ZERO... - Dettaglio evento

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...Should I leave or should I go... - Hans Schabus

Dal venerdì 17 marzo 2006
al sabato 13 maggio 2006

Orari:
martedì – sabato: 12.00 – 19.30
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Comunicato stampa evento: ...Should I leave or should I go... - Hans Schabus

ZERO... è lieta di presentare la seconda mostra personale di Hans Schabus negli spazi della galleria.


...SHOULD I LEAVE OR SHOULD I GO...
Hans Schabus

Si tratta di un nuovo lavoro che nasce dallo sviluppo del progetto “Das letzte Land / The Last Land”, presentato alla scorsa Biennale di Venezia (padiglione Austria, a cura di Max Hollein).
La grande superficie poliedrica della montagna (18 x 40 x 39 metri) si riduce in poco più di trenta metri quadrati, condensando e concentrando la forza della monumentale scultura.

“Lo studio dell’artista è pieno di attrezzi, macchine per la lavorazione del legno dall’aspetto usato dominano lo spazio; modellini in carta, plastica e legno catturano lo sguardo. Non ci sono assistenti, a prima vista si direbbe decisamente un laboratorio per una persona soltanto.
Hans Schabus è uno scultore in senso classico. Di volta in volta si pone a confronto con una grande sfida contro cui deve lottare, attraverso un progetto artistico da portare avanti con estrema forza fisica, fino ai limiti di ciò che può essere fatto, di ciò che può sembrare semplicemente troppo. Con questo approccio, Schabus supera il confine di ciò che solitamente ci si aspetta da un artista: egli infatti si occupa personalmente dei suoi materiali, scolpendo, creando qualcosa. Questi materiali possono essere direttamente luoghi e spazi. Sono infatti gli spazi stessi che lui analizza e riformula: fisicamente e psicologicamente ridimensionati, la forza dell’opera si trasmette alle persone che vi entrano. Superando i confini del corpo e del tempo, i lavori di Schabus offrono momenti di esperienza molto intima che nascono dall’esplorazione personale dello spazio. In un momento in cui l’arte presenta se stessa come atto sociale in accordo con questioni politiche e sociologiche, la pratica di Hans Schabus aderisce ad un principio al di sopra di tutto questo: la sua arte è qualcosa che egli fa per se stesso. La relazione tra l’artista e l’opera è intima e tradizionale. Il suo approccio è individuale, quasi eroico – come in “Schacht von Babel” (le fondamenta di Babele, 2003), un tunnel profondo 5 metri fatto nel suo studio, successivamente riempito con il materiale estratto giorno per giorno, per diversi mesi nel tempo, in una specie di processo di ricollocamento; oppure intraprendendo viaggi avventurosi e quasi romantici con la sua barca “Optimist”, una sorta di vascello personale costruito da lui medesimo utilizzato attraverso il sistema fognario di Vienna e per addentrarsi in un viaggio a sud di Manhattan – oppure ancora nella realizzazione del suo lavoro alla Biennale di Venezia 2005.

Max Hollein, tratto da “Das letzte Land”, catalogo, Venezia 2005.



Opening: 17 marzo 2006
18 marzo – 13 maggio 2006

ZERO...
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