A cura di Marco Mancuso
La liason tra arte e scienza conosce in questa nostra era iper-tecnologica un rinnovato splendore. Memore dei primi passi compiuti lungo il sentiero del rapporto tra matematica e natura, tra numeri e forme, in un ideale passaggio attraverso i secoli e gli studi evolutivi di Haeckel, i frattali di Mandelbrot, la morfogenesi di Touring, l'evoluzione artificiale di Sims, l'arte tecnologica contemporaneacompleta e spinge ai limiti il processo di desacralizzazione del materiale organico, del bio-organismo, del corpo naturale, che è oggi, come forse mai in passato, schiavo di un processo di destrutturazione, ibridazione, integrazione, ricombinazione, riprogettazione, spesso fine a se stesso, frutto di un delirio collettivo atto alla visualizzazione della forma più complessa, dell'integrazione più ardita. Non è però questo il caso del ciclo Quasi-Objects dell'artista Lorenzo Oggiano: una riflessione sulla progressiva relativizzazione delle forme di vita naturali a seguito dell'evoluzione tecno-biologica realizzata con tecniche di modellazione digitale tridimensionale. A monito di una società quella contemporanea, che sembra quasi aver paura di adottare gli ibridi e i diversi, di pensare la mescolanza e la mediazione, di abbandonarsi alla proliferazione di quelle entità miste prefigurate da Latour, i Quasi-Objects di Oggiano appaiono come retaggi romantici di un tempo ancora là da venire, come creature bellissime fino a ieri nascoste nel buio dei nostri limiti tecnologici ed estetici, ma oggi splendenti nel loro processo di sintesi digitale, finalmente libere da qualsiasi riferimento alla reale conosciuto, alla veridicità dell'esistente, figlie di un futuro ancora da immaginare. La mia opera contribuisce a disporci ad un'utile riflessione sulle relazioni che intratteniamo con il Reale e, più in particolare, sul significato della Vita nei termini di un processo reale ed autonomo non legato ad alcuna specifica manifestazione materiale, una grammatica generativa indipendente dal (s)oggetto portatore.
Marco Mancuso
Inaugurazione 28 marzo 2009 h. 18.30/20.30
Fino al 30 maggio 2009
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