si tratta, infatti, di un promo video del primo singolo estratto dall'album "Turn Love to Hate" di Christian Rainer.

Il video musicale, testo ontologicamente ibrido in tensione dinamica tra spot e arte, si avvale, in questo caso, di un apporto semiotico a sua volta frutto di ibridazioni; la collaborazione fra i due artisti ha generato una complessa rete di rievocazioni e rimandi a scenari apparentemente distanti: le orecchie dell'alieno - interpretato dallo stesso Rainer - sono una creazione di Karin Andersen presente già in altri suoi progetti.

L'Andersen, artista visuale che ha fatto del corpo ibrido il proprio campo d'indagine legittimando la manifestazione del postumano nella sfera quotidiana, popola i propri mindscapes visionari di cyber rettili, algidi roditori digitali, umanoidi dalla cute maculata, cartoon bidimensionali in mondi 3D; mentre la musica di Christian Rainer, concepita come un'esperienza sinestetica e un luogo dove s'invera la pratica ammaliante della seduzione, diventa progetto grande nel senso wagneriano contemporaneo - performance, scrittura, regia, fotografia - suggerendo, in tal senso, la supremazia dell'ascolto visuale sulla percezione meramente visiva, di cui le grandi orecchie vulcaniane e bovine dello straniero insieme con la prossemica alienata e contraria che lo connotano sono simboli.

Christian Rainer e Karin Andersen sono interpreti dell'estraneità nei soundscapes urbani, accentuano le micro-epifanie quotidiane con colori e suoni stranianti, trasformano oggetti comuni in talismani pop: un ombrello giallo, dei fiori kitsch e artificiali piantati in un campo, un materassino galleggiante.

"We smart, just two serene words before the dawn".
L'alieno è l'altro da sé, mescolato con simulacri scelti (Baudrillard ), che emerge dalla vita liquida per approdare "on the alcantara sofa" e "in the park", è colui o colei che si trova gettato, suo malgrado, nei luoghi dove si consuma l'umana quotidianità allorché diviene necessario riempirla e completarla con gesti che dicono di appartenere a questo metaverso, è così che accade di dover confessare l'irriducibile estraneità extra-terrestre anche nei confronti del corpo della persona che si ama e, dunque, accade l'alienazione da tutto cominciando dal capovolgimento delle regole d'uso di oggetti comuni: l'ascensore, il forno, l'automobile, e si cerca rifugio nelle forme essenziali: il suono - l'alieno nel pianoforte - i colori - l'alieno vestito di bianco, l'alieno vestito di nero.

"Look at me brown".
Si tratta precipuamente della tragedia dionisiaca del contemporaneo (Mafessoli ), piuttosto un melò, che narra le sorti di ciò che della corporeità resiste al conflitto con il postumanesimo e rivela una romantica rivalità interiore. La decostruzione dell'organica logica corporea passa, nella visual culture, per lo straniamento implicito del postumano, quel non-so-chè così familiare eppure estraneo -stranger - è lo charme di drammatiche atmosfere retrò, dove la tragedia è appena sfiorata e resta la traccia ironica di un vissuto alieno, tutta inscritta nella superficie manipolata delle cose: in un ballo in controtempo, in uno schianto per la caduta fra gli amuleti noti:

"Il tuo corpo, più ombre che carne, estraneo al tuo cuore".

Testi di Claudia Attimonelli

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Ingresso libero

Ufficio Stampa
Battage Comunicazione
Margherita Baleni 349 1721251
mail: battage@battage.net
Alessandra De Antonellis 339 37388

Informazioni:
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